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domenica 20 Giugno 2021

CREA: La “Riforma” continua, la musica non cambia

cra firenzeAL CREA riparte la contrattazione integrativa nazionale secondo schemi già visti che al momento non soddisfano le annose aspettative dei dipendenti. Anzi, invece di trovare soluzioni alle vecchie problematiche, se ne aggiungono altre, ed i problemi da troppo tempo sul tavolo rischiano di essere oggetto in un prossimo futuro di testi che all’improvviso ci sarà chiesto di firmare o non firmare, secondo uno schema già visto.

Al trasloco effettuato si apprende che l’edificio di via Po presenta problemi sul versante della sicurezza e la salute dei lavoratori. E’ stato avviato un processo di monitoraggio per rilevare la presenza di gas Radon nei sotterranei dell’edificio della sede centrale.
Il fenomeno pare fosse noto nella zona. E’ necessario assicurare sulle misure intraprese i lavoratori, informati da una lettera del Direttore Generale che i primi riscontri strumentali hanno dato esito negativo.
Resta da chiedersi come mai queste verifiche non siano state effettuate prima del trasloco.

La calendarizzazione degli incontri prevede cadenze regolari (ultimo Martedì del mese) fino a fine anno; gli incontri però continuano a svolgersi in un clima di incertezza, affrontando gli argomenti senza arrivare ad una certezza di soluzione, e alcune tra le proposte non sono a nostro avviso accettabili.

Su richiesta di incrementare i Fondi per il personale I-III l’Amministrazione comunica che è impossibilitata a mettere nuove risorse per questo specifico trattamento come per altri, stante le criticità di bilancio che, per il 2015 prevedono allo stato attuale una chiusura in deficit. La quota annua procapite rischierebbe di essere ulteriormente abbassata, ove non si procedesse al necessario incremento del Fondo a fronte dell’incremento del numero di Ricercatori e Tecnologi per le nuove assunzioni fatte nel 2015. Le OOSS hanno nuovamente rappresentato che l’adeguamento dei fondi è però possibile, in virtù della riorganizzazione e del fatto che le norme non hanno prorogato il blocco dell’accessorio 2015. E’ stato ipotizzato di erogare previa valutazione il trattamento accessorio dei ricercatori (circa 300€ lordi anno!). Ricordiamo che per effetto dell’ultimo accordo, non sottoscritto dalla UIL, già le quote anno 2012 per Oneri Specifici (art.8) sono state articolate su 3 fasce, pari a 264,79€ (3 posizioni), 291,27€ (18 posizioni), 317,74€ (344 posizioni).

Con queste premesse sarà difficile se non impossibile trovare un accordo, soprattutto se il divario con l’Amministrazione crescerà per mancanza di percorsi condivisi.

Il personale IV–VIII attende da oltre 10 anni una procedura di progressioni, percorso che si sta avviando negli altri EPR.
La soluzione per la mancanza di risorse aggiuntive potrebbe essere trovata nelle pieghe del Fondo per il trattamento accessorio, ovvero con risorse già in godimento al personale. La scelta di eliminare tutte le posizioni libere dalla pianta organica del personale IV-VIII, a beneficio dell’incremento formale del numero dei Ricercatori e Tecnologi, rende però molto difficile soddisfare le aspettative dei dipendenti. Ad oggi i posti disponibili per le progressioni, conseguenti ai pensionamenti e disponibili per una eventuale tornata di passaggi per art. 54, sarebbero circa 30 su un totale di 700 aventi diritto su circa 1.000: una vera e propria lotteria.
Altre 300 unità di personale dovrebbero essere coinvolte nelle procedure per posizioni apicali (art. 53).
Le risorse per i 30 posti potrebbero derivare dai risparmi sullo straordinario non effettuato, mentre i passaggi economici per gli apicali (“gradoni”) dovrebbero essere finanziati con i residui del fondo destinato alla produttività.
E’ ovvio però che se queste risorse fossero orientate a “destinazioni” diverse, ad esempio per incrementare l’Indennità mensile, non sarebbe possibile programmare né progressioni né gradoni.
Quindi la scelta se stabilizzare o no quote di salario accessorio nell’indennità di ente è decisiva già per la definizione del percorso 2015, anche se le procedure per le progressioni potrebbero essere fatte solo nell’anno 2016.
Va da sé che presa una decisione, sarà necessario un accordo che abbia una validità biennale.

Per la UIL è indispensabile procedere con rapidità all’individuazione dell’obiettivo da raggiungere e poi agire di conseguenza. Continuare a ragionare in modo astratto su come utilizzare le risorse residue dello straordinario non serve a nessuno.

La realtà rappresentata dagli organi di vertice descrive però carenza di risorse economiche, ed inoltre dichiara scarsità di risorse umane per far fronte alle numerose procedure.
La cronica sofferenza di personale, dichiarata per l’Amministrazione Centrale in relazione alla richiesta di procedere prioritariamente con i sospesi, ci lascia sconcertati.
Se non si riesce ad andare a regime rispetto alle esigenze, ordinarie prima e straordinarie poi, è lecito chiedersi quando la Riorganizzazione amministrativa porterà i benefici auspicati, soprattutto nell’atteso efficientamento delle procedure.
Riteniamo che il trasloco abbia contribuito a rallentare, ma non possa essere utilizzato quale giustificazione per ritardi che continuano ad accumularsi.

Sempre in merito al pagamento delle spettanze per il 2015, per i R & T in relazione all’art.22, che grava su risorse di Bilancio, il CREA ha reso noto che oltre al pagamento di tutte le fattispecie già precedentemente concordate si procederà anche alla remunerazione per i coordinatori di Progetto (6% stipendio base) e responsabili di Unità (3%).

E’ stato ritirato il punto relativo al passaggio di fascia dei R/T per una nuova definizione dell'”organismo scientifico”; per il Regolamento del Telelavoro le OOSS sono state invitate ad inviare le osservazioni per iscritto.

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Intanto, lontano dalla sede centrale, come un mondo a parte nel CREA, si chiede ai ricercatori di scrivere progetti in 3 giorni per suddividere il finanziamento proposto dal Ministero; al tempo stesso la Comunità scientifica è chiamata a rispondere – burocraticamente – alle procedure della VQR.

Su questi temi non c’è dialogo con il vertice dell’Ente, che continua a ritenere il sindacato interlocutore solo per le indennità e la loro possibilità di essere cumulate o meno.

Come ci è stato fatto presente, il “Gruppo di Coordinatori” è al solo servizio della struttura commissariale; se tutte le esigenze devono essere presentate al Commissario, interpretiamo che il Commissario sarà garante della transizione.

Riteniamo invece che il confronto su questa delicata materia sia quanto mai opportuno e necessario, e ove esso non sia recepito come esigenza condivisa sarà nostra cura rappresentare comunque al CREA le esigenze e le criticità che ci vengono rappresentate dalle sedi.

UIL RUA
Mario Finoia

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