giovedì 5 Agosto 2021

Centralismo e censura dell’informazione: la ricetta Fornero per lavoro e ricerca!

Riorganizzazione e centralizzazione sembrano essere i principi di riferimento dell’azione del Ministro del Lavoro Elsa Fornero. In questa ottica vanno certamente letti i contenuti dell’art. 1 del DDL di riforma del mercato del lavoro, che prevede l’istituzione presso lo stesso Ministero del Lavoro di un sistema permanente di monitoraggio e valutazione della riforma medesima. Come dire: il Governo fa la riforma e la valuta da sé!

Ma le tentazioni a dir poco dirigiste non si fermano a questo. Come riportato di recente da organi di stampa, il Ministro Fornero ha ordinato di oscurare il sito di una delle 74 direzioni provinciali del lavoro, (www.dplmodena.it) con la motivazione di “garantire una rappresentazione uniforme delle informazioni istituzionali e con riferimento agli obblighi di trasparenza ed ai profili di comunicazione e pubblicazione delle informazioni di interesse collettivo”.

E’ evidente che un simile atto, la cui legittimità va certamente verificata, è preoccupante sul piano politico e per le garanzie del sistema democratico. In attesa di capire cosa si intenda per “rappresentazione uniforme delle informazioni istituzionali” e chi ne sia il garante, c’è sempre da stare in guardia quando si procede all’oscuramento di strumenti di informazione per i cittadini ed i lavoratori. Per usare un eufemismo, è quantomeno singolare che ciò avvenga nei confronti di un sito di informazione in materia di lavoro, specie in una fase il Paese è coinvolto in un dibattito cruciale sui contenuti della riforma.

Ciò che sta accadendo in questi giorni conferma peraltro uno schema fin troppo conosciuto dai lavoratori della Ricerca Pubblica. Con lo stesso dirigismo insofferente al confronto, vengono oggi riproposte certe “fantasie creative” del riformismo di casa nostra sui futuri assetti di ISFOL, ISPRA e CRA, costringendo una volta i lavoratori ed i precari a combattere una strenua battaglia per la salvaguardia di istituti autonomi della ricerca pubblica.

Così come i precedente esecutivo, fautore delle soppressione degli Enti Pubblici di Ricerca, anche il Governo dei professori e la maggioranza che lo sostiene sembrano optare in favore di malcelate opzioni politiche di dubbia costituzionalità, tese a soffocare il ruolo autonomo e addirittura la stessa presenza degli EPR. Tale deriva va denunciata e combattuta con forza da parte dei lavoratori e del sindacato, chiedendo una deciso rilancio delle politiche in materia di ricerca e il riconoscimento del ruolo di Istituti, veri e propri presìdi autonomi per settori basilari della vita pubblica e della tutela dei cittadini.

Il Segretario Generale UIL RUA
Alberto Civica

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