giovedì 29 Luglio 2021

Al via il bando sulla valutazione ANVUR per Atenei ed Enti di Ricerca

Il 7 novembre u.s. ha preso ufficialmente il via il bando dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) sulla “Valutazione della Qualità della Ricerca 2004-2010 (VQR 2004- 2010)”. Le informazioni dettagliate sul bando sono rinvenibili nel sito www.anvur.org.

In questa sede ricordiamo, sinteticamente, quale è stata la posizione della UIL-RUA sulla valutazione e sulla faticosa costituzione dell’ANVUR e formuliamo alcuni iniziali giudizi sul processo in atto.

La gestazione dell’ ANVUR (ente di diritto pubblico vigilato dal Miur ) è stata una operazione lenta e travagliata  iniziata nel 2006 con il Ministro Mussi (art. 2, comma 138 del decreto legge 3 ottobre 2006, n 262) e terminata con il Ministro Gelmini (pubblicazione in G.U. del nuovo Regolamento il 27 maggio 2010, entrato in vigore, dopo la nomina degli organi – Presidenza, Consiglio Direttivo e Collegio dei Revisori dei Conti  –   l’11 giugno 2010).

La lunghezza dell’ iter istituzionale si deve fondamentalmente al fatto che tanto gli organi  di controllo (Consiglio di Stato, commissioni parlamentari, Corte dei Conti) così come le OO.SS. avevano manifestato forti critiche su possibili assetti pletorici e burocraticamente ingiustificati di detta Agenzia.

Motivi di preoccupazione e perplessità, in verità,  non del tutto fugati, nemmeno oggi.

La UIL-RUA ha sempre considerato l’importanza della valutazione ma la vede  come funzione essenziale per un MIUR che sappia utilizzarne le risultanze  nel rispetto della piena autonomia delle istituzioni scientifiche “valutate”  e che sappia collegarla alle altre due funzioni essenziali: quelle di “indirizzo” e “programmazione” che, a nostro avviso, il Ministero non riesce ancora ad assolvere pienamente come era nelle iniziali aspettative.

Ora, invece, la valutazione rischia di essere usata solo come operazione strumentale alla definizione di parametri rigidi attraverso i quali operare azioni di redistribuzione degli FFO (Fondi di Finanziamento Ordinario di Atenei e degli EPR) ed indirizzare i “fondi premiali”.

Ora non vi è chi non veda come già questi fondi abbiano subito nel tempo forti decurtazioni, quale sia la condizione finanziaria delle nostre strutture di ricerca ed alta formazione ed, infine,  in quale stato di vera e propria emergenza finanziaria sono costrette ad operare molte delle nostre strutture, in particolare quelle più deboli e del nostro Mezzogiorno.

In  questa situazione viene a calarsi una complessa operazione che viene definita “esercizio” ma che costituirà in realtà un capillare “rilievo” – secondo determinati parametri fissati dal bando di cui sopra, ed anche in base a  metodologie di “peer review” –  delle “produzioni” dei singoli ricercatori e docenti e di quella  delle strutture e dei dipartimenti,  cui è ora demandato il compito di rispondere nei modi e nei tempi prefissati alle richieste di dati che saranno recepiti telematicamente dal CINECA.

I dati così raccolti saranno sottoposti al vaglio di ben 14 gruppi di esperti valutatori (quasi 500 esperti complessivamente mobilitati) organizzati secondo un’articolazione di Aree scientifiche rigidamente disciplinari e pervenendo nel giro di 18 mesi (secondo noi occorrerà non meno di due anni per il completamento della complessa operazione) alla Relazione Finale da parte degli organismi ANVUR. Si stabilirà così  chi avrà la “maglia rosa” o la “maglia gialla” di questo tortuoso “tour” ma, purtroppo anche chi avrà la “maglia nera” nelle diverse aree,  con tutte le conseguenze possibili.

Va rilevato che la questione sta, in questi giorni,  creando una particolare apprensione nell’ambito di strutture di ricerca, come ad es. il CNR, all’interno del quale ricercatori e strutture non nascondono il loro disappunto per questa ennesima valutazione (la quinta per alcune strutture!) e soprattutto per la poca adattabilità di parametri di tipo disciplinare a misurare la produzione di ricercatori, Istituti, Dipartimenti che operano secondo una “mission” chiaramente interdisciplinare dell’Ente.

Va detto anche che queste nostre considerazioni sono condivise dai nostri “compagni di viaggio” della CISL e della CGIL.

Insieme dovremo, allora, affrontare nei prossimi mesi e con il nuovo Governo anche altri aspetti critici del tema della valutazione per i nostri settori e dare risposta positiva ad alcuni fondamentali interrogativi:

  • – come si inseriscono le azioni dell’ANVUR con quelle  dei nuclei interni di valutazione?
  • – non è assurdo, inutile e pletorico stressare le nostre istituzioni di ricerca e di alta formazione, e soprattutto il loro personale, attraverso una sovrabbondanza di misurazioni burocratiche (Anvur, Nuclei interni di valutazione, Civit, performances Brunetta etc.) tutte tese alla penalizzazione retributiva e di status?
  • – come ricostituire, proprio dal lato della valutazione l’unità della organizzazione del lavoro nei Laboratori e nelle strutture gestionali degli Enti di Ricerca tra personale tecnico e personale ricercatore?
  • – in che maniera di tali processi verranno investite le istituzioni AFAM e le strutture di ricerca non di competenza MIUR?
UIL RUA
(Segreteria Nazionale)
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Il Punto del Segretario Generale

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