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venerdì 16 Aprile 2021

Audizione UIL – UILRUA sulla programmazione dei fondi UE 2014-2020

Nell’ambito della discussione sul documento “Metodi ed obbiettivi per un uso efficace dei fondi comunitari 2014-2020”, con particolare riferimento all’obbiettivo “Ricerca, Innovazione e Competitività” riportiamo di seguito la sintesi dell’intervento di Iperide Ippoliti per conto della UIL- UILRUA nell’audizione del 6.3.2013 con le rappresentanze del Ministero della Coesione Sociale, del Ministero della Istruzione, Università e Ricerca, del Ministero dello Sviluppo Economico.

AUDIZIONE AUTORITA’ GESTIONE PON – FONDI STRUTTURALI

ROMA 6/3/2013 Sala Riunioni INVITALIA – (su Ricerca, Sviluppo Tecnologico e Innovazione)
Sintesi intervento Iperide Ippoliti (UIL – UIL-RUA)

Ci associamo alla preoccupazione manifestata dalla UIL per il rischio che un’accentuazione sul “sociale” possa penalizzare gli obiettivi di competitività e sviluppo produttivo, che richiedono a monte precise linee di politica industriale settoriale e fattoriale. In questa direzione il riferimento va, in particolare, al manifatturiero del Mezzogiorno che ha necessita di continuare il suo lento ma significativo riposizionamento tecnologico e di prodotto.

In questa ottica si indica la necessità che attese e risultati (di cui a pagg. 41 del documento) faccia riferimento esplicito alla “innovazione di prodotto” sia al trasferimento di tecnologia che dai centri pubblici di ricerca vada nella direzione del tessuto della PMI.

Per la Ricerca in senso più stretto la pur importante declinazione della “Smart Specialization”, se da un lato aiuta una migliore finalizzazione sociale ed applicativa della ricerca e delle nuove tecnologie con riferimento concreto al “territorio”, non dovrà, però penalizzare, nella distribuzione delle risorse e nella impostazione dei futuri programmi operativi la quota destinata alla Ricerca che nel nostro sistema ha assunto non già un carattere “aggiuntivo” bensì “sostitutivo” di risorse nazionali decrescenti.

La UIL considera molto positivamente l’affermata necessità di una discontinuità con le precedenti politiche di ricerca ed innovazione, per il nostro Paese, adeguatamente supportata a livello di nuovi indicatori, maggiore aderenza e controllo su obiettivi/risultati,rigore nella tempificazione, ricadute occupazionali etc.) .

Essa indica, come paradigma di una nuova impostazione nell’uso di risorse limitate, l’esperienza dei recenti bandi MIUR “Smart Cities and smart communities” ed in particolare “Clusters Tecnologici Nazionali”. Tale impostazione va confermata, affinata e diffusa perché essa agisce in senso contrario alla polverizzazione degli interventi, alla mancanza di sinergie tra gli attori (imprese, università, centri di ricerca e distretti), alla mancata ricerca di eccellenza internazionale..

Tale esperienza nel concentrare su pochi e grandi obiettivi (agrifood, tecnologie per gli ambienti di vita, scienze della vita, tecnologie per le smart communities, mezzi e sistemi di mobilità, aerospazio, energia, fabbrica intelligente) indica anche ai futuri estensori del PNR nazionale, del PON e dei POR la strada da seguire. Essa impone di privilegiare la dimensione programmatoria nazionale su quella regionale (ancora troppo frammentata), responsabilizzando al rigore tutti i centri di decisione e valutazione. ma non escludendo l’apporto decisivo di quanti operano nei territori.

Attenzione particolare va posta, infine, alla articolazione delle Autorità di Gestione e alla presenza dei distretti tecnologici (quali?) nel nuovo partenariato.

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