domenica 26 Settembre 2021

L’incontro delle OO.SS. con il Prof. Antonio Zoccoli, Presidente della Consulta Nazionale dei Presidenti Enti di Ricerca

UN SIGNIFICATIVO CONFRONTO SULLE PRIORITARIE SCADENZE E APPUNTAMENTI RIGUARDANTI GLI ENTI PUBBLICI DI RICERCA

Ci sono voluti alcuni mesi dalla originaria richiesta di incontro inviata nel marzo scorso all’ allora Presidente della Consulta prof. La Porta (Presidente ISPRA) e, finalmente, all’indomani della reiterata istanza (7 luglio c.m.) il Neopresidente della Consulta Nazionale EPR, prof. Antonio Zoccoli, Presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, unitamente al dott. Paolo Valente Segretario ConPER, ha incontrato in data odierna le organizzazioni sindacali rappresentative del settore della ricerca pubblica extra-universitaria. Una riunione durata per ben tre ore, svoltasi sia in presenza (nella sede centrale INFN) sia in remoto.

Un incontro importante, e tutt’altro che rituale, la cui finalità precipua era quella di sollecitare un più forte impegno e più incisive e coordinate iniziativa e presenza della Consulta dei Presidenti EPR nei principali appuntamenti che attendono OO.SS., MUR, Governo ed Aran nei principali appuntamenti che riguardano le relazioni sindacali e l’indirizzo politico e strategico di tutto il settore.

Il prof. Zoccoli non si è certo sottratto al confronto.  Già nella sua esposizione introduttiva ha chiaramente indicato al “tavolo” quelle che ha definito le maggiori criticità ma insieme anche le grandi opportunità difronte alle quali si trovano oggi gli EPR e rispetto ai quali ha auspicato lo sviluppo di un dialogo più continuo ed una comune iniziativa – nella distinzione dei ruoli – tra  ConPER ed  OO.SS: PNRR, decreto semplificazioni, rinnovo del CCNL, ddl con le norme in materia di reclutamento e stato giuridico dei ricercatori universitari e degli EPR, dottorato ed assegni di ricerca.

Su tutti i versanti Il prof. Zoccoli ha sottolineato gli sforzi profusi per valorizzare il ruolo della Consulta, nata come dalle disposizioni di cui all’ art 8 del DL 218/2016.

a) L’INTERVENTO DELLA UIL-RUA

Come UIL-RUA dopo aver ringraziato e formulato gli auguri di proficuo lavoro al neo-Presidente abbiamo sottolineato l’importanza di non lasciare isolato il sindacato di settore nella battaglia per la valorizzazione della ricerca pubblica extra-universitaria. Lo sviluppo di una maggiore iniziativa e presenza dei Presidenti di tutti gli Enti Pubblici di Ricerca è, in questo senso, elemento indispensabile.

Il rinnovo del CCNL resta il terreno di impegno prioritario. La UIL-RUA ha ribadito il forte apprezzamento per le posizioni assunte dalla Ministra M. Cristina Messa nella formulazione significativa dell’atto di indirizzo integrativo e così pure per alcune aperture ufficialmente esposte nelle determinazioni assunte al riguardo dalla Consulta.

Rivisitazione dei principali meccanismi dell’ordinamento professionale (senza con ciò stravolgere l’impianto base del DPR 171) per agevolare e dare certezza ai  percorsi di carriera dei ricercatori, tecnologi e del personale tecnico-amministrativo e superare anomale ed inaccettabili permanenze; superamento dei vincoli riguardanti l’utilizzo pieno delle risorse accessorie; completamento delle stabilizzazioni:  questi gli obbiettivi prioritari di un rinnovo che però deve fare i conti con vincoli normativi ed economici che se non superati rischiano di  ridurre a sterili “formulazioni di principio” i pure importanti e comuni intenti di OO.SS. , MUR ed EPR.

