sabato 1 Ottobre 2022

Nota unitaria CGIL CISL UIL a Presidente e Direttore Generale INVALSI – Ipotesi CCI di ripartizione del fondo anno 2020

Le scriventi OO.SS., presa visione dell’ipotesi di accordo inviata dall’Amministrazione giovedì 28 luglio, ritengono che le modifiche apportate al testo riguardo la produttività collettiva e individuale, anche se migliorative rispetto al precedente testo non danno risposta alla richiesta illustrata al tavolo, di prevedere una quota ampiamente maggioritaria della produttività collettiva, rispetto a quella individuale, come prassi in tutti gli enti del settore.

Inoltre si segnala l’incongruenza di prevedere una valutazione individuale a posteriori rivolta al personale dei livelli IV-VIII, basata sul giudizio dei responsabili sul lavoro svolto nel 2020, senza che siano stati indicati preventivamente i singoli obiettivi da raggiungere e senza che siano state concertate con le parti sociali modalità e strumenti di valutazione.

Ciò rilevato, riteniamo sia importante per Invalsi collocarsi nella fase di mutamenti politici che ci attende, con il maggior grado di compattezza possibile per affrontare auspicabilmente insieme questioni quali il precariato, le risorse, lo sviluppo dell’Ente. Per evitare che proprio ora si apra una frattura che visti i temi di discussione rischia inevitabilmente di protrarsi per diverse successive annualità, proponiamo una opzione alternativa a quelle finora poste da amministrazione e sindacati al tavolo.

Il punto fermo è l’intenzione, comune, di una discussione incentrata sull’idea che in Invalsi anche per ciò che l’Ente rappresenta, la trattativa porti ad un accordo significativo dal punto di vista della qualità. Per questo apriamo alla disponibilità ad accogliere la proposta ultima dell’amministrazione, purché sia esplicitamente indicata come sperimentazione di un modello di valutazione, resa necessaria anche dal disallineamento tipico degli Epr tra accordi e loro anno di riferimento.

La sperimentazione potrebbe riguardare gli anni 20-21-22, (da siglare contestualmente), esplicitando in un testo congiunto la volontà che a partire dall’impianto contenuto nei tre accordi, si discuterà di criteri, entità delle fasce di differenziazione, quote da attribuire alla produttività collettiva e quella individuale per approdare ad un modello a regime che sarà operativo dal 2023. Il nodo della proposta che implica un avvicinamento da parte dell’Amministrazione è che trattandosi di una fase di sperimentazione in vista del 2023, in cui la valutazione viene effettuata in modalità retroattiva, i limiti del range differenziale intorno al valore medio dovranno essere stretti. Lo scopo è che le conseguenze di questa fase sperimentale sulla differenziazione delle retribuzioni, siano estremamente contenute, ciò anche per evitare che l’onere di una valutazione a posteriori, limiti nei fatti l’esercizio di valutazione da parte della dirigenza limitando di conseguenza la portata del processo di sperimentazione.

Cogliamo l’occasione per comunicare che, nella stesura dell’ipotesi di accordo, non risulta la corretta indicazione degli aventi diritto alla sottoscrizione dell’accordo ai sensi dell’art. 68 c. 3 del CCNL vigente.

Inoltre, se si decidesse di procedere in questa direzione, sarebbe utile salvare la dichiarazione congiunta proposta dall’amministrazione portando gli esiti dei lavori congiunti anche solo alla mera discussione del tavolo tra le parti.

Cordialmente

CGIL FLC – CISL FIR – FED. UIL SCUOLA RUA e RSU INVALSI

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