giovedì 5 Agosto 2021

La IX giornata della ricerca e innovazione di Confindustria: Un commento della UIL RUA

Abbiamo partecipato, per la UIL, alla IX Giornata della Ricerca e dell’Innovazione di Confindustria, tenutasi a Roma il 9 novembre, e ne abbiamo tratto una positiva impressione ed utili spunti.

Positiva la finalità generale, sintetizzata nello slogan “E’ ora di crescere!”. Molto efficace, non solo dal punto di vista comunicativo, la scelta di presentare con appositi collegamenti in rete da particolari punti del territorio alcune tra le più significative esperienze di aziende innovative che hanno saputo realizzare, puntando sulla ricerca scientifica, grandi risultati produttivi su tutti i mercati internazionali in 5 aree prescelte: green economy, agroalimentare, scienze della vita, chimica, meccatronica.

A parte l’ intervento del Ministro Gelmini che ha monotonamente ripetuto il discorso di sempre (le risorse sono scarse ma io ho avuto il merito di cambiare le regole con le riforme degli Atenei e degli Enti!) i collegamenti in rete con le varie realtà imprenditoriali hanno messo in chiara evidenza che laddove il sistema industriale sceglie la qualità, la ricerca e l’innovazione e cerca i collegamenti con il mondo universitario e della ricerca i risultati possono essere straordinari e non secondi a nessuno al mondo.

Ci ha colpito la frase di un imprenditore “dobbiamo riuscire a fare ciò che per gli altri è difficile fare!”: questa è la strada dell’ innovazione e della competitività.

Certo c’è da chiedersi, e chiedere alle nostre “controparti” industriali, quanto siano effettivamente diffuse simili esperienze ma tant’è quella dell’innovazione appare la strada obbligata ed il sistema pubblico della ricerca e dell’ alta formazione ha il compito di sostenerla, oggi e domani più di ieri, con idee e risorse umane qualificate.

Diana Bracco ha sintetizzato le richieste degli imprenditori ai governi: agevolazioni fiscali (credito di imposta più allargato), semplificazione e sburocratizzazione, nuova capacità di diffusione dei risultati, impegno degli industriali per sostenere anche nel privato una nuova figura del “ricercatore industriale”.

Non entriamo in questa sede nel merito. Prendiamo però atto positivamente che per gli industriali quella di una nuova crescita che punti sulla qualità delle idee e delle risorse umane formate dai nostri settori rimane, anche in periodo di profonda crisi, la scelta prioritaria e strategica.

Questa posizione deve continuare ad essere di stimolo per le nostre Università ed i nostri Enti di Ricerca a superare barriere di autoreferenzialità, ad aprirsi e a cercare, e sfruttare, le necessarie sinergie.

Ha ribadito questo concetto il neo-presidente del CNR Profumo il quale nella sua partecipazione alla tavola rotonda ha sostenuto che “gli EPR e la ricerca pubblica non possono soggiacere a vincoli burocratici e normativi che la imprigionano e ne ostacolano lo sviluppo e soprattutto l’utilizzo pronto delle risorse intellettuali migliori”.

Ed allora, Presidente, perché anche i vertici degli Enti non si battono insieme al sindacato per superare la cappa che Gelmini,Tremonti e Brunetta hanno contribuito a creare in questi anni !!!???).

Va poi registrata la singolare proposta del Ministro Gelmini che si rivolge all’ISTAT per invitare l’Istituto a rivedere i criteri con cui misura attualmente le performances di R&S delle imprese!

Caro Ministro capiamo che siamo in crisi di risorse e che dobbiamo aguzzare tutti il nostro ingegno ma andare a ricorre a simili artifizi e marchingegni per vedere di colpo aumentato l’impegno in ricerca del settore industriale ci sembra una vera provocazione!

Piuttosto noi continuiamo a ritenere (felici di essere smentiti) che se si attua una simile revisione degli strumenti statistici e, soprattutto se si fa riferimento alla provenienza dei fondi (e non solo alla spesa ed al loro utilizzo) alloro ci accorgeremo, purtroppo, che l’impegno in Ricerca e Sviluppo del nostro diffuso tessuto imprenditoriale è ancora più scarso dell’ attuale 0,45%!

Infine due considerazioni conclusive.

La prima per sottolineare che l’applauso più convinto e caloroso della giornata i partecipanti lo hanno riservato ad una anziana e molto valida imprenditrice-ricercatrice la quale, rivolta soprattutto al Ministro ha detto “basta con il precariato, diamo un futuro di certezze ai nostri giovani ricercatori!”.

La seconda si riferisce ai complimenti, questi sì davvero meritati, che la stessa Gelmini ha opportunamente rivolto alla dott.ssa Nicoletta Amodio di Confindustria.. Abbiamo avuto in questi anni molte occasioni di condivisione di comuni finalità (anche se, purtroppo per noi con diversi mezzi) con Nicoletta Amodio e questi ufficiali ringraziamenti fanno anche a noi davvero piacere! Soprattutto la “Mappa delle Competenze delle imprese in Ricerca & Innovazione) (vedi su sito di Confindustria nello scorrevole “da non perdere”) presentata in questa a IX Giornata ci sembra un risultato molto significativo ed importante che va sicuramente ascritto a merito di questo valente funzionario e dirigente di Confindustria e che andrebbe emulato anche da parte del pigro MIUR e delle nostre istituzioni pubbliche di ricerca.

Iperide Ippoliti

Il Punto del Segretario Generale

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