martedì 3 Agosto 2021

Sedi romane: Il CREA decide senza tener conto delle esigenze del personale

In risposta alla richiesta delle OOSS inviata al Presidente sulla tematica delle sedi romane, il Direttore Generale le ha convocate per venerdì 18 Giugno p.v. prendendo ulteriore tempo su questioni che si stanno evolvendo giornalmente.

La richiesta, inviata all’organo politico dell’ente, è stata formulata perché le scriventi OOSS vorrebbero partecipare alla definizione delle scelte e non per avere una mera presentazione di quanto già disposto, con il solo intento di dare l’informativa dovuta, soprattutto se questa ricalca quanto già comunicato ai Direttori dei Centri.

Il CREA dopo oltre 2 anni di totale immobilismo, dopo la costituzione di un tesoretto a seguito della “valorizzazione” di beni di proprietà, fissa la data del 31 dicembre 2021 come data ultima per lasciare la sede di Via Po, senza aver individuato una sede degna di ospitare gli organi, l’amministrazione e i centri di ricerca che lo compongono.

A seguito della decisione da parte del Consiglio di Amministrazione, condivisa dalle OO.SS., di non procedere all’acquisto della nuova sede per il Centro Politiche e bioeconomia fra quelle offerte nell’ultimo bando/manifestazione di interesse pubblicato dall’ente, si profila l’ipotesi, al momento resa nota solo ai direttori dei Centri interessati (PB, AA, AN più amministrazione centrale), di:

  • realizzazione di locali sovraffollati,
  • condividere spazi di lavoro in coworking,
  • effettuare un ampio ricorso allo smart working obbligatorio.
UFFICIO Personale effettivo S.W. al 35%
(ipotesi 65% in presenza contemporanea)
NUOVE SEDI Dislocazione personale nelle nuove sedi
CENTRO PB 159 103 Barberini 40
Ardeatina 63
totale 103
DIREZIONE GENERALE + Organi Statutari 140 91 Barberini 25
Navicella 40
Archimede 26
totale 91

CGIL e UIL chiedono:

  • l’apertura di un confronto senza soluzioni preconfezionate;
  • che ogni Centro e l’amministrazione centrale mantengano l’unitarietà della propria struttura;
  • spazi di studio e lavoro in numero sufficiente e idonei per tutto il personale di ogni Centro, garantendo l’attività di laboratorio e lo spazio per le attività del personale non strutturato attivo sui progetti.
  • l’utilizzo corretto dello smart working svincolato dalla necessità di garantire le mere postazioni di lavoro al personale in organico.

In un momento di rilancio e di grande attenzione verso la ricerca pubblica del Paese sarebbe antistorico (e contrari agli indirizzi strategici nazionali) che il principale ente di ricerca in agricoltura facesse il percorso inverso riducendo la propria attività e ridimensionando le proprie strutture.

FLC CGIL
Giampiero Golisano
Fed. UIL Scuola RUA
Mario Finoia

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