giovedì 5 Agosto 2021

AFAM: il Ministro Profumo incontra i sindacati

Signor Ministro,
l’Alta formazione e specializzazione artistica e musicale a distanza di 12 anni dalla legge 508 ancora non riesce ad essere Sistema di Alta Formazione nel nostro Paese. In questo lasso di tempo con l’emanazione di regolamenti attuativi si sono avuti percorsi formativi sperimentali con la istituzione di diplomi triennali e biennali e in alcuni casi si è rimasti nel vecchio ordinamento.

Tutto questo ad oggi ha messo in luce forti criticità del sistema e ha generato una situazione di incertezza, con grande confusione nella identificazione dei titoli dei due livelli, aggravata anche dalla questione delle equipollenze o equiparazione ai titoli universitari. Le scriventi OO.SS. ritengono che si debba aprire un percorso autonomo di valutazione e spendibilità dei titoli rilasciati dalle Istituzioni AFAM nel mercato del lavoro pubblico e privato, che non richiede necessariamente la omologazione a quelli universitari, riconoscendone la dignità, la peculiarità e la specializzazione anche e soprattutto nel contesto europeo mettendoli in correlazione con le analoghe Istituzioni Europee.

II processo di riforma, oltre alle problematiche dell’assetto finanziario – ­ivi compresa l’edilizia – dovrà perseguire obiettivi e finalità precise, tra queste: l’assetto organizzativo, il management, la governance, la strutturazione della didattica e della ricerca che vedano coinvolti tutti gli attori, docenti e personale tecnico e amministrativo nelle varie professionalità e competenze. In questo contesto si ritiene che si debba concretamente costituire un “vero sistema AFAM”, potenziando l’autonomia statutaria, quella regolamentare ed economica delle Istituzioni magari con la costituzione dei futuri Politecnici che debbono nascere su un progetto culturale e didattico e non essere un mero accorpamento economico. Questo permetterà di dar vita ad un sistema di valutazione delle attività e della produzione e della conseguente promozione del merito e dell’eccellenza. A tale fine è necessario arrivare a dare un assetto nazionale, che garantisca agli studenti la fruibilità degli studi fatti su tutto il territorio Nazionale ed Europeo.

Sarà necessario affrontare il rapporto fra le varie Istituzioni come Conservatori e gli ex Istituti Musicali Pareggiati, Accademie Statali e quelle legalmente Riconosciute e il loro assetto anche alla luce della loro posizione storica e giuridica e del ruolo che tutte svolgono sul territorio nazionale. In questo contesto non va sottovalutato l’ormai annoso problema di un adeguato riconoscimento, sia in termini giuridici che economici, a tutto il personale del comparto AFAM dando dignità alla professionalità che ogni giorno si mette in campo all’interno delle Istituzioni.

In particolare, la definitiva e positiva soluzione del precariato, che vede coinvolto sia la docenza – nelle sue diverse articolazioni – che il personale tecnico amministrativo, risulta imprescindibile per una riuscita efficace della riforma. Su questo tema auspichiamo un maggior coinvolgimento, oltre le Commissioni parlamentari, anche del Governo e in particolare del Ministero che Lei rappresenta.

Non è più accettabile il sistema di utilizzo dei docenti, soprattutto precari, che vagano da anni e all’inizio di ogni anno tra le varie istituzioni a livello nazionale a danno degli studenti che non hanno alcuna garanzia di continuità didattica, caratteristica determinante data la particolarità dell’ambito formativo e di ricerca; il personale tecnico amministrativo che, pur avendo acquisito professionalità, non ha possibilità di carriera o quantomeno di stabilità anche in presenza di posti vacanti e disponibili a seguito di pensionamento.

