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venerdì 23 Aprile 2021

ENEA: Comunicato al personale

enea sedeCarissime/i,
è stato sufficiente un ritardo di poche ore nella trasmissione del cedolino dello stipendio da parte dell’amministrazione , per far piombare nel panico molte colleghe e colleghi che mi hanno chiamato preoccupati che l’ENEA non avesse più soldi per pagarci…
Fortunatamente era una sciocchezza alimentata da qualche buontempone e che non trova alcun riscontro (almeno per ora n.d.r.) .

Sono però piccoli segnali di un malessere diffuso tra il personale, amplificato dal silenzio del Ministero vigliante che, ricevuti regolamenti e statuto oltre che il piano relativo alla dotazione organica ad inizio agosto, ha “semplicemente” aperto l’iter di approvazione con gli altri Ministeri due mesi dopo e, ad oggi, trascorso ancora un mese non ha fornito notizie in merito .
Di fatto nulla trapela neanche dall’altrettanto silente vertice dell’Enea del quale, a parte una comunicazione al personale del 7 ottobre u.s. a cura del presidente che risponde, alla sua maniera , alla mozione dell’assemblea tenuta a Frascati sulla questione del precariato, non si hanno più notizie dal 4 agosto (ultimo comunicato relativo alla riunione di C.d.a.) .

Il momento è incerto anche a causa del “passaggio alle commissioni” (ormai in fase ultimativa) del decreto approvato dal Consiglio dei Ministri a fine agosto sulla “semplificazione degli enti di ricerca” sul quale si sta giocando una grossa partita sui temi delle assunzioni e dell’autonomia degli enti stessi a colpi di proposte emendative del testo con comportamenti ed azioni non sempre “esemplari e trasparenti” da parte di qualche presidente di altro ente.

Sul fronte interno l’amministrazione ci ha confermato la volontà di rispettare l’impegno assunto con le OO.SS., di “pagare” quanto previsto nell’accordo integrativo con lo stipendio di novembre (arretrati sia ricchi che poveri a gennaio-febbraio) ed a valutare le molte proposte pervenute da noi e da altre organizzazioni sindacali, tutte “sostenibili sul piano della legittimità”, per arrivare ad una proroga dei contratti a tempo determinato al 31/12/2018 nelle more o meglio nella speranza di poter definire finalmente un piano di assunzioni “stabili”.
In considerazione del fatto che a fine anno scadranno 52 dei 98 contratti a tempo determinato (altra “fuga” volontaria) e registrando, al momento, la volontà dell’enea di non voler andare oltre i cinque anni di contratto, il prossimo incontro sull’argomento fissato al 10 novembre p.v. dovrebbe assumere importanza decisiva…per cui sarà “utile” esserci almeno per chi è direttamente interessata/o.

L’impegno mio personale e della UIL RUA su tutti le questioni citate è costante ed attento come lo è sul fronte del rinnovo dei contratti pubblici (tra cui il nostro) sul quale il Governo si è rimangiato persino il proprio impegno di prevedere risorse “dignitose”: ai 300 milioni stanziati per il 2016 si aggiungerebbero infatti, 500 milioni in legge di bilancio consentendo un aumento medio pro capite, nei due anni inferiore ai 15 euro netti/mese… senza peraltro “neutralizzare” le norme della legge “Brunetta” sul salario accessorio che causerebbero in settori come il nostro una chiara “perdita” di salario per circa un quarto del personale.

La prossima settimana parteciperò in qualità di delegato alla “Conferenza organizzativa della UIL” confederale nella quale saranno ridisegnate le linee e le strategie sindacali anche alla luce della definizione dei nuovi comparti di contrattazione e in un momento in cui c’è chi, nel paese, del sindacato ne farebbe volentieri a meno.

Lo smarrimento dei colleghi dell’ENEA è spesso lo stesso che vivono milioni di cittadini e la UIL , da sempre sindacato dei cittadini, per prima deve mostrare capacità di aggregare tutte le categorie sociali nei propri ambiti e collegialmente in una stagione che si annuncia ancora una volta dura ma che deve avere come obiettivo la riconquista dei diritti che si identificano con la stabilità del rapporto di lavoro, con il contratto rinnovato e persino con la rivendicazione di gestioni “umane” di enti e aziende nelle quali esigere il rispetto delle regole da parte di tutti.

Se riusciremo a restare uniti, a dare un nuovo slancio all’azione della UIL ma anche a quella di tutti i sindacati (recentemente un po’ infiacchita) iniziando dall’ENEA ed arrivando ovunque, per noi e per i nostri figli ci sarà ancora una speranza .

Un caro saluto.

UIL RUA
Marcello Iacovelli

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