domenica 25 Luglio 2021

Come non accorgersi che la Legge Gelmini è un fallimento???!!! La UIL RUA se ne accorse subito

Più volte ed in varie occasioni dichiarammo apertamente che la l.240 era quantomeno da modificare, ma lo stesso ministro Profumo, pur conoscendo l’ambito universitario e della ricerca, non volle sentire ragioni accettando pedissequamente una norma illogica ed anzi s’impegnò nell’emettere i decreti attuativi.

Le evidenti storture che l’applicazione della legge gelmini mette in evidenza non hanno soluzione.

A partire dall’accentramento antidemocratico dei poteri decisionali negli atenei, al sistema di valutazione degli atenei stessi, sono sempre più evidenti incongruenze paradossali.

Anche il Sole 24 ore, in un articolo del 12 novembre, muove critiche argomentate. Infatti, l’incrocio dei parametri del metodo valutativo premia quegli atenei che non dovrebbero essere premiati e viceversa.

Vi sono università come quella di Catanzaro che, pur essendo tra quelle virtuose ed avendo il bilancio in ordine, si trovano penalizzate e limitate nell’autonomia decisionale ed anche sulle assunzioni future.

Mentre vi sono atenei che, pur essendo in dissesto finanziario, per via dello strambo bilanciamento introdotto dalla Gelmini, possono eluderne i vincoli.

In nessun conto sono tenute le decisioni di quegli atenei, come quello di Bari, che per non gravare sulle famiglie degli studenti, contiene gli importi delle tasse d’iscrizione nonostante il calo dei finanziamenti.

“Valutazione” è la parola magica, tutto lo deve essere, il modo con cui lo si faccia ed i risultati anacronistici non importano a nessuno, tantomeno al ministro Profumo che, forse rapito dal gioco della politica e delle candidature, non si occupa, né si preoccupa dello sviluppo della ricerca e delle università pubbliche a cui non sono dedicate risorse forse sufficienti alla sopravvivenza.

La Segreteria Nazionale

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