Tutto ciò premesso le OO.SS. FLC CGIL, Federazione Cisl Università, UIL Ricerca Università AFAM sollecitano il Ministro:

  1. ad emettere il provvedimento con il quale si possa arrivare ai contratti a tempo indeterminato per il personale tecnico amministrativo che già ha ultimato l’iter autorizzatorio;
  2. ad attivarsi per la soluzione della questione “Mobilità del personale” bloccata da più di un anno dall’ARAN;
  3. a costituire un tavolo che, a partire dalla valorizzazione dell’autonomia delle istituzioni, possa mettere in campo norme definitive sulla mobilità del personale, la gestione dell’organico e della sua disponibilità anche alla luce dell’attuale precariato;
  4. a emettere il regolamento sul reclutamento del personale e programmazione e sviluppo del sistema pena la sopravvivenza del sistema;
  5. ad inserire nell’ambito di predetto provvedimento – ove non si trovasse altra strada giuridica o contrattuale – la soluzione per il precariato docente e tecnico e amministrativo presente ed in servizio su piante organiche congelate al 1999 (si vedano in allegato a tale riguardo le proposte unitarie presentate per il DDL 4822 da FLC CGIL, Federazione Cisl Università, UIL RUA) e comunque una norma che, nel rispetto della normativa in atto, eviti il ricorso a strumenti di assunzioni flessibili che nel tempo possano ricreare precariato con la conseguente e inevitabile instabilità del sistema;
  6. a definire con apposito provvedimento la competenza formativa – ordinamenti didattici e  strutturazione della ricerca – che ponga fine alla situazione di incertezza presente nel sistema (triennio, biennio sperimentale, corsi pre­accademici, licei musicali etc.) e che sia di stimolo al rapporto interistituzionale, al confronto e al miglior rapporto con le nuove professioni;
  7. ad attivare con urgenza un tavolo di confronto sugli ex Istituti Musicali Pareggiati – (L. 508, art. 2, c. 7 lett. e)  alla luce anche della loro posizione giuridica e della situazione precaria rispetto alla parte datoriale come i Comuni, Province e Regioni;
  8. che si adopri per l’attivazione di un tavolo per il coordinamento di eventuali accordi di programma a livello regionale per una migliore razionalizzazione delle risorse economiche, di personale e attività accademiche;
  9. a prevedere una apposita sezione per il comparto dell’AFAM presso l’ANVUR;
    10.  a sollecitare l’attivazione dei TFA per tutte le discipline di competenza dell’AFAM.

A completamento del quadro problematico, intriso di contraddizioni e di provvedimenti incompiuti, rimangono “temi contrattuali come le cosiddette code contrattuali sull’ordinamento professionale” che se risolti potrebbero agevolare l’ammodernamento dell’intero comparto.

In conclusione si ritiene che, a completamento della riforma dell’AFAM, il Legislatore o il Ministro debbano prendere in considerazione la specificità e l’alta specializzazione del comparto e quindi identificare l’AFAM in un sistema autonomo e competitivo a livello nazionale e internazionale.

Un sistema, capace di sviluppare e dare corpo a quel mondo della ricerca artistica e musicale,  della cultura, dell’arte e del mercato del lavoro di cui ha bisogno il Paese e che sappia dare adeguate risposte ai ragazzi che hanno intrapreso gli studi e a tutto il personale docente e tecnico amministrativo che possano esprimere la loro professionalità e vedano riconosciute le loro competenze e aspirazioni senza dover far riferimento ad altri soggetti nel panorama della conoscenza.

Da ultimo, ma non di meno importanza, come sopra ricordato, si ritiene che vada rivista anche la materia relativa alla contrattazione di lavoro del personale sia esso docente, tecnico amministrativo o dirigente, in considerazione del riordino delle Istituzioni Afam compresi i Politecnici delle Arti già previsti dalla L. 508/99,  art. 2, c. 8 lett. i) – e dell’alta professionalità degna di valutazione pari ad altri settori dello Stato.

Cordiali saluti.

FLC CGIL

CISL UNIVERSITA’

UIL Università Ricerca Afam

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