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martedì 15 Giugno 2021

Progetto di fusione Sirio-Perseo

Formazione FPN SIRIOAnche nella previdenza complementare del pubblico impiego si rincorre la possibilità di migliori performance a beneficio degli aderenti. Il Consiglio di Amministrazione del Fondo SIRIO ha deliberato e presentato alle parti costitutive e alla Covip, un Progetto di Fusione con il Fondo Perseo (Fondo per i dipendenti delle Regioni, Autonomie Locali e Sanità).

La stessa delibera è stata ovviamente approvata dal Consiglio di Amministrazione di Fondo Perseo. Lo scopo è quello di razionalizzare il panorama dei Fondi Pensione del pubblico impiego che saranno ridotti a due: Espero, per i dipendenti della scuola, Fondo Perseo-Sirio per tutti gli altri dipendenti pubblici a contratto. Una platea di circa 2.800.000 lavoratori (1.300.000+1.500.000). L’operazione consentirà di accrescere il patrimonio in gestione, contenere i costi, razionalizzare la struttura operativa, diversificare gli investimenti. Gli aderenti al Fondo SIRIO vedranno da subito un primo piccolo vantaggio diminuendo la quota associativa annua che scenderà dagli attuali 20 euro a 16 euro l’anno, trattenuti, come già oggi avviene, mensilmente dalla quota scelta e versata dall’aderente.
Non è stata facile la strada di avvio dei due Fondi Pensione, l’incertezza economica, l’assenza dei contratti di lavoro, la congiuntura di questa fase, ma anche la scarsa consapevolezza e informazione tra i lavoratori, non ha certamente contribuito a diffondere la convinzione sulla necessità di aderire a un Fondo Pensione usufruendo oltretutto anche del contributo del datore di lavoro. Eppure oggi tale scelta è indispensabile per tutti, soprattutto per i più giovani; il rapporto fra la pensione che si percepirà e l’ultima retribuzione che fino ad oggi è stato di circa l’80%, è destinato inevitabilmente a scendere al 50-60%, senza una pensione di “scorta” lo standard di vita dei lavoratori sarà compromesso. Inoltre a fronte di un’inflazione annua che sta toccando minimi storici, anche il convincimento di tenere al riparo il proprio Tfs, la propria vecchia “liquidazione”, sta venendo meno. Infatti, con l’adesione alla previdenza complementare e l’automatica trasformazione del Tfs in Tfr, quest’ultimo sta dando risultati molto più soddisfacenti, anche se si volessero prendere in esame le performance degli ultimi 15 anni.
C’è bisogno tra i lavoratori pubblici di più consapevolezza di questo scenario, c’è bisogno che i lavoratori pubblici approfondiscano, più di quanto fino ad oggi abbiano fatto, nel loro interesse, i temi della previdenza preoccupandosi del loro futuro e quello delle loro famiglie.

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