sabato 20 Luglio 2024

ISTAT – Che fine ha fatto il nuovo bando Articolo 15

A inizio aprile si era tenuto un incontro con il Presidente Chelli sulla nuova procedura ex art. 15 CCNL 2002/2005, previo invio di una prima bozza generale del bando.

Si era concordato un prossimo incontro nell’arco di circa due mesi in cui l’amministrazione, recepite le prime osservazioni sindacali e quelle del Comitato di presidenza, avrebbe presentato una nuova bozza di bando con criteri più articolati come base per un nuovo confronto.

Avevamo già espresso le nostre perplessità su vari punti, tra cui:

  • il ritorno alle aree concorsuali perché riferite alle strutture dirigenziali, invece che alle attività effettivamente svolte in Istat dal personale, proprio per valorizzarne le specificità
  • il punteggio dell’anzianità, 10 punti, troppo basso visto il tipo di selezione interna, andrebbero aumentati anche eliminando il colloquio, che comporterà un aggravio della procedura e dei tempi
  • la possibilità di valorizzare l’attività svolta anche in livelli inferiori e profili diversi, nonché ovviamente i periodi di R&T a tempo determinato

Avevamo poi sottolineato la necessità di un bando unico con il pieno utilizzo delle risorse per la valorizzazione professionale dei R&T III livello per gli enti non vigilati dal MUR il cui decreto di ripartizione tra i vari EPR è stato da poco definito, un impegno condiviso dall’amministrazione.

All’Istat spettano fondi per 2 milioni e 120 mila euro per i III livello, oltre che le risorse già stanziate dal PIAO 2024-2026, anche per i II livello.

Oltre a definire i criteri, occorre anche definire i posti da bandire sulla base delle risorse disponibili. I costi standard definiti da Funzione pubblica e Mef indicano circa 23 mila euro per il passaggio da III a II livello (e 36 mila da II a I). Ma lo scorso anno con la chiusura definitiva del vecchio bando art. 15 con lo scorrimento integrale degli idonei è stato accertato in maniera inequivocabile che i costi dei passaggi sono molto inferiori, circa 9 mila euro da III a II e 14 mila da II a I, ovvero meno della metà dei costi standard. Le norme contabili impongono di dichiarare i costi standard, ma il bando stesso deve prevedere l’utilizzo immediato dei risparmi attraverso l’allargamento delle graduatorie dei vincitori. Tanto per capire, con i nuovi fondi disponibili si possono bandire 92 posti da II livello con i costi standard, ma ben 235 posti con i costi effettivi.

Confidiamo sia fatta la scelta giusta, la UIL comunque vigilerà come sempre.

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