lunedì 5 Dicembre 2022

AFAM: sottoscritto il Contratto Integrativo Nazionale, superati i rilievi del MEF, nessuna certezza sull’erogazione entro il 15 dicembre

Il 30 novembre presso il MUR è stato sottoscritto dalla parte pubblica rappresentata dal Direttore Generale Dott.ssa Marcella Gargano e dalle OO.SS. rappresentative, il contratto integrativo nazionale che regola i criteri generali di utilizzo del fondo per il miglioramento dell’offerta formativa.

La trattativa iniziata nei primi mesi del 2021 con tutti i buoni propositi delle parti di chiudere al più presto ed aprire finalmente una normale prassi che consenta l’erogazione del fondo in tempi comodi e certi a differenza di quanto registrato negli ultimi anni.

La trattativa si è purtroppo interrotta per due rilievi importanti fatti degli organi di controllo che per la contrattazione nazionale sono i ministeri dell’economia e finanze e della funzione pubblica.

Su questo punto va dato merito alla Direzione Generale di aver condiviso le nostre osservazioni e di aver fatto il possibile per arrivare ad una soluzione positiva.

I rilievi non erano di poco conto, il primo riguardava i compensi assegnati al personale tecnico amministrativo per attività svolte nell’orario d’obbligo settimanale. Questa interpretazione restrittiva, in alcune istituzioni ha bloccato l’erogazione del fondo per ben due anni e addirittura si è arrivati alla richiesta di restituzione delle somme percepite dal personale.

La UIL ha sempre sostenuto che il primo rilievo doveva tener conto non solo delle disposizioni del CIN ma anche dell’art. 32 del CCNL nazionale che prevede proprio l’attribuzione al personale di ulteriori compiti e incarichi anche di responsabilità nello svolgere l’attività lavorativa.

La seconda riguardava i limiti di spesa per singola istituzione tra, fondo d’istituto e fondi per la didattica aggiuntiva; la legge impone che le amministrazioni non devono superare per il salario accessorio quanto speso nel 2016. In sostanza il limite era dato dalla somma del fondo d’istituto e fondi di bilancio stanziati per la didattica aggiuntiva nell’anno 2016.

Ci siamo spesi affinché la didattica aggiuntiva se pur rappresenta per il docente un compenso non ordinario, essa scaturisce dalla programmazione accademica, quindi dall’attivazione di corsi per cui non si può ricorrere ad un aumento della dotazione organica. La didattica aggiuntiva di fatto si traduce in una necessità per far fronte alle carenze di organico e garantire il regolare svolgimento dei corsi attivati.

Ora spetta al ministero comprimere i tempi per consentire l’erogazione del fondo alle istituzioni che dispongono i pagamenti attraverso il sistema informatico di NoiPA, sistema che consente i pagamenti solitamente fino alla metà di dicembre.

Federazione UIL Scuola RUA
(Segreteria Nazionale)

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