giovedì 5 Agosto 2021

Le nomine secondo il Ministro Catania

In una intervista rilasciata oggi a La Repubblica in merito all’arresto del Direttore Generale del CRA, il Ministro dell’Agricoltura Catania dichiara di non aver mai avuto sentore dei fatti imputati ad Ambrosio e che comunque, dopo la sua nomina a Ministro dell’Agricoltura nel Governo Monti, Catania scelse di “non promuoverlo”. “Di più, ho agevolato la sua uscita verso il Consiglio per la ricerca e la sperimentazione” in agricoltura (CRA), sottolinea ancora il Ministro.

In attesa che la Magistratura faccia piena luce sulla gestione all’interno del Ministero dell’Agricoltura, sul piano politico le dichiarazioni del Ministro lasciano spiazzati. Se per il Ministro la scelta di “non promuovere” equivale ad una nomina a Direttore Generale del CRA, non osiamo immaginare quale incarico possa rappresentare invece una vera promozione. Peccato che l’attuale crisi di Governo non consenta di avere una risposta nel breve a questo terribile interrogativo.

Al di là delle battute, a nostro parere dalle parole del Ministro emerge un completo disprezzo del ruolo e della funzione della ricerca, degradata a mezzo utile a seconda delle volte per togliersi di torno qualcuno non meritevole di promozioni ovvero per nominare qualche Presidente e Commissario privo dei requisiti necessari e persino della laurea, sempre e comunque con incarichi lautamente retribuiti a spese dei contribuenti. Per il resto, poco importano merito e competenze specifiche, men che meno la necessità di investire e sviluppare la ricerca per il bene del Paese. Ricercatori e tecnici amministrativi degli Enti vigilati dal MIPAAF hanno veramente motivo di orgoglio nel verificare quale sia la considerazione dei loro Enti e delle loro professionalità da parte del Ministro Catania.

A nostro parere, l’ultima uscita del Ministro Catania conferma l’assenza di una politica in tema di ricerca pubblica, ridotta al massimo a mero poltronificio, ad uso e consumo del potente di turno. Restando nel campo della ricerca in agricoltura, abbiamo assistito ad illogiche soppressioni avallate dallo stesso Ministro, che hanno avuto il solo effetto di accorpare enti vigilanti e vigilati, come nel caso rispettivamente dell’ENSE e dell’Ente RISI, ovvero di lasciare per diversi mesi senza stipendio tutto il personale dell’INRAN e a rischio di perdita di lavoro i precari.

Di fronte a questo scempio, la UIL RUA chiede interventi urgenti per porre rimedio a questi guasti insopportabili e l’avvio di una politica finalmente degna di questo nome, capace di valorizzare il ruolo della ricerca e la professionalità del personale del comparto.

La Segreteria Nazionale UIL RUA

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