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giovedì 15 Aprile 2021

UIL RUA: lettera al Ministro Profumo

Egregio Ministro,
abbiamo seguito con particolare attenzione il Suo recente intervento nella trasmissione de “La Sette”, condotta da Lilli Gruber ed affiancata dal giornalista Stefano Folli. Alcune Sue considerazioni hanno sollecitato questo nostro intervento diretto ad approfondire alcuni contenuti di estrema rilevanza.

La prima riflessione attiene al “peso specifico” che Università e Ricerca andranno ad acquisire negli sviluppi dell’azione di governo.

Nessuno può negare l’importanza dell’azione di rinnovamento che Ella sta proponendo per il sistema della docenza scolastica, tematica che costituiva in verità il nucleo centrale dell’intervista e del dibattito televisivo.

Anche nella Sua veste di Rettore del Politecnico di Torino e di Presidente del CNR, Ella converrà che la tematica dell’investimento in R&S rischia oggi di essere ancora una volta marginalizzata nel quadro dell’azione e delle proposte del Governo, a cui spetta una decisiva funzione di “transizione” anche sul versante istituzionale.

Siamo certi che questo aspetto potrà essere adeguatamente affrontato anche con le organizzazioni sindacali di settore, sicuri che Ella vorrà dare seguito alla richiesta di incontro portata alla Sua attenzione con pressante urgenza fin dall’atto del Suo insediamento. In particolare, a nostro giudizio vanno affrontate le criticità della “governance” del sistema di R&S, su cui da sempre abbiamo inteso proporre riflessioni e proposte.

Va sottolineato che la UIL Ricerca Università ed Afam  è da tempo in perfetta assonanza con le Sue affermazioni circa le diseconomie che il nostro sistema dimostra nell’utilizzo delle risorse europee, che costituiscono l’unico vero serbatoio di alimentazione finanziaria per i nostri progetti. Da anni e nei diversi consessi sosteniamo che è spaventosamente scarsa l’entità delle risorse che noi “riportiamo” in Italia rispetto al contributo che il Paese fornisce ai fondi del Programma Quadro. Ancor più insufficiente appare la capacità di spesa sulle risorse “certe”, come quelle dei Fondi Strutturali FESR (PON Ricerca e competitività).

Queste difficoltà, lasciate colpevolmente irrisolte dal MIUR (ed in parte dal MISE),  hanno di fatto portato a “giustificare” le pesanti rimodulazioni di spesa a danno dei fondi teoricamente a disposizione della Ricerca, come è avvenuto con il recente varo del “Piano per il Sud” e con la scelta di rappresentare tali decurtazioni quali finanziamenti aggiuntivi per altri settori (sistema ferroviario, infrastrutture, programmi di istruzione).

A nostro avviso è urgente rimuovere gli ostacoli che impediscono una effettiva crescita del sistema della R&S nel nostro Paese. I limiti più significativi non sono tanto rinvenibili nelle scarse sinergie (che pure costituiscono un problema sia all’interno del sistema pubblico così come nel rapporto pubblico-privato), quanto piuttosto nel sottodimensionamento delle risorse umane e finanziarie del fattore ricerca, nelle incertezze del cofinanziamento, nel mancato sostegno ed incentivazione di quei ricercatori che più degli altri si impegnano per favorire una sempre più vasta internazionalizzazione del sistema di R&S. A ciò va aggiunta la necessità di intervenire sulle gravi carenze e farraginosità burocratico-procedurali proprie della nostra normativa, soprattutto in sede applicativa, con particolare riferimento alla revisione e semplificazione dei meccanismi che governano i processi di selezione e di finanziamento dei progetti. Tra tutti, vanno ricordate in particolare le previsioni contenute nella L. 297/99, sulle quali il Ministro che l’ha preceduta nulla ha fatto nonostante le rassicurazioni e promesse alle parti sociali.

In sostanza il tema da Ella giustamente ed efficacemente sottolineato nella trasmissione della “Sette” ripropone l’esigenza non già di una vaga razionalizzazione, bensì di una decisa azione di potenziamento strutturale e di profonda riorganizzazione del nostro sistema. Va ricordato che le risorse umane impegnate in R&S in Italia sono decisamente inferiori rispetto a quelle dei Paesi europei tecnologicamente più avanzati e che questa carenza, insieme a quelli sopra ricordate, costituisce un limite allo stesso sviluppo economico e sociale del Paese.

Queste considerazioni trovano importanti conferme anche nello sforzo di revisione operato nella prospettiva 2014-2020 in sede europea e nelle analisi contenute nella  documentazione di “corredo” della recente proposta della Commissione Europea  (Horizon 2020) inviata all’esame del Consiglio e del Parlamento UE, sulla quale stiamo facendo approfondimenti e che hanno già costituito oggetto di Suoi significativi interventi pubblici.

In particolare, se esiste una forte esigenza di rinnovamento della docenza scolastica, a nostro giudizio va riconosciuta una ancor più una pressante esigenza di ringiovanire e rivitalizzare le risorse umane impegnate nelle attività di Ricerca. Analogamente a quanto sta avvenendo nella Scuola, appare urgente sollecitare un programma straordinario di nuova occupazione che faccia innanzitutto perno sul recupero pieno dell’attuale precariato e che rappresenti una opportunità per le nuove generazioni. Al contempo, vanno previste misure che consentano un concorso effettivo e non già verbali impegni dello stesso mondo imprenditoriale.

Nel ringraziarLa della Sua attenzione, esprimo la convinzione che potremo presto confrontarci su questi temi e colgo l’occasione per inviraLe a nome di tutta la organizzazione da me rappresentata i migliori auguri.

Distinti saluti.

Il Segretario Generale UIL RUA
Alberto Civica

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