lunedì 27 Settembre 2021

Tutte le false verità della Madia

MadiaE’ incredibile come con la comunicazione e magari con qualche giornalista compiacente si possano far passare lucciole per lanterne. Il Ministro Madia e il suo dante causa Renzi hanno fatto passare per una grande novità, addirittura come una riforma quasi epocale, il racconto di norme che già esistono e che già sono applicate. Quello che però ci indigna profondamente è che ciò diviene possibile solo alimentando l’odio: dei giovani contro i vecchi, contro il sindacato, contro la Pubblica Amministrazione, della quale come al solito sono messe in evidenza solo le insufficienze, omettendo tutte le funzioni ed i servizi garantiti quotidianamente dai dipendenti pubblici nella sanità, nella scuola, nella ricerca, nelle università, nelle accademie, nelle Amministrazioni centrali e periferiche.

Ma iniziamo dalla prima e più grande bugia: 15.000 posti di lavoro nuovi per effetto della norma sui trattenimenti in servizio. Poiché nessuno approfondisce il tema e tutti “bevono” le parole della Ministra, dobbiamo iniziare a spiegare cosa sono i trattenimenti in servizio e come da almeno 2/3 anni non siano più avvenuti, se non in casi eccezionali.

Già da tempo infatti per trattenere in servizio nei due anni successivi all’età del pensionamento un dipendente che abbia superato il limite di età (per inciso, l’età pensionabile era 65 anni fino alla entrata in vigore della legge Fornero e oggi è di 66 anni e 4 mesi) occorre utilizzare le risorse del turn-over, che come è noto sono destinate alle assunzioni. Come tutti sanno il turn-over è stato per anni al 20%: ovvero, per ogni 5 dipendenti che vanno in pensione si può assumere una sola persona. Visto l’elevato numero di precari e con concorsi da fare o già fatti, tutte le Amministrazioni Pubbliche non se lo sono neanche sognato di consumare risorse per trattenere ultrasessantenni in servizio, tranne rarissime eccezioni e tutte riguardanti i vertici della P.A. In sostanza quindi dalla abrogazione del trattenimento in servizio non si producono 15.000 posti ma nemmeno 150 posti.

I 15.000 posti vengono invece dall’applicazione delle attuali percentuali di turn-over, già vigenti e che abilmente Renzi e Madia chiamano “staffetta generazionale”. Il turn-over è oggi fissato nel 40% delle uscite: quindi i 15.000 posti si ottengono perchè sono previsti circa 38.000 pensionamenti.

L’altra faccia della medaglia è che nella P.A. si perderà il 60% differenziale, ovvero altri 23.000 posti di lavoro, che si aggiungono ai 350.000 già persi negli scorsi anni: altro che staffetta generazionale! Un bel buco che continua a non essere colmato e che – questo sì! – rischia di aggravare la capacità della P.A. di essere efficiente e dare le risposte alle richieste dei cittadini.

Ma andiamo avanti.

La Madia dice che si è introdotta una norma che consente di mandare a casa i lavoratori pubblici che raggiungono i 42 anni e 4 mesi di contributi. Ma questa norma era stata già introdotta da Tremonti e Brunetta e consentiva di interrompere il rapporto di lavoro a chi aveva raggiunto i 40 anni di contributi. La norma Tremonti – Brunetta è stata applicata in moltissime Amministrazioni (in particolare nelle Università) ed è servita in molti casi semplicemente a recuperare i tagli del Governo ai bilanci. Portarla quindi da 40 anni a 42 anni e 4 mesi è solo un aggiornamento della Tremonti-Brunetta.

Altra questione è la “bufala” gigantesca raccontata sulle tabelle di equiparazione per il trasferimento dei dipendenti da un’Amministrazione ad un’altra: tabella che dovrebbe garantire i lavoratori trasferiti. Poveri lavoratori, se a garantirli è la Ministra!

Senza voler citare il solito Brunetta, che aveva già dato indicazioni di voler predisporre lui tutte le tabelle, cerchiamo di fare anche qui chiarezza. Già oggi esiste la cosiddetta mobilità d’ufficio, che agisce entro i confini della Provincia. Con una norma entrata in vigore a gennaio di quest’anno, il Governo ha stabilito che chi si trasferisce da una Amministrazione ad un’altra e anche all’interno della stessa Amministrazione non può più vantare i cosiddetti “diritti acquisiti”. Quindi, se il trasferimento comporta una diminuzione dello stipendio, i soldi semplicemente si perdono. Addirittura alcune Amministrazioni arrivano a sostenere (a nostro avviso sbagliando) che la norma abbia addirittura effetti retroattivi e che si debba pertanto procedere a vere e proprie decurtazioni, in alcuni casi molto pesanti, dell’ordine del 30%, delle retribuzioni. Dov’è quindi la tutela dei lavoratori decantata dalla Madia?

