mercoledì 28 Luglio 2021

Precariato ENEA: Due passi avanti e tre indietro

Si è tenuta ieri e si è protratta fino a tarda serata, la riunione che la UIL RUA aveva più volte sollecitato, prima della sosta natalizia (vedi comunicati precedenti), per la proroga ed il rinnovo dei contratti a tempo determinato in essere oltre i tre anni previsti dal Dlgs. 368/01 e dalle s.m.i.

Accordi in tal senso sono stati firmati dalla UIL con le amministrazioni di CNR , ISPRA, INGV, Invalsi , ISS, CRA, proprio prima delle festività e tutti hanno previsto il rinnovo “tout court” dei contratti in essere senza interruzioni , talvolta fino al 2016 anche ben oltre i 5 anni complessivi previsti dall’ordinamento.

Dopo un’estenuante discussione sulle virgole che il testo doveva contenere, l’altro tavolo ha deciso di aderire sostanzialmente alla proposta presentata dall’ENEA che ha previsto di allungare…”sino al limite massimo di 5 anni complessivi” la durata dei contratti a T.D. ancora non prorogati , di fatto concedendo una proroga di tre anni anziché di uno e di “rinnovare” i contratti in scadenza (a conclusione dei tre anni) di altri 2 anni previo interruzione di trenta giorni tra contratto e questo anomalo rinnovo.

L’accordo recupera anche i colleghi con contratto scaduto negli ultimi 4 mesi.

Se però, in altri tempi questo risultato poteva apparire addirittura insperato, oggi per il contesto che si è creato con la legge di stabilità e con gli accordi sottoscritti negli altri Enti, l’accordo è il più riduttivo di tutto il contratto della ricerca ed è per questo che avevamo chiesto un “rinnovo” per tutti di cinque anni (nel rispetto del limite ordinamentale) a decorrere dalla scadenza naturale del contratto in essere, con o senza proroga , richiesta tanto legittima quanto sinonimo di omogeneità di trattamento tra i colleghi ENEA ed i ricercatori, i tecnici ed il personale amministrativo degli altri EPR.

Purtroppo il ricostituito duo composto dal capo del personale e dalla responsabile NOR, approfittando di una trattativa svolta a tavoli separati, hanno dato l’impressione di fare il gioco delle tre carte tra un tavolo e l’altro, riferendo solo ciò che volevano ed utilizzando la presunta legittimità dell’accordo come fosse l’elastico delle mutande ovvero tirandola da una parte o dall’altra secondo l’obiettivo che si erano prefissati.

Per questo motivo non abbiamo firmato l’accordo , accettato dall’altro tavolo con un paio di inutili ed ipocrite dichiarazioni a verbale del tipo “avrei voluto ma non ho potuto”.

L’accordo oggettivamente, offre due anni di contratto in più ai nostri colleghi a tempo determinato ma gliene “ruba” tre , rispetto a ciò che sarebbe stato possibile e legittimo con un tavolo sindacale unito sull’obiettivo e composto da gente serena .

Anche senza la nostra firma l’accordo sarà applicato, sulla sua legittimità nutriamo serie perplessità ma di certo non intraprenderemo azioni che possano danneggiare i nostri colleghi “precari” sui quali il nostro impegno non si ferma certo oggi.

UIL Ricerca Università Afam
Marcello Iacovelli

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