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giovedì 15 Aprile 2021

INFN: Riflessione estiva – Il bue dice cornuto all’asino

Siamo venuti a conoscenza di una singolare “riflessione politica” apparsa in questi giorni all’interno del sito ufficiale di una RSU locale del Nord nella quale si enfatizza un comunicato sul salario accessorio di certa provenienza.

L’episodio si è ripetuto con la convocazione da parte della stessa RSU di una Assemblea del Personale a cui partecipa solo l’autore della “riflessione politica”.

Tutto avremmo immaginato fuorchè trovare ancora negli anni 2000, una RSU (che dovrebbe essere la Rappresentanza Sindacale Unitaria) “fedele” al ruolo di “cinghia di trasmissione”.

Vogliamo sperare che si tratti di un caso isolato derivante da scarsa conoscenza dei comportamenti sindacali.

Tornando invece al merito della “riflessione politica”, diciamo che, se pur fatta in buona fede (e cosi vogliamo credere), essa risente di una superficiale conoscenza delle norme contrattuali e comunque non tale da giustificare la condivisione e la sottoscrizione di un taglio lineare su tutte le voci del salario accessorio come ha effettuato l’INFN.

La vicenda, paradossale, cui ci si riferisce, è la seguente:

Veniamo, seppur non esplicitamente, considerati “vere stampelle per il Governo” quando è il Parlamento che impone per legge (e non per accordo) un taglio generico del 10% sul salario accessorio del 2009 (con impegno a restituirlo sotto forma di incentivo, ma ad oggi non ancora restituito).

Nella suddetta “riflessione politica”, non si dice come si autodefinisce chi, invece, sottoscrive pacificamente accordi nella forma più restrittiva e penalizzante per il Personale; e guarda caso ciò si verifica in certi Enti dove qualcuno vanta una maggiore rappresentatività (e non perde occasione per ricordarlo) ed ha quindi maggiore potere contrattuale: forse proprio per non disturbare il “manovratore amico” (ma le “stampelle” sono altra cosa).

La UIL-RUA ha espresso la sua netta contrarietà, in piena solitudine, non firmando l’ipotesi di accordo con nota e motivazione a verbale, non contro il taglio del 10% imposto per legge, ma contro le modalità del taglio adottate dall’INFN, e nei fatti condivise con la sottoscrizione dell’ipotesi di accordo.

Ci aspettavamo invece, che quanti vantano la maggiore rappresentatività nell’INFN, contrari ai tagli governativi, guidassero la protesta per costringere l’Istituto, se non altro, a limitare il taglio alle sole voci variabili del fondo (turni, straordinari, produttività) impedendo di estenderlo anche alle voci fisse e ricorrenti (indennità ente).

Le restrittive modalità di taglio adottate dall’INFN, diverse dagli altri Enti di ricerca e non condivise dalla UIL-RUA, hanno determinato una ulteriore perdita economica media individuale di circa 40 euro al mese, a partire da gennaio 2009 a tutt’oggi, anche se non visibile mensilmente in busta paga in quanto viene ridotto l’importo annuo della produttività individuale (circa 480,00 euro/anno individuali).

La sola cosa che condividiamo della “riflessione politica” è che “i lavoratori hanno memoria lunga” (cosa che sembra non avere qualcuno anche nel sindacato), e quindi sicuramente ricordano che:

a) storicamente l’INFN ha l’indennità di ente mensile più bassa di tutti gli Enti del comparto e la metà di quella del CNR. Ricorderà, chi ha buona memoria, che la UIL, inascoltata ed in piena solitudine, non firmò quell’accordo iniziale sul salario accessorio (era la prima applicazione del CCNL 7-10-1996) denunciando l’INFN che, con interventi (purtroppo da altri condivisi) anche al limite della legittimità, ha ridotto al minimo indispensabile le somme da erogare in maniera fissa e ricorrente (per l’appunto l’indennità di ente mensile);

b) con l’accordo del 4 febbraio 2011 (firmato dal governo, CISL e UIL) è stata resa inapplicabile la performance con l’inserimento del personale in tre fasce (alta, media e bassa);

c) Il CCNL (2° biennio) 13-05-2009, non firmato dal “sindacato maggiormente rappresentativo”, ha portato i seguenti benefici:

· incremento economico pari al 3,2%;

· incremento indennità di ente annuale;

· riduzione di un anno di permanenza nella VI fascia dei ricercatori e tecnologi dei livelli I-III con effetto trascinamento anche nella VII fascia;

· rimodulazione anni permanenza nella I e II fascia dei livelli I-III con 3 anni (anziché 4) di permanenza nella I fascia;

· estensione dell’art. 22 DPR 171/91 per l’indennità di responsabile di progetti di rilevanza nazionale e internazionale anche se non approvati dal CIPE;

· strumento per il recupero del taglio del 10% salario accessorio (mai attivato).

La cosa più sorprendente ed innovativa è per noi il sentirci apostrofare di essere massimalisti proprio da chi ha proposto ai lavoratori una lunga serie di scioperi della cui scarsa utilità non ci ricordiamo a memoria di anni .

Vorremo infine tranquillizzare i nostri colleghi: la UIL non si trova in alcuna difficoltà, sia nei confronti dei lavoratori, per la cui tutela essa non è seconda ad alcuno, sia nei confronti delle controparti perché, oltre alla competenza, è la coerenza nelle proprie azioni uno dei suoi punti di forza.

Ritenendo offensiva ed ingenerosa, “la riflessione” in oggetto, in attesa che ognuno riordini le proprie idee, al momento alquanto confuse, la UIL-RUA sta valutando l’opportunità di chiedere al Presidente INFN un tavolo di contrattazione separato.

UIL – RUA
Americo Maresci

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