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Università, Ricerca e AFAM: il confronto continua.

A Fiuggi il Consiglio Nazionale della UIL RUA. Al centro: contratto, precariato e formazione per gli iscritti.

Si è riunito a Fiuggi, il 15 e 16 ottobre, il Consiglio Nazionale della UIL RUA, chiamato a discutere i problemi dei tre comparti che l’organizzazione rappresenta: Università, Ricerca e AFAM. Mondi diversi per storia, organizzazione e funzioni, ma accomunati da difficoltà che chiedono risposte condivise e che hanno trovato spazio in due giornate di lavoro fitte di interventi.

Il primo tema è stato il rinnovo del contratto collettivo nazionale. Il Consiglio ha fatto il punto sull’andamento delle trattative in corso all’ARAN, valutando lo stato del confronto e le prossime mosse. L’obiettivo resta quello di arrivare a un contratto che riconosca pienamente la professionalità di chi lavora negli atenei, negli enti di ricerca e nelle istituzioni dell’alta formazione artistica e musicale, un riconoscimento che per la UIL RUA deve tradursi in risposte concrete sul piano economico e normativo.

Accanto al tavolo contrattuale prosegue l’interlocuzione con il Ministero. Gli incontri continuano con l’intento di portare all’attenzione dell’amministrazione le istanze dei lavoratori, spesso rimaste ai margini del dibattito pubblico sul futuro del sistema della conoscenza. Per la UIL RUA il dialogo istituzionale è uno strumento irrinunciabile, da affiancare alla trattativa sul contratto.

Il Consiglio ha dedicato attenzione anche alla formazione. Sono in fase di progettazione nuovi percorsi formativi destinati agli iscritti, che saranno offerti gratuitamente. L’iniziativa nasce per sostenere la crescita professionale di chi ogni giorno fa funzionare l’università, la ricerca e l’alta formazione artistica e musicale, in settori dove l’aggiornamento delle competenze è una necessità quotidiana.

Largo spazio ha avuto poi il tema del precariato, che attraversa tutti e tre i comparti e che continua a pesare sulle prospettive di molti lavoratori. Le due giornate sono state un’occasione per discutere di politiche contrattuali e del superamento delle forme di lavoro instabile, e per immaginare interventi normativi e contrattuali capaci di restituire dignità ai settori dell’alta conoscenza e della ricerca del Paese.

L’organizzazione ha infine ringraziato tutti i partecipanti per i contributi e le proposte portati al confronto, un lavoro collettivo che va nella direzione di costruire una nuova UIL RUA, sempre più vicina e al servizio dei lavoratori dei nostri settori.