martedì 19 Ottobre 2021

Resoconto incontro MIUR – Enti di Ricerca

Roma, 6 aprile 2017
Agli incontri – convocati alle ore 14 per gli EPR, alle 16 per le istituzioni AFAM – la Ministra non ha potuto essere presente in quanto impegnata in preparazione delle deleghe per la scuola; la delegazione pubblica era ampiamente rappresentativa, essendo composta dalla D.ssa Bono – che ha più volte rimarcato l’impegno della ministra sulle tematiche dell’incontro, dalla D.ssa Gargano e dal Prof. Mancini.

Enti di ricerca: Gli interventi delle OO.SS. hanno in vario modo chiesto un impegno forte per salvaguardare la specificità degli enti durante l’esame del T.U.P.I. nelle commissioni, anche apportando modifiche ai testi in fase di esame (165/01 e 150/09).
In particolare abbiamo posto la necessità che da parte MIUR sia fatta chiarezza su:
• La tipologia di prerogative degli assegni di ricerca, al fine di dare un segnale chiaro e trasversale alle amministrazioni sull’applicabilità del percorso di stabilizzazione;
• Abrogazione dell’utilizzo della parte “prevalente” del salario accessorio quale salario da destinare alla performance, oppure chiarire che “prevalente” è riferito esclusivamente alle eventuali risorse aggiuntive;
• Predisposizione di un atto di indirizzo per l’apertura della stagione per il rinnovo contrattuale fortemente orientato alla piena applicazione delle specificità degli enti e dei R&T (anche visto il D. Lgs. 218/16), in cui siano garantiti enti di nuova nascita (ANPAL) o di vecchio accorpamento (ex ISPESL) e siano garantite anche le specifiche aree dirigenziali;
• Indicazioni precise sul reclutamento (anche per il 2017) che deve poter utilizzare appieno tutti gli strumenti – compreso la 218/16 e i nuovi parametri, come l’80% di tutte le risorse in entrata utilizzabili per il personale a prescindere dalla pianta organica -;
• Assoluta necessità di garantire al personale precario il mantenimento in servizio almeno fino alla fine delle procedure di stabilizzazione del triennio 2018-20 previste dal T.U.P.I., evitando che in virtù di letture diverse sulla data di maturazione dei requisiti si possa vanificare la possibilità di stabilizzazione o renderla disomogenea tra i vari enti. La necessità di mantenere assolutamente in servizio il personale precario almeno fino alla fine delle procedure di stabilizzazione previste nel triennio 2018-20 deve consentire precise deroghe per i Tempi Determinati e per gli accordi sottoscritti tra amministrazione e OO.SS.;
• L’impossibilità di dare applicazione alla norma che prevede una “progressiva omogeneizzazione” del salario accessorio in godimento all’interno delle nuove aree o comparti contrattuali, vista la enorme disomogeneità normativa e storica in particolare nel comparto Istruzione e Ricerca;
• La priorità di applicazione del D. Lgs. 218/16 che riconosce agli enti di ricerca specificità da tener presente anche in sede di rinnovo contrattuale;
• La necessità di rivedere gli irrigidimenti in materia di sanzioni disciplinari ;
• L’inderogabilità che l’atto di indirizzo per il rinnovo del CCNL sia precisamente indicativo di priorità e orientamenti da seguire;
• La necessità di distinguere tra produttività collettiva ed individuale quando si parla di premialità conseguente a minori tassi di assenteismo;
• L’urgenza di considerare reclutamento e stabilizzazioni come filo conduttore per il riparto delle risorse all’atto del rinnovo contrattuale;
• La necessità di prevedere che oltre le norme ci siano le risorse per realizzarle;
• L’urgenza di completare l’attivazione della Consulta nazionale dei Ricercatori e Tecnologi;
• La richiesta che il MIUR si proponga come riferimento e traino per gli altri Ministeri vigilanti degli altri enti in maniera organica e non casuale o “a richiesta” (cosa che abbiano appreso essere già avvenuta per l’ENEA);
• La richiesta di vigilare maggiormente sugli enti che si riferiscono al MIUR;

Il MIUR ha risposto precisando che si attiverà sulle questioni maggiormente attinenti al MIUR stesso, ma che non prendeva impegni su tutto ciò di cui hanno parlato le OO.SS., invitandole a seguire altri percorsi e a risolvere le criticità anche in sede di rinnovo contrattuale. Ha però preso impegno :

– ad approfondire, da un punto di vista giuridico, la natura degli assegni di ricerca;
– a lavorare per fornire chiarimenti in materia di requisiti, per rendere più possibile omogenea l’applicazione delle stabilizzazioni nelle varie realtà;
– a verificare l’applicazione del regime derogatorio rispetto ai vincoli sull’accessorio anche per gli EPR in caso di riorganizzazioni,;
– a lavorare per eliminare la limitazione (prevista al massimo nel 20%)degli idonei ai concorsi pubblici nazionali,
Sulle altre questioni la D.ssa Bono si è impegnata a riferire alla Ministra.

N.B.: nel corso dell’incontro successivo si è posto il problema dell’avvenuta deroga rispetto alle previsioni dell’art. 40 sui 4 rigidi comparti di contrattazione, che hanno portato all’accorpamento di EPR, Università e AFAM con la scuola. Pertanto alcune OO.SS. tra cui la UIL hanno ribadito la richiesta di un 5° comparto per EPR, Università, AFAM.

°°°°°°°°°°

Dagli incontri è stato evidente che il MIUR intende muoversi prevalentemente per modificare solo le parti del T.U. 165/01 che ritiene necessarie, invitando le OO.SS. ad attivarsi presso le commissioni parlamentari per le altre questioni segnalate e insistendo per risolvere alcune altre questioni all’atto del rinnovo del CCNL. Le OO.SS. hanno precisato che senza un atto di indirizzo preciso e puntuale sarà impossibile attivare con l’ARAN una trattativa completa e davvero efficace.

La Segreteria Nazionale

stampa

Collegamenti Rapidi

Enti Pubblici di Ricerca

Il Punto del Segretario Generale

Ultime news