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mercoledì 14 Aprile 2021

Come nel paese, anche all’Università Tor Vergata a pagare sono i più deboli – I lavoratori dell’ateneo bloccano i lavori del senato accademico (Comunicato stampa unitario CGIL CISL UIL USB CSA‐CISAL RSU)

Dal mese di giugno 2012 il Rettore, Prof. Renato Lauro, con un provvedimento unilaterale ha sottratto al personale il 15% della retribuzione su uno stipendio medio di € 1.200.

I lavoratori dell’Università di Tor Vergata in questi anni hanno garantito il funzionamento delle attività e dei servizi dell’Ateneo prolungando il proprio lavoro nelle ore pomeridiane.

Questo intervento è stato determinato da un’interpretazione cavillosa e pretestuosa della legge Brunetta, con il risultato di penalizzare proprio chi tra il personale ha maggiormente contribuito e garantito, in questi anni, l’ampliamento delle attività e dell’offerta formativa dell’Ateneo.

Dopo le mobilitazioni del mese di settembre, la situazione sembrava risolversi grazie alla sottoscrizione di un nuovo accordo integrativo sull’utilizzo dei fondi del salario accessorio stabilito dal CCNL. Invece, ancora una volta i lavoratori sono stati di nuovo beffati, nonostante abbiano continuato a garantire i servizi pomeridiani!

Pertanto, il giorno 16 ottobre l’Assemblea del Personale, indetta da tutte le OO.SS. e la RSU, ha occupato la sala del Senato Accademico imponendo il rinvio della seduta e la convocazione della contrattazione decentrata per la mattina del giorno successivo.

In assenza di risultati concreti ed immediati, sono state già programmate iniziative nei prossimi giorni per difendere il salario e un accordo integrativo che ha contribuito a far risultare l’Università tra i primi posti nella classifica dei migliori atenei del paese.

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