La tabella di equiparazione non serve peraltro a nulla, perchè gli stipendi fondamentali sono pressappoco tutti uguali nella P.A.: la vera differenza retributiva è composta dal salario accessorio e per effetto di una norma già varata, se si cambia lavoro o se si cambia Amministrazione già oggi si perde ciò che era in godimento e si percepisce quanto collegato alla nuova attività nella nuova Amministrazione.

Niente di nuovo sotto il sole quindi, a meno che per “novità” non si intenda il fatto che il Governo di centro-sinistra sta continuando nella linea tracciata dal Governo di centro- destra: è un caso che ancora non vi sia stato un commento da parte di Brunetta?

Sulla licenziabilità dei dirigenti c’è poi l’ennesima operazione d’immagine: ci sono già una montagna di norme, tra leggi e contratti, che sanciscono la licenziabilità dei pubblici dipendenti e dei dirigenti in particolare! Già oggi il dirigente senza incarico è licenziabile, già oggi la retribuzione di risultato è data in base alla valutazione secondo i criteri della performance di Brunetta, dettati peraltro nientepopodimenochè…. dall’Autority guidata dal nuovo salvatore della Patria: Cantone.

A proposito dei poteri conferiti a Cantone ci sarebbe da chiedersi: quale è la garanzia che i trecento funzionari che andranno all’Autority siano più onesti dei magistrati della Corte dei Conti o dei militari della Guardia di Finanza? Forse perchè li nominerà la Madia o Renzi? Forse perchè i concorsi pubblici che faranno Madia e Renzi saranno più “onesti” di quelli con i quali sono stati assunti i lavoratori pubblici sino ad oggi?

Per dirla con Totò “Ministra, ma mi faccia il piacere”!

L’unica vera rivoluzione sarebbe quella della trasparenza e del controllo sociale. Pubblicare – e lasciarli pubblicati per mesi e non per i soliti 5 minuti – i curricula dei candidati, in modo che tutti possano valutare i vincitori. Ciò andrebbe anche a garanzia non solo delle Istituzioni, ma anche degli stessi candidati: infatti la politica (compresa quella del duo Renzi – Madia) tende a far credere che tutti i vincitori di concorso pubblico nella P.A. sono raccomandati, mentre solo quelli che faranno entrare loro saranno meritevoli. E’ la stessa tesi sostenuta da tutti i Governi, altro che “nuova politica”: sono solo nuove chiacchiere. E come i precedenti Governi, tutto passa e tutto viene accettato alimentando e dichiarando l’intento punitivo nei confronti dei pubblici dipendenti: perché anche Renzi, come i suoi predecessori, pensa che il popolo vuole “sangue” e lui glielo dà.

Tanto per proseguire col “sangue”, parliamo della norma che taglia tutte le libertà sindacali del 50%, addirittura con effetto dal 1° agosto (la norma arriverà al massimo a fine giugno). La norma è stata scelta adducendo due motivazioni:
a) i cittadini ce lo chiedono. NON E’ VERO! La proposta nasce dal Governo e su 32.000 mail vorremmo sapere quante sono quelle che lo hanno chiesto davvero. La brutta consuetudine invalsa di utilizzare mail e blog, che non prevedono verifiche, consente di affermare qualsiasi cosa che sia funzionale al vertice di turno;
b) la politica ha ridotto il finanziamento pubblico, quindi anche al sindacato si chiede un sacrificio. BUGIA! Il finanziamento pubblico sparirà, forse, nel 2018, per il sindacato invece si procede celermente entro l’estate.

La verità è che si è voluta introdurre questa norma per poter minare la credibilità del sindacato, che è già sul piede di guerra per il mancato rinnovo dei contratti e soprattutto per il rischio concreto che vadano a casa migliaia di precari.

Già si agita il drappo per confondere le idee: c’è già chi va sostenendo la tesi che un eventuale sciopero sarà fatto solo perchè si sono tolti distacchi e permessi.

Caro Renzi e cara Madia, i lavoratori sono meno stupidi di quanto voi pensate e sanno giudicare. La UIL RUA lavorerà per proclamare uno sciopero generale, perchè è ora di dire basta ad una politica che alimenta le divisioni sociali solo per fare consenso, che mette i padri contro i figli, i lavoratori privati contro i lavoratori pubblici, che vede il Welfare come una cosa da smantellare per offrire nuovi mercati a chi si vuole arricchire, che vede la precarietà come unica prospettiva per il mondo del lavoro.

Basta, Basta e Basta! che sia Renzi o Madia, noi sosterremo i nostri valori: la solidarietà, l’unità del mondo del lavoro, i diritti per i lavoratori e i loro figli, una società più giusta dove la sanità e l’istruzione siano garantiti a tutti e non solo a chi se lo può permettere.

Finché ci saranno i lavoratori, ci sarà il sindacato: Renzi e Madia, fatevene una ragione.

La Segreteria Nazionale
UIL RUA

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