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venerdì 16 Aprile 2021

Crisi economica: comunicato Segreteria nazionale UIL.

La Segreteria nazionale della Uil esprime forti preoccupazioni per l’aggravarsi della crisi economica e finanziaria che sta mettendo a dura prova la stabilità dell’Europa e, in particolare, del nostro Paese. In questo quadro, il taglio delle stime di crescita dell’Italia, secondo il Fondo monetario Internazionale, e il declassamento del nostro debito, ad opera di Standard and Poor’s, sono solo gli ultimi due segnali negativi a conferma delle gravi difficoltà della fase che stiamo attraversando in un contesto europeo, complessivamente, in difficoltà.

A maggior ragione, per il nostro Paese, diventano improcrastinabili misure urgenti che non siano volte solo al necessario contenimento della spesa. La riduzione del debito e il pareggio di bilancio, infatti, seppur indispensabili, potrebbero non essere sufficienti a risalire una china che deve essere affrontata puntando anche sulla crescita.

I margini di manovra sono piuttosto limitati ma occorre assolutamente evitare che si generino quelle condizioni da “tempesta perfetta” che ci trascinerebbero in una recessione dai risvolti sociali insostenibili.

Guardando all’immediato futuro, dunque, urgono, le riforme, a partire da quella fiscale. La Uil ritiene che un primo passo decisivo verso un’inversione di tendenza possa giungere da una redistribuzione della ricchezza sufficiente ad innescare la ripresa dei consumi, condizione di partenza per una crescita del Pil e dell’occupazione. Quella redistribuzione può essere operata riequilibrando il carico fiscale a vantaggio di tutti coloro che hanno il sostituto di imposta.

A questo proposito, la Uil presenterà una sua proposta su come, di quanto e a chi ridurre le tasse, e su come realizzare questo spostamento del carico fiscale, prospettando alcune soluzioni concrete.

Perché questa battaglia abbia possibilità di successo in tempi rapidi, è necessaria un’alleanza tra i sindacati confederali ma anche con le organizzazioni, le federazioni e le associazioni che rappresentano tutti i lavoratori dipendenti, a tutti i livelli, e tutti i pensionati.

A sostegno di questa battaglia, poi, la Uil proporrà una forma di astensione dal lavoro di un’ora che sia in grado di coinvolgere tutti quei lavoratori che abbiano il sostituto di imposta.

La Uil continua a rivendicare, inoltre, un’immediata, vera ed efficace riduzione dei costi della politica, da perseguire attraverso una diminuzione dei livelli decisionali, una razionalizzazione dei centri di spesa e un’eliminazione degli sprechi.

Per dare continuità alla propria azione sindacale, per sostenere la richiesta di riforme necessarie alla crescita, la Segreteria nazionale ha dato mandato alle proprie strutture territoriali di organizzare tre manifestazioni, al Nord, al Centro e al Sud del Paese, per coinvolgere e sensibilizzare iscritti, simpatizzanti e cittadini sulle proposte in campo. Le iniziative si svolgeranno a Napoli il 30 settembre, a Firenze il 14 ottobre, a Milano il 21 ottobre.

In questo quadro, considerata l’urgenza di definire alcune scelte condivise con le parti sociali decisive per le sorti del Paese, la Uil ribadisce che, in assenza di provvedimenti immediati e conseguenti da parte del Governo, sarebbe preferibile chiamare i cittadini ad esercitare il proprio potere di voto.

La Segreteria nazionale della Uil, infine, conferma la mobilitazione delle categorie del pubblico impiego assicurando il coinvolgimento e la partecipazione della Confederazione allo sciopero già proclamato per il prossimo 28 ottobre. E’ stato inoltre deciso che la manifestazione nazionale si terrà a Roma.

La UIL ritiene che una politica che deprima la Pubblica Amministrazione e mortifichi il lavoro pubblico sia fortemente contraria agli interessi del Paese. Occorre rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono, nel settore, l’esercizio della contrattazione ed avviare a soluzione i problemi del precariato.

La riforma della Pubblica Amministrazione è necessaria per modernizzare e rendere più efficienti i servizi ai cittadini. Ma ciò è possibile solo con il coinvolgimento dei lavoratori del pubblico impiego ai quali, a questo proposito, deve essere adeguatamente riconosciuto il valore del proprio lavoro.

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