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domenica 18 Aprile 2021

Firmato oggi accordo con il governo: La performance è possibile solo con risorse aggiuntive. I soldi in tasca ai lavoratori non si toccano

L’accordo sottoscritto in data odierna con il Governo presenta alcuni elementi positivi insieme ad altri contenuti in attesa di una definizione più chiara. In linea generale, cogliamo positivamente l’orientamento a rivisitare le modalità di applicazione del D.Lgs. 150/09 sul pubblico impiego, su cui nel recente passato non abbiamo lesinato critiche e rilievi.

Tra gli aspetti certamente positivi, l’accordo prevede che “le retribuzioni complessive, comprensive della parte accessoria, conseguite dai lavoratori nel corso del 2010 non devono diminuire” per effetto della valutazione della performance nelle Pubbliche Amministrazioni. Ciò significa che l’eventuale valutazione del personale, così come definita dall’art. 19 del D.Lgs. 150/09, non può in ogni caso incidere sui livelli retributivi individuali, compresa la parte accessoria delle Indennità di Ente mensile/annuale per gli EPR e delle indennità ex art. 41 per le Università. Tale risultato va certamente incontro alle nostre richieste, tese a contrastare la logica perversa della valutazione per fasce e l’intento di colpire il salario dei “meno meritevoli”. Inoltre si viene finalmente a definire un quadro di coerenza normativa con quanto stabilito dal DL 78/10 convertito con la Legge 122/10 in tema di blocco della contrattazione.

Come conseguenza, l’accordo stabilisce che sempre in tema di valutazione della performance ed in particolare per l’applicazione del comma 1 dell’art. 19 del D.Lgs. 150/09 “potranno essere utilizzate esclusivamente le risorse aggiuntive” derivanti da somme provenienti dalle riduzioni di spesa e da maggiori entrate delle Pubbliche Amministrazioni (c.d. “dividendo dell’efficienza” ex art. 61, comma 17 del DL. 112/08). Anche in questo caso, l’accordo va nella direzione da parte nostra indicata nel recente passato quando affermano con fermezza il principio che le premialità non debbano essere finanziate dal salario accessorio in godimento, ma per l’appunto da risorse aggiuntive.

Su questo aspetto, restano da verificare nel prossimo futuro i reali effetti di questa parte dell’accordo sui nostri settori, puntualmente penalizzati con la riduzione sistematica e decennale dei finanziamenti; in questo quadro negativo è lecito dubitare delle reali possibilità di EPR e Università di realizzare ulteriori riduzioni di spesa e/o maggiori entrate, oltre che della reale intenzione del Governo di offrire risorse aggiuntive ai nostri settori. In linea generale, vista la situazione del bilancio pubblico, è anzi prevedibile che difficilmente si intenderà finalizzare risorse aggiuntive per la premialità.

Tra gli aspetti da verificare con maggiore compiutezza, l’accordo prevede la costituzione in sede nazionale di apposite commissioni paritetiche con il compito di monitorare ed analizzare i risultati prodotti in tema della valutazione della perfomance. Sul punto, in attesa di verificare fattivamente la funzione di queste nuove commissioni paritetiche, rileviamo almeno in questa fase una maggiore apertura e riconoscimento del ruolo delle OO.SS., a differenza di quanto troppo spesso abbiamo osservato nel recente passato.

Infine, c’è l’impegno del Governo ad emanare un atto di indirizzo all’ARAN per la stipula di un accordo quadro che regoli il sistema delle relazioni sindacali previsto dal D.Lgs. 165/2001. Anche in questo caso, resta da parte nostra sospeso il giudizio nel merito, in attesa del testo dell’atto di indirizzo e dei successivi incontri all’ARAN. Va certamente colta con favore l’opportunità di riaprire una discussione sulle relazioni sindacali, tema troppo spesso liquidato con schematismi e facili demagogie, a tutto svantaggio dei diritti e delle tutela dei lavoratori.

In definitiva, pur in attesa di una attenta verifica sui reali effetti e contenuti in tema di risorse e relazioni sindacali, la UIL RUA esprime un giudizio sostanzialmente positivo sull’accordo per quanto attiene la modalità di applicazione della valutazione della perfomance. Sul piano politico, è confortante osservare che nel testo viene sottolineata la centralità e il ruolo del settore pubblico e il suo contributo alla ripresa economica del Paese: un riconoscimento che, almeno nei nostri auspici, possa finalmente ispirare maggiore attenzione e sensibilità nei confronti di lavoratori pubblici, che quotidianamente e con professionalità offrono servizi ai cittadini ed alle imprese, superando finalmente inutili e negative demagogie sui fannulloni.

La Segreteria Nazionale
UILPA – RUA

Allegato: Intesa per la regolazione del regime transitorio conseguente al blocco del rinnovo dei CCNL nel pubblico impiego

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