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sabato 19 Giugno 2021

Tor Vergata: La CGIL a quale incontro ha partecipato ?

Anche se non è nostro costume, siamo costretti a replicare al comunicato CGIL, pur convinti che sarebbe stato più opportuno continuare il confronto nelle sedi opportune.

In primo luogo, riteniamo che perfino la CGIL dovrebbe condividere che per un lavoratore è più vantaggioso che venga sottoscritto un accordo con un aumento della retribuzione fissa e ricorrente in busta paga! Per esempio, a nostro avviso sarebbe stato preferibile utilizzare 350.000,00 euro delle risorse dello straordinario per effettuare circa 400 progressioni orizzontali! E dovrebbe condividere che sarebbe stato più vantaggioso fare un bando unico per lapartecipazione di tutto il personale, senza rinviare ad altri accordi da fare nel 2011. Peraltro, ci risulta che queste (utilizzo dello straordinario e concorsi subito meglio che rinviati) siano esattamente le richieste che la CGIL sta facendo in altri Atenei (v. Roma Tre).

Riteniamo che perfino la CGIL dovrebbe condividere che per un lavoratore è preferibile, a parità di retribuzione complessiva, avere una busta paga con mille euro l’anno in più di salario base, sapendo che la differenza retributiva saràfinanziata da voci stipendiali variabili (come l’indennità di turno), anziché da quelle già fisse e ricorrenti (come l’indennità di professionalità).

Dalla CGIL i lavoratori si aspettano informazioni corrette, e non interpretazioni, fantasiose e – non si sa quanto volutamente – fuorvianti.

La nostra proposta infatti era uguale a quella della CGIL esclusivamente per il fatto che noi proponevamo di decurtare la quota parte della progressione orizzontale dalla indennità di turnazione anziché dalla indennità di professionalità. Per il resto, le proposte erano sostanzialmente differenti e niente affatto uguali!

Richiamati dalla CGIL alla coerenza, precisiamo che, mentre la UIL lavorava per costruire una proposta che fosse diversa dalla accettazione incondizionata dell’accordo proposto (N.B.: accordo a costo zero per l’amministrazione, e ad avviso della UIL teso a risolvere i problemi più della controparte che dei lavoratori), gli altri sindacati – tra cui la CGIL che suona oggi le sue campane a festa – accettavano remissivamente le esigenze dell’Amministrazione, venendo meno a nostro avviso all’impegno che un sindacato deve avere.

Per opportuna conoscenza, precisiamo infatti che la controparte ha rifiutato di prendere in considerazione – nell’ordine:

1. la possibilità di recuperare i 350.000,00 euro – mancanti dal fondo accessorio – a valere sulle risorse per lo straordinario;

2. la possibilità di aumentare le risorse aggiuntive attraverso il contenimento degli sprechi, contenimento derivante dall’ottimizzazione delle risorse umane ed economiche;

3. la possibilità di aumentare la quota prelevata dai finanziamenti derivanti da conto terzi, da attività dei consorzi, da convenzioni e master, in modo adeguato a garantire un aumento reale del salario;

4. la possibilità di emanare un bando unico per tutto il personale in servizio.

Sarebbe stato più giusto riferire che, considerata l’assenza di attenzione alle suddette richieste, la UIL si è vista costretta a ricusare del tutto l’accordo, poiché i 4 punti menzionati e da noi proposti – tutti legittimi e tutti perseguibili – non sono stati presi in considerazione.

Troppo “scomodi” per l’amministrazione? Sicuramente, scomodi per chi ha ritenuto di poter firmare l’accordo in loro assenza, ma “comodi” e perfettamente validi per la UIL, che infatti non ha firmato!

Il mancato rispetto del CCNL, a nostro avviso, che avviene con la sottoscrizione di questo accordo, significa accettare:

1. il principio che il CCNL fallisca il proprio obiettivo fondamentale, in quanto l’istituto delle progressioni economiche ha la sua ragione d’essere nell’incremento salariale del trattamento fondamentale;

2. il principio che il lavoratore sia obbligato ad accettare – dando il proprio consenso – la decurtazione dell’indennità di professionalità quale requisito per poter partecipare alla selezione delle progressioni orizzontali, mentre l’unico requisito previsto dal contratto è quello dei due anni di anzianità nella posizione economica immediatamente inferiore!

La CGIL omette – a nostro avviso colpevolmente – di dire che il CCNL, firmato dalla UIL, prevedeva l’incremento salariale e l’impegno del Ministro di restituire il 10% che la precedente Legge Brunetta aveva deciso di decurtare dal salario accessorio.

E’ forse colpa della UIL se il Ministro non ha tenuto fede agli impegni?

Se una sola O.S. avesse tale potere, dovremmo chiederci quante colpe possono essere imputate a quello che da sempre è il primo sindacato nel nostro Paese:

dov’era la CGIL, quando venivano emanate le leggi capestro per tutto il Pubblico Impiego? Come mai, con tutta la sua forza e tradizione, non è riuscita ad impedire il massacro delle Università? E’ evidente che il sindacato – TUTTO il sindacato – non può essere l’acquasantiera dove tutti bagnano le mani dell’ingiuria!

Non è certo la UIL a fare una lettura restrittiva dei contratti e delle Leggi ma, al contrario (e invitiamo a leggere la nota UIL allegata all’accordo integrativo dell’1.12.2010), sono gli alti sindacati firmatari ad accettare accordi restrittivi, ritenendolo evidentemente l’unico modo per tutelare gli interessicollettivi dei lavoratori.

La UIL, all’indomani della firma di questo accordo, si chiede invece quali siano i motivi che hanno spinto a firmare un accordo integrativo “collettivo” che invece è, per noi, ben lontano dagli interessi collettivi!

Riteniamo il referendum un prezioso strumento democratico, seppur strumento che appartiene come obbligo statutario alla sola CGIL; resta fermo però che i risultati sono sempre conseguenza anche delle procedure e modalità di espressione del voto, sulle quali non intendiamo sollevare polemiche.

Ci preme però condividere una riflessione sui risultati:
Su 1027 aventi diritto, i votanti sono stati 610; 546 i voti per il si, 64 i voti per il no. Quindi 481 dipendenti – e cioè circa il 50% dei lavoratori – hanno ritenuto di non votare.

C’è chi potrebbe dire che erano tutti d’accordo, ma sappiamo bene che l’assenza al momento del voto è anche una condanna ai contenuti ed ai

comportamenti di chi propone il voto: la storia della politica in Italia ne è purtroppo un brutto esempio.

LA UIL INVITA TUTTO IL PERSONALE A PARTECIPARE ALLA ASSEMBLEA CHE SI TERRA’ IL GIORNO 14 DICEMBRE ALLE ORE 10,00 PRESSO IL RETTORATO, AULA 12. INTERVERRA’ IL SEGRETARIO NAZIONALE ALBERTO CIVICA

UIL RUA UNIVERSITA’ TOR VERGATA

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