giovedì 5 Agosto 2021

Roma: Miccoli-Zabatta (PD), Logica ragionieristica non decida sorti ricerca pubblica

tratto da www.agenparl.it

“Non può essere la logica ragionieristica a decidere le sorti della ricerca pubblica. Lo stralcio dell’università e degli enti pubblici di ricerca dal decreto sulla spending review e l’apertura di una riflessione mirata, in altra sede, sul futuro del settore, è la cosa migliore da fare nell’interesse, non solo di Roma, ma dell’Italia intera.” Lo dichiara Marco Miccoli, segretario del PD di Roma, a conclusione di un incontro con i lavoratori dell’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) occupato.

“Ormai dovremmo aver imparato che questo tipo di interventi non generano significativi risparmi di spesa, anzi. Mentre dilapidano un patrimonio di competenze, conoscenze, attività e funzioni, difficile da ricostruire”, prosegue Lucia Zabatta, responsabile del Dipartimento Università e Ricerca del PD di Roma.

“Lo stesso ente era stato oggetto di riforma due anni fa, quando aveva assorbito l’ENSE (Ente Nazionale Sementi Elette) e l’INCA (Istituto Nazionale Conserve Alimentari). Ora il governo lo sopprime, spacchettandolo di nuovo. La parte già INRAN viene accorpata al CRA. La parte ex ENSE, che tra i compiti ha la certificazione dei prodotti sementieri, viene portata fuori dal comparto ricerca e accorpata all’Ente Risi, con conseguente conflitto di interesse, essendo, quest’ultimo, oggetto di certificazione. Infine per i 15 dipendenti ex INCA si prevede addirittura la mobilità: due anni all’80% dello stipendio e poi il licenziamento. Prima volta nella storia della Repubblica che si mandano a casa dei ricercatori”.

“Ci lamentiamo della fuga dei cervelli, ma che messaggio mandiamo ai nostri giovani? Come possiamo sperare che rimangano a fare ricerca in Italia se il futuro che li aspetta è fatto di lustri di precarietà, nessuna garanzia e nessun riconoscimento del valore del loro lavoro?”

“Fermiamoci a riflettere. Affrontiamo un ragionamento sul comparto fuori dal decreto di spesa, per migliorarne anche l’efficienza della spesa, ma per rilanciare il settore e tornare ad investire, stabilmente, in ricerca e innovazione”.

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