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venerdì 18 Giugno 2021

CREA (EX CRA-INEA): Resoconto riunione

cra firenzeSi è tenuta il 23 Aprile la riunione sul documento di riorganizzazione della rete scientifica del CREA alla presenza del Commissario Parlato e dei sub commissari Gentile e Pisante.
Il documento inviato in contemporanea a tutte le strutture delinea una proposta di razionalizzazione che tiene conto da un lato le attività in essere, dall’altro i possibili sviluppi sulla base del potenziale espresso. Volutamente questo documento rappresenta solo la rete di ricerca, lasciando l’aspetto organizzativo ad un documento successivo. La situazione di partenza tra le strutture si presenta eterogenea. La logica della riorganizzazione è quella di avere una Ente di ricerca che è basato su un minor numero di strutture, che, accorpate, abbiano sostanzialmente un pari numero di ricercatori. Al contempo si intenderebbe avere una composizione interna tesa a ricondurre sotto una determinata soglia il personale amministrativo di supporto. Queste modifiche sono necessarie per rispettare il dettato legislativo.

La differenziazione tra Istituti e Centri, individuata nel documento, è riferita non alla prevalenza degli uni rispetto agli altri, ma al fatto che gli Istitut i hanno compiti trasversali comuni con altri Centri, mentre i Centr i sono prevalentemente di filiera, accorpati per attinenza tematica. Una volta varato il piano le strutture devono essere in grado di svilupparsi. Un esempio è l’Istituto di Fiorenzuola, individuato come Istituto di Genomica, le cui competenze saranno a disposizione per tutti i Centri di filiera che si occupano di genomica. Per avere questo ruolo l’Istituto è anche sottodimensionato, quindi è da potenziare successivamente con interventi non solo di investimento ma anche di mantenimento per le grandi attrezzature. E’ stato evidenziato come nella passata esperienza la genomica vegetale e animale insieme non ha prodotto i risultati e le sinergie auspicate.
Nel disegnare la struttura complessiva si è quindi cercato di trovare una collocazione per tutte le attività presenti. Ogni Centro sarà pluri-sede, con “pariteticità” tra le sedi, il che a nostro avviso sta ad indicare che non ci sarà una sede principale di riferimento. A queste si aggregheranno eventuali sedi distaccate, che faranno riferimento alle sedi principali.
La UIL ha evidenziato come alcune situazioni non siano riconoscibili né dalle definizioni degli Istituti, né dalle denominazioni delle sedi interessate. Ad esempio le attività dell’ex-ENSE non sono riconducibili a quelle della sola “certificazione”: come UIL abbiamo rappresentato la necessità di riconoscere le attività di sperimentazione e ricerca già presenti nell’ex-ENSE. Una eventuale separazione tra certificazione e ricerca mette a rischio le competenze della struttura, e non sembrano garantite con certezza le attribuzioni tipiche della certificazione.
Discorso a parte per l’ex-INRAN dove il riferimento alle attività sono indicate nel “Piano strategico per l’innovazione e la ricerca PSIR” (v.sito politicheagricole.it), al punto 4. Nel corso della discussione è stato evidenziato che dalla tabella riassuntiva si sottintende la difficoltà ad espletare alcune competenze in quanto in ipotetica “concorrenza” con altri Enti di ricerca, sottoposti a vigilanze diverse dal Mipaaf. Ad avviso della UIL un tale incrocio di attività potrebbe anche sfociare in accordi di programma, senza “dismettere” attività attualmente sviluppate dal CRA -NUT.
Pur non volendo entrare nello specifico di tutte le sedi, è stato evidenziato anche la mancata indicazione nel testo di diverse strutture; tra queste, l’Unità di Bella che all’interno del Centro di Zootecnia identifica una realtà di notevole impatto anche sull’economia del territorio. Il Commissario ha evidenziato però che proprio nel caso di Bella si evidenzia come nel tempo la Regione Basilicata non abbia mai contribuito a valorizzare la zootecnia estensiva, che è in ogni caso una filiera da salvaguardare.
Un documento puntuale sarà proposto a breve dalla UIL.
In riferimento ad alcune particolari affermazioni nel corso dell’incontro, riteniamo interessante condividere quanto il Commissario ha affermato riferendosi al fatto che in alcuni casi l’eccellenza della struttura è legata all’attività anche di un singolo ricercatore: di conseguenza, l’uscita dall’ambito lavorativo ad esempio per pensionamento provoca pesanti ripercussioni sulla sede. E’ questa la lente con cui leggere la valutazione che si sta facendo su strutture piccole, che non devono essere legate al singolo ricercatore.
