martedì 3 Agosto 2021

ENEA: Reset

Una signora svedese, secondo quanto riportato dal quotidiano “la Repubblica” del 28 gennaio 2009, si è presentata allo sportello della Norde Bank di Svendborg chiedendo di cambiare le sue corone svedesi per un equivalente di 190 euro.

Fino a qui non ci sarebbe nulla di strano, se non fosse che i soldi usciti dalla borsetta della cliente erano banconote del Monopoli che il cassiere, senza batter ciglio, ha cambiato salutando la signora che indisturbata ha lasciato la banca.

L’Amministrazione dell’ENEA deve essersi ispirata a questo fatto di cronaca, quando operato quello che con preoccupazione definivamo “un miracolo di finanza creativa” (comunicato UIL 4 novembre), ci aveva portato a trattare un fondo di 22 milioni di euro, per il contratto integrativo e le tabelle di equiparazione, anche quelli erano soldi finti!

Mentre altri discutevano della composizione del tavolo noi ci preoccupavamo che :”L’ENEA, peraltro, non ha proceduto ad alcuna verifica Ministeriale… e , noti i problemi di cassa, non mostra una gran fretta, anzi, ancora non si capisce se parli di soldi freschi o di quelli del monopoli…” (comunicato UIL del 4 novembre).

Il 15 novembre ricordavamo: “il vero motivo dello stallo è nella mancata interlocuzione dell’ENEA con Funzione pubblica e Tesoro” ed ancora: “solo una volta ottenuto il semaforo verde da parte degli organi di controllo, si potranno sciogliere i vari nodi ….” .

Poi l’amministrazione, finalmente ha incontrato Funzione pubblica e tesoro ma è tornata con ben poche certezze sulla disponibilità delle risorse e con un po’ di confusione sul modello di inquadramento, tanto che, denunciavamo nel comunicato del 24 novembre: ” l’Amministrazione …raramente prende una decisione, quando lo fa, riteniamo sbagli le priorità e si lasci condizionare dai pregiudizi e dalle false certezze di alcuni componenti della delegazione”.

Infine nella nota informativa del 26 novembre informavamo che ” …permangono pesanti incertezze sul futuro del contratto integrativo e delle tabelle di equiparazione”.

Oggi possiamo dire che, mentre i soliti ben informati interpretavano le nostre perplessità come volontà di ritardare la trattativa, i primi reali riscontri da parte degli “organi di controllo” hanno, di fatto, bocciato il ” miracolo di finanza creativa”, annacquando le aspettative di tabelle eque e azzerando le speranze di un’indennità di Ente per i livelli in linea con quella erogata negli altri Enti del comparto EPR.

Dietro lo sportello l’ENEA non ha trovato il cassiere danese della cittadina di Svendborg ma , il fin troppo attento Presidente del Collegio dei revisori dei conti .

Insomma, come sospettavamo, con i 22 milioni dichiarati ci possiamo comprare, per ora, al massimo il ” parco della vittoria” e il “viale dei giardini” del monopoli.

Nella riunione del 1 dicembre u.s., l’ENEA ha confermato questa difficoltà ed il Commissario ha ammesso :” abbiamo ottimisticamente interpretato gli spiragli offerti dagli organi di controllo come accettazione del nostro modello, al momento è impossibile ipotizzare di reperire ulteriori risorse, in fondo sapevamo di tirare un po’ la corda ma abbiamo voluto rischiare”.

In effetti, la trattativa che doveva chiudersi oggi è ancora rinviata alla costituzione di un nuovo fondo da costituirsi ex novo, sulla base delle esigenze che il pieno inserimento nel comparto della Ricerca comporta .

Sul nuovo modello di costituzione del fondo si riaprirà, probabilmente già da domani, la discussione che per noi non può prescindere da quanto già sostanzialmente contrattato ed oggetto dei nostri numerosi comunicati.

Siamo come sempre disponibili e propositivi ma fortemente preoccupati per gli eventi negativi e per il tempo che inesorabilmente trascorre e non gioca a nostro favore

UIL Ricerca Università Afam
Marcello Iacovelli

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