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giovedì 17 Giugno 2021

CNR: Dal confronto occasionale nel CNR è nata una opportunità inaspettata…

L’incontro con il Ministro Brunetta: C’è stato davvero !!! Dobbiamo riconoscere che il Ministro della Funzione Pubblica è stato di parola !

Oggi, 2 dicembre 2010, Renato Brunetta ha ricevuto Alberto Civica ed Americo Maresci a Palazzo Vidoni, così come promesso, a soli due giorni dall’incontro nel Convegno di Internet Forum/IIT presso il CNR !

Non possiamo certo celebrare questo evento come una sorta di “miracolo” e nemmeno come… “l’incontro di Teano”: ovvero tra “garibaldini” ed esponenti di “casa reale”, per una “svolta unitaria e per una pacificazione nazionale”.

Si è confermato, però, come un incontro al di fuori dei canoni tipici, così come inusuale ne è stata l’origine.

Un confronto, dunque, “alla luce del sole”: tra sindacalisti a contatto vero e quotidiano con i lavoratori della ricerca e le loro crescenti problematiche ed un esponente di governo chiamato a guidare l’elefantiaco sistema della amministrazione pubblica.

I primi, delusi per i tanti loro appelli inascoltati in questi lunghi mesi, ma animati dalla volontà di esporre con la “chiarezza dei dati” (tipica della UIL) le contraddizioni ed i danni arrecati ai lavoratori degli E.P.R. e degli Atenei dai provvedimenti adottati dal Governo in questi anni (Legge 150/2009 (Brunetta) e Legge 78/2010) (Tremonti).

Il secondo, disposto, una volta tanto, a “perdere un po’ del suo tempo prezioso con il sindacato” ed a mettersi “in ascolto” di sue genuine e non burocratiche espressioni, insieme ai suoi principali collaboratori.

Civica e Maresci hanno incontrato, nella mattinata di oggi, il Dirigente Generale della Funzione Pubblica dott . Naddeo. Successivamente, con lo stesso, sono stati ricevuti dal Ministro Brunetta.

Ad ambedue gli esponenti istituzionali è stato illustrato quanto già contenuto nelle sintetiche ed efficaci “slides” consegnate al Ministro nel corso del convegno a P.le Aldo Moro.

Schemi esemplificativi che chiariscono, con l’evidenza dei numeri, le perdite in termini economici e di aspettative occupazionali e professionali che i provvedimenti del Governo stanno arrecando ai nostri lavoratori.

Misure molto gravi che stanno facendo perdere progressivamente al lavoro scientifico – ora affogato nel “mare magnum” del settore pubblico allargato – quei caratteri di “specificità” sui quali, con la fatica negoziale di tanti anni, il sindacato ha saputo costruire un ordinamento contrattuale valido ed efficace come quello del contratto della ricerca ed ammodernare efficacemente quello del comparto universitario.

Interventi legislativi e normativi che il Ministro della Università e della Ricerca, anziché porsi a “paladino” della difesa dei settori di sua competenza, si è ben guardato di ostacolare!

Ordinamenti – come ad es. quello nato soprattutto dal DPR 171/91 – che ora, anziché essere rilanciati ed ulteriormente valorizzati, rischiano di perdere per strada, irrimediabilmente, importanti “pezzi” ed essenziali strumenti di valorizzazione economica del personale.

Naturalmente parliamo, in primo luogo, del blocco contrattuale e delle carriere dei ricercatori,tecnologi e tecnici-amministrativi; dei tagli al turn-over e, dunque, della vanificazione delle aspettative di assorbimento del precariato, e di ingresso nei nostri settori di tanti giovani ancora fuori dal mercato del lavoro.

Ma è anche il caso – eclatante e preoccupante della assurda e burocratica considerazione di uno strumento come la “indennità di ente” – di cui godono i lavoratori tecnici ed amministrativi degli Enti di Ricerca e sulla quale, in particolare, Maresci e Civica hanno richiamato l’attenzione del Ministro e del Direttore Generale Naddeo – ora giudicata elemento “accessorio” e “variabile” della retribuzione e, come tale, legata ai mutamenti dell’apporto “produttivo” e della stessa presenza.

Ciò con tutte le conseguenze e le assurde contraddizioni che questo determina già ora dal punto di vista dei tagli retributivi per le assenze per malattia, dei trattamenti di liquidazione e pensione e che potrà determinare, ancora più in là, se andassero a regime (ci auguriamo mai!) le norme sulla cosiddetta “misurazione della performance”.

Su questo punto la posizione della UIL si è riconfermata, davanti al Ministro ed al suo Consigliere, ferma e precisa: o si modifica la legge (ma vi sarà il tempo?), oppure, più verosimilmente, in sede applicativa si restituisca a questo strumento il suo carattere specifico e vero di parte integrante del salario fondamentale!

Ministro e Dirigente Generale hanno avuto modo, così, di “toccare con mano” l’evidenza di norme inique sia perché colpiscono “istituti” economici su cui si fonda la residua “appetibilità” delle retribuzioni di quella parte di personale che fornisce un sostegno essenziale all’attività di ricerca sia perché le interpretazioni burocratiche ingenerano (come nel caso della malattia ) una paradossale iniquità di trattamento tra gli stessi lavoratori.

Si confermerà, o meno , nei prossimi giorni se la dichiarata disponibilità ad interventi interpretativi si potrà trasformare, prontamente, in effettiva modificazione delle norme in questione, anche solo in sede applicativa e, dunque, attraverso una apposita circolare della Funzione Pubblica. Naturalmente, più in generale, saranno oramai gli sviluppi delle vicende politiche a decidere il destino del Governo e degli stessi provvedimenti assunti nel triennio 2008-2010 per il settore pubblico…

La Segreteria Nazionale UIL-RUA

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