Sul piano delle risorse la critica condizione degli Enti è notoria: le risorse FOE sono insufficienti; non si conoscono ancora le determinazioni circa il decreto di “riparto” del FOE, per gli Atenei così come per gli Enti Pubblici di Ricerca a differenza degli altri settori della P.A. le Finanziarie non destinano risorse aggiuntive ad hoc per gli inevitabili aggravi dei costi contrattuali; notevoli sono anche le diseconomie presenti nel settore. In sostanza una situazione sempre meno sostenibile per gli Enti, che richiede una iniziativa forte ed una spinta rivendicativa più incisiva e decisiva da parte non solo del sindacato ma anche dei vertici degli Enti.

Sul piano normativo la UIL-RUA indica soprattutto nella ulteriore valorizzazione e rafforzamento del DL 218/2016 la strada prioritaria da percorrere. Non abbiamo “pregiudiziali ideologiche” di sorta rispetto ad una normativa di sostegno che aiuti l’autonomia della contrattazione a rispondere alle aspettative di crescita professionale di tutto il personale. In questa direzione in questi mesi abbiamo non solo lavorato con grande impegno nelle commissioni paritetiche con ARAN ma abbiamo anche sempre sostenuto l’importanza strategica dell’attuale ddl sul nuovo reclutamento, ora in discussione al Senato, e rispetto al quale abbiamo fornito indicazioni e proposte correttive ed integrative.

Se è vero che il provvedimento in questione tende a superare positivamente alcune evidenti distorsioni della 240 /2010 per gli Atenei occorre però guardare oggi con maggiore attenzione anche alle disposizioni che più da vicino riguardano gli EPR. Queste norme, nella attuale formulazione, o sono sostenute da adeguate risorse e da conseguenti azioni sul piano ordina mentale, negoziale i e delle scelte degli Enti o, altrimenti, rischiano di indurre ulteriori elementi di iniquità e di distorsione nella già complessa situazione attuale degli inquadramenti e degli sviluppi di carriera.

Le disposizioni attraverso le quali si introduce anche negli EPR un nuovo meccanismo di reclutamento ( nuovi ricercatori in “tenure track” di cui all’ art. 6 del ddl che integra con il 12-ter l’art. 12-bis del DL 218/2016) tale da consentire anche agli EPR di inquadrare a tempo indeterminato nel secondo livello, a partire dai primi tre anni di permanenza nel livello di ingresso, il neo ricercatore-tecnologo vanno consapevolmente valutate dal legislatore nelle loro concrete implicazioni sulla vita degli EPR, sul personale, sulla sostenibilità e praticabilità effettive.

Quali sarebbero, in parallelo, le opportunità per i ricercatori e tecnologi già in servizio, moltissimi dei quali in “anomala permanenza” collocati al terzo livello? Si è tenuto conto e si tiene conto dei costi che in transitorio ed a regime comporterebbe il nuovo meccanismo? Quali i reali spazi di intervento della contrattazione sui nuovi ordinamenti?

L’invito alla riflessione da parte della UIL-RUA non è una chiusura pregiudiziale. È bensì il richiamo alla piena consapevolezza che il legislatore deve avere sulle implicazioni concrete, soprattutto in termini di costi finanziari e di equità di trattamento rispetto a tutto il personale oggi in servizio che da anni soffre situazioni di mancato riconoscimento professionale e sotto inquadramento.

Dunque possibile “apertura” alle nuove norme ma solo a patto che: siano più rigorosamente formulate; che le nuove opportunità di velocizzazione dei percorsi riguardino anche il personale in servizio; che  i nuovi meccanismi  agevolino una mobilità veramente bidirezionale Università-EPR del personale ricercatore e tecnologo  ed anche tecnico-amm.vo ed, infine, che non ci sia un uso discrezionale, bensì programmato e partecipato, della relativa gestione da parte degli Enti attraverso i nuovi Piani Triennali di assunzione e di valorizzazione delle professionalità.

L’alternativa a tutto ciò non potrà che consistere nell’ approfondimento dello sforzo già profuso ai tavoli delle Commissioni paritetiche sul nuovo ordinamento professionale, per proporre strumenti e meccanismi nuovi, effettivamente praticabili e sostenibili, capaci di superare la insufficienza di quelli attuali. La UIL-RUA è pronta, da tempo, a questo confronto, con le proprie idee e concrete proposte.

