giovedì 5 Agosto 2021

Donne sono maggioranza ma contano e guadagnano meno degli uomini

UILCOMUNICATO STAMPA

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
SONIA OSTRICA (UIL RUA): DONNE SONO MAGGIORANZA MA CONTANO E GUADAGNANO MENO DEGLI UOMINI

“Nella pubblica amministrazione italiana le donne sono in maggioranza, ma contano e guadagnano meno degli uomini”. Lo ha detto Sonia Ostrica, segretario generale della UIL RUA, nel corso del suo intervento alla V Assemblea Nazionale delle donne UIL dal titolo “Lavoro, parità e Leadership: il ruolo delle donne”.

“In Italia le donne rappresentano in media il 55% degli impiegati pubblici, meno del 61% in Francia e del 65% in UK. In tutti e tre i Paesi, però, queste percentuali calano drasticamente quando si prendono in considerazione i ruoli di dirigenza, per azzerarsi, quasi, negli incarichi fiduciari – prosegue la sindacalista -. Nel settore pubblico, in generale, la componente femminile cresce in tutti i settori: apparentemente, quindi, sembra si stia raggiungendo la parità. Tuttavia, secondo le analisi della Ragioneria dello Stato, si tratta di una parità orizzontale piuttosto che verticale. Infatti, la percentuale di donne diminuisce drasticamente se si guarda alle sole posizioni dirigenziali: ad esempio nelle università le donne sono il 57% nel personale amministrativo, il 45% tra i ricercatori, il 28% tra i professori e solo il 20% tra gli ordinari”.

“I settori in cui l’occupazione femminile è più alta, poi, sono caratterizzati da retribuzioni medie più basse, nonostante le donne investano di più in formazione ed istruzione – ha aggiunto -. Resta forte il divario retributivo tra popolazione femminile e maschile anche nel pubblico impiego, per motivazioni collegate ancora troppo alla conciliazione di vita e lavoro”.

“Le richieste per far sì che cresca il numero delle donne ai vertici della nostra amministrazione sono purtroppo sempre le stesse e resteranno tali finché non verranno poste concretamente in essere – conclude Sonia Ostrica -. Serve un welfare con asili nido adeguati nel numero e soprattutto accessibili al reddito di generazioni sempre più povere; va riconosciuto il valore economico dell’assistenza e cura familiare; vanno rispettate ‘quote rosa’ nel pubblico e nel privato, che si tratti di commissioni di concorso nel pubblico impiego o di presidenze di istituzioni; va sostenuta la formazione alle differenze di genere e alle pari opportunità perché si possa sostenere quel cambiamento culturale alla base di ogni progresso. Si tratta di misure non solo necessarie ma che oltre a creare nuovi posti di lavoro si tradurrebbero in un immediato aumento del PIL”.

Il Punto del Segretario Generale

Ultime news