giovedì 6 Ottobre 2022

Incontro al MUR sul DdL Pre Ruolo

Un Disegno di Legge che nessuno vuole, ma che tutti voteranno.
Una Legge che consente di passare da 12 anni di precariato ad 11.

Il disegno di Legge in sede di approvazione al Senato è stato oggetto di confronto tra il Ministero e le OO.SS. Da tempo denunciavamo l’esigenza di una riforma che desse le giuste risposte alle aspettative del personale che ogni giorno mette al servizio del Paese la propria professionalità e l’esperienza maturata nell’ambito della Ricerca e dell’Università.

Sia il mondo della politica che quello sindacale conosce bene la complessità e gli ostacoli che oggi non consentono alle persone di poter svolgere al meglio e con serenità il proprio lavoro.

Il sistema della Ricerca e dell’Università rappresentano l’asset strategico e il volano di un Paese che deve e vuole crescere.

Il precariato è un cancro da sconfiggere una volta per tutte. Questa riforma saprà rimettere al centro del Paese il sistema Ricerca e la formazione Universitaria? e darà le giuste risposte ai problemi irrisolti?

Secondo noi, NO!

Certo non possiamo disconoscere il grande attivismo delle forze politiche, del Parlamento e delle forze sociali sul provvedimento nel tentativo di migliorarlo.

Le principali novità sono rappresentate in primo luogo dal Dottorato di ricerca quale requisito cardine della norma e dal Contratto di Ricerca che sostituirà l’attuale assegno di ricerca. In secondo luogo, l’inserimento del contratto in tenure track che dai 7 anni attuali dovrebbe passare ai 6 anni (3 + 3) e dopo il terzo anno verifica con possibilità di essere strutturati.

Ancora, l’istituzione di “borse di ricerca” quale strumento di “avvicinamento” del laureato e studioso al sistema scientifico pubblico ma che costituisce, in particolare per le OO.SS. e con la carenza delle attuali norme transitorie e dei finanziamenti, ancora una pericolosa scelta per non risolvere ma anzi accrescere anche in futuro la “bolla” del precariato e le situazioni di sfruttamento senza tutele e senza futuro;

Per la UIL RUA i tempi complessivi per l’entrata in ruolo sono ancora troppo lunghi ed il correttivo che può consentire di passare dai 12 anni agli 11 anni (forse 10 anni) appare insufficiente per avere in organico figure di ricercatori e docenti giovani. Oggi c’è una vastissima platea di assegnisti a basso costo, noi non vorremmo che la seconda “borsa di ricerca” e un suo uso troppo diffuso porti allo stesso risultato.

Il tenure track è ritenuto dalla Ministra Messa funzionale a quella osmosi tra il mondo “universitario” e quello della “ricerca” che, a nostro avviso, oggi risulta ancora essere di difficile realizzazione e che, in ogni caso, dovrà essere realizzato con forme di salvaguardia per la Ricerca fissando una soglia massima di ingressi per chiamata diretta dall’Università.

Rimane irrisolta la problematica legata agli EPR esclusi dalle misure previste dalla Finanziaria 2022 per le progressioni dal III al II livello per il personale in anomala ed annosa permanenza. La UIL RUA ritiene inaccettabile che si possa proseguire la strada del Ddl senza prima aver risolto l’ingiustizia perpetrata ai danni dei Ricercatori degli Enti non vigilati MUR.

La Segreteria Nazionale

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