venerdì 22 Ottobre 2021

Università La Sapienza – Comunicato unitario – Assalto al pronto soccorso del Policlinico Umberto I

Nella notte di ieri al pronto soccorso del Policlinico Umberto I si è verificato l’ultimo episodio di violenza e squadrismo di questi giorni. Non paghi di aver fatto irruzione nella sede della CGIL Nazionale e di aver messo a ferro e fuoco un’intera città una ventina di persone hanno fatto irruzione nei locali del pronto soccorso lanciando bottiglie e ferendo un’infermiera che aveva come unica colpa di fare il proprio lavoro.

Sembra che la cosiddetta scusa sia quella che volevano “liberare” un manifestante che si era sentito male durante le manifestazioni.

Le OO.SS. in modo unitario esprimono il più profondo sdegno per l’accaduto e rivolgono alle lavoratrici e ai lavoratori tutti del Policlinico la propria vicinanza e la propria solidarietà.

Non possiamo fermarci però solo a questo. Il paese è stato salvato durante la pandemia dall’abnegazione e dal sacrificio di tutto il mondo del lavoro a partire da quello del comparto della sanità, gli operatori sanitari tutti con il loro sacrificio e con la loro professionalità si sono messi a disposizione di tutti quelli che avevano e che continuano ad avere bisogno di cure, anche di quelli che oggi li contestano.

Per un medico, un infermiere non c’è differenza che tenga, non c’è colore, non c’è politica, non c’è religione, c’è il bisogno e la consapevolezza del dolore e della malattia. Di tutte e di tutti.

Per questo colpisce questo episodio, come per l’assalto alla sede della CGIL si vogliono lanciare messaggi chiari. Ma noi non ci stiamo, non possiamo starci.

Nessuno può tirarsi indietro. Il Policlinico Umberto I, il luogo dove la scienza, la formazione e l’assistenza s’intersecano e si sviluppano in maniera virtuosa, il luogo dove si creano le condizioni per sperimentare, studiare e applicare quelle pratiche che contribuiscono a salvare le persone  è il luogo dove ogni forma di violenza e sopraffazione diventa ancora più insopportabile.

Nelle prossime ore cercheremo, assieme, le modalità con cui manifestare, anche nel nostro posto di lavoro, la nostra vicinanza al personale del Policlinico Umberto I perché solo il protagonismo delle lavoratrici e dei lavoratori può sconfiggere l’esercizio della sopraffazione dei pochi che vogliono far tornare il paese alle nebbie di un passato lontano e sconfitto.

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