mercoledì 8 Dicembre 2021

CNR: Il lupo perde il pelo ma non il vizio

CNR SEDEÈ proprio vero che confidare nella coerenza e linearità comportamentale delle “controparti” può riservare in taluni casi, per il sindacato, negative sorprese.
È da circa un anno, e con maggiore intensità nell’ultimo mese e mezzo, che il sindacato è chiamato a partecipare a “tavoli” tecnici e “tavoli” negoziali con il Direttore Generale e le altre rappresentanze dell’Ente per apportare il proprio positivo contributo alla definizione delle modifiche al nuovo Statuto ed al varo del nuovo Regolamento di Organizzazione e Funzionamento.

L’ultimo di questi incontri ha avuto luogo proprio nel giorno precedente la riunione del C.d.A. dell’11 dicembre u.s.; incontro nel quale non si era posto alcun cenno a decisioni riguardanti gli assetti dell’Amministrazione, che, com’è noto, secondo la posizione sempre sostenuta dal Sindacato, dovrebbero seguire e non precedere il varo dei provvedimenti di cui sopra.
Con nostra grande sorpresa veniamo, invece, a conoscenza di una decisione del C.d.A. che, su proposta della Direzione Generale, avrebbe provveduto, proprio nelle more dell’approvazione dei nuovi Regolamenti, al varo di una sorta di “riorganizzazione stralcio” che farebbe scomparire 3 Uffici di livello Dirigenziale attraverso:
a) l’accorpamento dell’Ufficio Bilancio e dell’Ufficio di Ragioneria riguardante complessivamente circa 60 unità di personale;
b) il declassamento dell’Ufficio Relazioni Internazionali in Struttura di particolare rilievo (addirittura di III livello in quanto presumibilmente non più alle dipendenze della Direzione Generale ma di un Ufficio di II livello) riguardante complessivamente circa 50 unità di personale;
c) l’accorpamento dell’Ufficio Infrastrutture di Elaborazione e Comunicazione e dell’Ufficio Sistemi Informativi e Documentali con contestuale declassamento in Struttura di particolare rilievo riguardante complessivamente circa 100 unità di personale e 7 milioni di euro di bilancio.
Questa decisione, se è vera, è scorretta nel metodo, perché non rispettosa delle norme contrattuali che prevedono sia l’informazione preventiva e nel caso di specie addirittura la contrattazione (in quanto tale decisione determina inevitabilmente nuove forme di organizzazione del lavoro con ricadute pesanti sul personale interessato), e nel merito, perché risultano non comprensibili la coerenza e la logica che guidano, pur nell’autonomia che va riconosciuta agli Organi Direttivi, le unilaterali decisioni della Direzione Generale dell’Ente.
Si sottolinea il fatto che né sindacato, né direttori centrali, né tantomeno oltre 200 dipendenti interessati ivi compresi i rispettivi dirigenti sono stati informati di questo provvedimento. Peraltro tale decisione, intervenendo sul Regolamento dell’Ente, non può che entrare in vigore dopo la sua approvazione da parte dei Ministeri Vigilanti e pertanto non può in alcun modo costituire il presupposto per l’emanazione di specifici bandi per posizioni dirigenziali per le Strutture oggetto della “riorganizzazione stralcio”.
Verrebbe da dire che più che la dimostrazione di una capacità gestionale, questo atto, se confermato, sarebbe l’espressione di un “decisionismo” che non ha ragione di essere e che non riesce a mascherare lo stato di confusione e di incertezza che purtroppo continua a caratterizzare l’Amministrazione dell’Ente.

UIL-RUA
Americo Maresci

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