La UIL ha dunque precisato che non è possibile imputare solo alla ricerca e ai ricercatori la responsabilità di situazioni di criticità senza metterle in correlazione alle responsabilità conseguenti a gestioni spesso inadeguate, che portano a segnalazioni ripetute sia da parte dei singoli che delle ooss.
Abbiamo condiviso con il Commissario il fatto che le singole strutture siano riconoscibili per la loro attività in ambito nazionale e che non siano solo un punto di riferimento del territorio circostante.
Per questo motivo dovrebbe essere esplicitato in tutte le denominazioni la dizione di Centro/Istituto di ricerca nazionale. Nella determinazione delle singole mission sarà importante non solo l’ambito territoriale, ma si terrà conto di tutte le esigenze espresse da tutti gli stakeholder. E’ impensabile che ogni Regione abbia un proprio centro di riferimento per ogni filiera.
Altro aspetto evidenziato è relativo al Piano triennale, che trae origine dal PSIR del Ministero. La UIL ha chiesto che nelle premesse vada evidenziato che le attività dell’Ente non siano limitate a quelle del vigilante, andando oltre l’orizzonte temporale dei tre anni del Piano. Infatti un conto sono i progetti finanziabili, un altro la mission, che non deve essere legata ad emergenze. Su questo aspetto non concordiamo ad esempio sull’affermazione che la sezione di Entomologia di Firenze sia fisicamente accorpata all’ex Istituto di Patologia di Roma. Non si capisce in questo caso come mai una emergenza (Xylella) possa determinare una scelta in questo caso molto drastica, senza riconoscere oltre 30 anni di attività del gruppo di lavoro fiorentino.
E’ stata quindi richiesta la massima attenzione alla possibilità di finanziamenti determinati dal Ministero su input del politico di turno: ove l’ente si strutturasse infatti solo sulla disponibilità economica collegata a specifici filoni di ricerca, un cambiamento di indirizzo politico porterebbe l’Ente ad avere una struttura non coerente con le politiche nazionali!
E’ quindi necessario che non ci si limiti al solo programma nazionale, al fine di garantirsi che le attività oggi non prevalenti o non espressamente dettagliate possano essere svolte successivamente.
La mission dell’Ente non può essere la semplice somma delle mission dei singoli centri; l’autonomia del ricercatore deve essere comunque garantita, la ricerca non può essere svolta solo da chi ha risorse, né vietata ove non espressamente prevista nella mission.
La UIL ha chiesto garanzie affinché tutto quello che può essere riconducibile a progetti di ricerca non sia escluso prioritariamente con motivazione di non riconducibilità alla Programmazione triennale. E’ necessario garantire le risorse per gli obiettivi istituzionali, non lasciando i ricercatori stretti da obiettivi sui quali devono poi procurarsi le risorse. Inoltre deve essere garantito che il sistema possa crescere per le risorse umane.
Per il Commissario ciò deve tradursi in una particolare capacità dei Ricercatori di essere competitivi; per la UIL la parte scientifica è ben in grado di intercettare le diverse opzioni di ricerca, ma bisogna essere in grado di supportarla adeguatamente.
Per ultimo abbiamo evidenziato anche la questione legata al tema della valutazione, in particolare quella fatta da ANVUR, cui l’Ente deve sottoporsi, ma che deve essere coerente con l’attività che svolge. A parere della UIL deve essere il vertice dell’ente a dialogare direttamente con l’ANVUR, ottenendo una adeguata e specifica valutazione di tutte le attività con l’individuazione di parametri adeguati all’Ente.
Cronoprogramma: entro il 30 Aprile saranno inviate le schede integrative complete delle strutture; entro il 7 maggio le ooss invieranno documenti di confronto; il 12 p.v. è prevista una audizione dei vertici alla Commissione Agricoltura, mentre il prossimo incontro è programmato per il 13.
Nel frattempo lo stesso percorso sarà effettuato dai Direttori, chiamati ad organizzare anche specifiche riunioni con i Commissari nei vari Centri.

***
In apertura della riunione sono stati sottoposti alla firma gli accordi per il trattamento economico dei liv IV-VIII del personale ex-CRA.
Per quanto attiene al corrispondente accordo per il personale ex-INEA, non è stat opossibile sottoscrivere l’accordo in mancanza di certezza di analogo trattamento peril personale a t.det. La UIL ha chiesto di quantificare le risorse spettanti ai t.det., di considerare il personale t.det. alla pari di tutti i creditori dell’ex-INEA.
E’ stato sottoscritto l’accordo per la produttività per il personale IV- VIII dell’ex-CRA per gli anni 2013-2014.
E’ stato sottoscritto l’accordo per l’individuazione, per il solo 2015, dell’organismo scientifico preposto ai passaggi di fascia dei Ricercatori e Tecnologi; tale organismosarà integrato con i corrispondenti membri per l’ex-INEA.

Mario Finoia        Sonia Ostrica

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