In particolare sul PNNR e sul Programma Nazionale della Ricerca, la UIL-RUA – pur condividendo le affermazioni del Presidente Zoccoli, circa le fondate preoccupazioni per un utilizzo pieno ed efficiente in 5 anni di una così alta mole di risorse ( che si aggiungono a quelle già a disposizione di Horizon Europe e sui Fondi Strutturali in un sistema gestionale complessivo che negli anni si è dimostrato tutt’altro che efficiente-efficace) e soprattutto a renderle “strutturali” e “stabili” –  ha rinnovato la propria richiesta per un comune impegno per la creazione di spazi concreti di partecipazione del sindacato e delle rappresentanze sociali, oltre che per la comunità scientifica interna.

Ciò sarebbe auspicabile e possibile per la UILRUA “emulando” in particolare il modello dell’Osservatorio tra OO.SS. Confindustria e Regioni, a suo tempo (dal 2005 al 2015) operante grazie in particolare all’iniziativa del Presidente e Ministro prof. Luigi Nicolais. Uno spazio molto utile, senza costi istituzionali, indispensabile per una informazione ed un monitoraggio periodico anche da parte delle rappresentanze dei settori della conoscenza sullo sviluppo dei progetti e dei bandi che emaneranno dal nuovo PNRR E PNR e che debbono creare in tutti i territori opportunità di sviluppo, infrastrutturale ma anche occupazionale e formativo, non solo per le reti private di ricerca ma soprattutto per quelle istituzionali e pubbliche.

b) LE CONCLUSIONI DEL PRESIDENTE ZOCCOLI

Al termine dei numerosi interventi il Presidente Zoccoli non ha mancato di rispondere e di fornire al tavolo utili indicazioni ed informazioni. In particolare:

  • disponibilità della ConPER per un dialogo più continuo con le OO.SS. e per un’azione più coordinata ed incisiva di tutti gli EPR;
  • piena condivisione delle posizioni del sindacato sulla necessità di un intervento del Governo per il superamento delle criticità legate all’ insufficiente finanziamento degli Enti (al riguardo il Presidente, rispondendo alle molteplici sollecitazioni, ha fornito alcuni dati sul FOE e sulle effettive risorse destinate al completamento delle stabilizzazioni, dati sui quali torneremo con maggiore dettaglio in altro comunicato);
  • le aperture significative del MUR sull’atto di indirizzo integrativo si debbono anche all’iniziativa della ConPER;
  • la sperimentazione fin qui attuata in epoca di pandemia ha dimostrato che il “lavoro agile” è uno strumento importante anche per gli EPR, la cui normazione ed utilizzo richiede che la flessibilità sia ripagata dal lavoratore con una attività ben svolta;
  • conferma che il maggiore problema del PNNR è costituito dalla capacità di spesa efficiente e non “a pioggia” e dalla possibilità di “stabilizzare” nel tempo i nuovi livelli di spesa per R&S (non ci sono, a suo avviso, rischi per nuove iniziative ed infrastrutture dalle quali siano esclusi EPR ed Atenei ed il loro personale);
  • condivisione delle preoccupazioni circa la formulazione e soprattutto le implicazioni del 12-ter nel ddl sul nuovo reclutamento ora in discussione in Senato; introducendo questo nuovo strumento di reclutamento è necessario, in parallelo, sviluppare una iniziativa rispetto al MUR ed il Governo per promuovere risorse e modalità di un vero e proprio “piano straordinario” attraverso il quale dare risposta allo sviluppo professionale del personale attualmente in servizio ( secondo una stima fatta da ConPER sui valori medi i costi per passaggi di livello dell’ attuale personale in servizio si aggirerebbero attorno agli 80 milioni di euro per tutti gli EPR);
  • sollecitazione al sindacato ed al tavolo contrattuale per rimuovere le difficoltà legate alla formulazione attuale dell’art.90 del CCNL 2016-18 circa la formazione del fondo per il finanziamento degli art. 53 e 54 riguardanti il personale tecnico-amministrativo.

Il Segretario Generale
Attilio Bombardieri

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