lunedì 27 Settembre 2021

Accordo propedeutico CCNL, art 13 EPR, dirigenza, stabilizzazioni

simboli-comparti ricercaRoma, 25 novembre 2016
“Il confronto tra Cgil, Cisl, Uil e il Governo per l’accordo per l’avvio del rinnovo dei contratti nel pubblico impiego era giunto, questa mattina, in dirittura d’arrivo. Restavano solo due questioni da affrontare e risolvere. La ministra Madia ha chiesto la momentanea sospensione dell’incontro, ma non ci ha fatto ancora sapere quali sono le sue determinazioni. Noi ribadiamo la nostra disponibilità a riprendere la trattativa in qualunque istante per la soluzione dei problemi in sospeso. Attendiamo la convocazione del Governo.”

Questo il comunicato del Segretario Confederale UIL per il Pubblico Impiego, Antonio Foccillo, emanato ieri 24 novembre in tarda serata. Va detto che mentre l’incontro era ancora in corso, venivano pubblicati comunicati stampa non perfettamente aderenti ai contenuti dell’incontro, e lanci giornalistici che davano quasi per già sottoscritte intese ancora non definite, come infatti è avvenuto, creando non poche perplessità. Come UIL RUA riteniamo il tavolo solo sospeso, convinti che il sindacato debba sempre utilizzare ogni occasione utile per arrivare alla soluzione di problemi, e il blocco della contrattazione nel pubblico impiego necessita di un impegno straordinario.

