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venerdì 16 Aprile 2021

Art. 18 e Riforma del Mercato del Lavoro: La UIL RUA sostiene la mobilitazione e anche lo sciopero, se non ci saranno modifiche alla proposta del governo

Per puntare alla crescita, alla produttività ed all’occupazione si varano norme che deprimeranno la domanda e l’economia, disincentiveranno l’impegno del lavoratore, favoriranno i licenziamenti e le uscite dal mercato del lavoro: è l’ennesimo paradosso tutto italiano.

La chiamano “flexicurity”, in realtà è il frutto del fanfaronismo della politica e dell’imprenditoria nostrane che invece di cogliere l’occasione di una fase di positivo recupero della credibilità internazionale del Paese per aggredire i ritardi che ne minano la ripresa e la competitività – costi della politica, scarsa domanda interna, assenza di investimenti pubblici, evasione fiscale e contributiva, carenze infrastrutturali e di innovazione, corruttele dilaganti – continuano a far pesare sulle categorie più deboli e sul sistema delle relazioni sindacali le loro contraddizioni e la loro incapacità.

In questa difficile fase che, apre gli spazi a rischiose incursioni nel tessuto dei diritti e dei principi costituzionali di tutela e di promozione del lavoro, la stessa disponibilità della UIL e del sindacato riformista a miglioramenti ed adattamenti della legislazione sul lavoro deve, perciò, rimanere saldamente ancorata ad irrinunciabili obiettivi:

la difesa dei lavoratori e dei posti di lavoro esistenti, lo sviluppo degli investimenti e di nuova occupazione, la modernizzazione ed il rafforzamento degli strumenti di sostegno al reddito nelle fasi di crisi e di mobilità, il superamento della attuale e pervasiva precarietà che connota purtroppo il nostro Paese, nei settori privati come in quelli pubblici.

La Direzione Nazionale della UIL ha riconfermato questi concreti assunti, mettendo in evidenza le carenze della proposta del Governo per la riforma del mercato del lavoro e rivendicando profonde modifiche all’attuale impianto del ddl.

Le proposte del Governo, infatti, sono insufficienti, nelle risorse e nelle norme, per estendere l’area degli ammortizzatori sociali, negative e rischiose per quanto riguarda la nuova normazione del licenziamento per motivi economici, fortemente lacunose per quanto riguarda l’attenuazione della spinta alla precarietà (es. co.co.co e co.co.pro esclusi dalle relative tutele) e nel sostegno dei lavoratori delle aziende in crisi, anche in rapporto alle recenti riforme del sistema pensionistico.

Contro la linea del Governo vanno giustamente non solo le nostre proposte correttive ma anche le iniziative di mobilitazione proposte dalla UIL e la manifestazione indetta unitariamente da CGIL, CISL ed UIL per il 13 aprile a Roma, con particolare riferimento alla problematica dei cosiddetti “esodati” (lavoratori che in base alle nuove norme non avrebbero né stipendio né pensione).
La UIL RUA rileva, infine, che il dibattito sull’articolo 18 non solo offusca i veri motivi della scarsa competitività ed attrattività della economia italiana, ma intreccia in maniera demagogica ed assai poco rigorosa le problematiche degli apparati pubblici e del lavoro pubblico.

La richiesta dell’applicabilità al settore pubblico dell’art. 18 non solo dimostra l’ignoranza sulla specificità delle norme, delle condizioni e della strumentazione giuridico-amministrativa e contrattuale che sorreggono il rapporto di pubblico impiego – come fatto giustamente osservare dallo stesso Ministro della Funzione Pubblica – ma trascura strumentalmente il prezzo che i settori ed i lavoratori pubblici hanno già pagato, e pagheranno ancora nei prossimi mesi, con i provvedimenti varati nel triennio 2009-2011, resi ancor più gravosi dalla ultima manovra del Governo Monti.

La UIL RUA, pertanto, sosterrà e parteciperà attivamente alle iniziative di mobilitazione già messe in atto ed esprime il suo favore anche al ricorso allo sciopero, in particolare se il Governo perseverasse testardamente nella sua linea, ed il Parlamento non fosse in grado di correggerla nelle giuste direzioni e nell’interesse di tutto il mondo del lavoro e delle nuove generazioni.

LA UIL RICERCA UNIVERSITA’ AFAM

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