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Nella stessa giornata, sono stati approvati in via definitiva dal consiglio dei Ministri altri 5 decreti, tra cui quello per la riforma della Dirigenza Pubblica e quello per la semplificazione degli enti pubblici di ricerca (cosiddetto art. 13 delega Madia).
I testi non sono ancora stati resi noti nella loro stesura finale, ma relativamente agli EPR il comunicato ufficiale di Palazzo Chigi così recita: “gli Enti che hanno risorse per farlo potranno assumere liberamente entro il limite dell’80% del proprio bilancio. L’unico vincolo sarà il rispetto del budget”. In questa formulazione, sarebbe superato il concetto di “pianta organica” e confermata la volontà di considerare utile ai fini del riferimento di base ogni risorsa in entrata, quindi non solo il Fondo Ordinario ma anche le risorse derivanti dai progetti e da attività rese in conto terzi; secondo alcuni, ciò potrebbe avvenire sulla base della media di bilancio calcolata sugli ultimi tre anni. Ciò darebbe respiro alle istituzioni in materia di assunzioni, che per quanto ci riguarda continuiamo a ribadire debbano partire con le stabilizzazioni dei precari. Quindi sarebbe un riconoscimento pieno dell’azione del sindacato ma anche degli enti, che hanno condiviso gli stessi obiettivi. Il testo dovrebbe consentire anche acquisti, missioni, assunzioni a termine con procedure più snelle, nonché migliorare la partecipazione della comunità scientifica alla vita delle istituzioni riprendendo quanto raccomandato dalla Carta Europea dei Ricercatori che molti enti hanno inserito nei propri Statuti ma che stenta a decollare nella realtà. Le chiamate per merito eccezionale sembrerebbero infine dimezzate, essendo passate dal 10% al 5%.
In merito alla Dirigenza, apprendiamo dalla stampa (con tutti i limiti derivanti da comunicati stampa spesso preparati in anticipo) che sembrano confermate anche le impostazioni a nostro avviso fortemente a dubbio di legittimità, come la possibilità di uscire dal ruolo dopo un periodo senza incarico e a prescindere dal demerito. Sembra però che il periodo in cui la riforma sarà compiutamente realizzata sia ancora lungo e graduale, non prima di 18 mesi: si parla di “commissioni”, di “intese” da apportare prima della pubblicazione definitiva, di “riserve” per i Dirigenti di prima fascia, di risorse da garantire alle istituzioni che si troverebbero a dover pagare su uno stesso posto il dirigente in mobilità e quello in entrata. Resta da chiarire come questo decreto impatterà con il prossimo rinnovo contrattuale, visto che prevede solo tre aree (P.A. centrale, regione, enti locali) mente i comparti contrattuali sono 4 più la PcM.
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In un altro decreto tra quelli approvati, inerente l’inquinamento acustico, “viene rafforzata la disciplina sanzionatoria prevista, conferendo ad ISPRA maggiori poteri di accertamento e verifica”; la notizia è data dalla PcM sempre nel comunicato stampa.
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In merito all’altro decreto che per i nostri settori riveste una significativa importanza, ovvero la modifica del D. Lgs.vo 165/01 per cui il Ministro F.P. sta lavorando ad un nuovo testo unico per il pubblico impiego, la scadenza è prevista per il prossimo mese di febbraio. Ci auguriamo vivamente che in quella occasione possa arrivare una significativa delegificazione delle materie inerenti il rapporto di lavoro e gli aspetti organizzativi, la modifica di alcune norme ritenute ormai trasversalmente inique, come la definizione del 25% di fannulloni “per legge” e una premialità del merito che non prevede incentivi ad hoc, senza parlare della definizione di soli 4 comparti di contrattazione che finora ha prodotto più problemi che semplificazioni.
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Durante questo ingarbugliato periodo di incroci normativi, era stato dato per certo l’inserimento in legge di bilancio di risorse da destinare secondo alcuni specificamente alle “stabilizzazioni”, mentre per altri erano destinate agli enti come rifinanziamento dei bilanci “anche” allo scopo di fare assunzioni con concorsi pubblici (N.B.: come UIL RUA abbiamo sempre chiesto di assumere i precari con giudizio di idoneità). Sembrerebbe però che tutte le risorse aggiuntive, date per certe e finalizzate a questo scopo, siano state cancellate dal testo della legge. Va precisato, come detto sopra relativamente all’art. 13, che l’inserimento di tutte le risorse anche progettuali stabili nel triennio favorirà comunque la possibilità di assunzioni in generale negli enti di ricerca.
Sempre se non sarà cancellato dal testo, in legge di bilancio dovrebbe trovare conferma l’incremento del congedo obbligatorio per i padri. Riportiamo il comunicato del Coordinamento Pari Opportunità della UIL: “Nell’attuale Legge di Bilancio e’ stato approvato l’emendamento che aumenta il congedo di paternita’ dagli attuali 2 giorni a 5 giorni di cui 4 obbligatori e 1 facoltativo dal 2018; tale misura diventa strutturale e non piu’ annuale. Proficuo e’ stato il confronto di Cgil Cisl e Uil con il Governo per fare un altro passo avanti verso l’eliminazione degli ostacoli nei confronti del lavoro delle donne affinche’ la condivisione della cura dei figli sia un obiettivo di interesse comune. Sono stati, inoltre, introdotti il congedo per le lavoratrici autonome vittime di violenza e la prosecuzione nella sperimentazione dell’opzione donna sempre per le lavoratrici autonome. E’ stato anche previsto un aumento di 5 milioni all’anno per il triennio 2017/2019 del finanziamento del piano contro la violenza”.

Mentre abbiamo informazioni sugli emendamenti, il testo definitivo delle legge di bilancio non è pronto, e probabilmente non lo sarà fino all’esito del prossimo referendum sulle riforme costituzionali previsto per il prossimo 4 dicembre. Riteniamo tale modo a procedere decisamente condannabile, ma la nostra azione non si fermerà, anche perché senza risorse aggiuntive sarà difficile ipotizzare che la massa critica dei lavoratori dei nostri settori possa crescere in maniera adeguata.
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A margine segnaliamo che sembrerebbe partito anche un nuovo disegno di legge sulla riforma della governance della ricerca (ex D. Lgs.vo 204/98). L’ipotesi delineata sembra prevedere una differenziazione tra il momento politico (quello in cui vengono delineate la scelta delle priorità e dell’allocazione delle risorse, attraverso il Comitato Interministeriale per le politiche della ricerca, sviluppo e innovazione, CIPR), da quello prettamente gestionale (in cui si delineano le modalità concrete per realizzare gli obiettivi della politica della ricerca – Agenzia Nazionale della Ricerca, ANR). Ribadiamo che qualsiasi riforma è inefficace se non viene accompagnata da un incremento di risorse, e che questo resterà sempre il punto su cui si infrangono le aspettative finché il Paese non metterà finalmente la Ricerca Pubblica, l’alta formazione e l’innovazione tra le priorità e al centro di buone politiche.

La Segreteria Nazionale

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