giovedì 29 Febbraio 2024

Delibera 11/SSRRCO/CCN/2023 della Corte dei conti

Lo scorso 3 febbraio è stata pubblicata la delibera della Corte dei conti che certifica positivamente l’ipotesi di CCNL sui principali aspetti del trattamento economico del personale del Comparto Istruzione, Ricerca e AFAM per il triennio 2019-2021 (Delibera Corte dei Conti 11 del 2 febbraio 2023 – Certificazione CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021 principali aspetti trattamento economico persona).

L’Ipotesi in esame interviene soltanto sui principali aspetti del trattamento economico del personale del comparto, riconoscendo gli incrementi degli stipendi tabellari e l’incremento di alcune indennità accessorie aventi carattere di stabilità.

La tavola seguente riporta le risorse, al lordo degli oneri riflessi, che, per quanto riguarda la Scuola e l’Afam sono a carico del bilancio dello Stato, mentre per le Università e gli Enti di ricerca gravano sui bilanci delle amministrazioni e degli enti stessi. Dal 2021, le risorse comprendono anche quelle necessarie per la stabilizzazione dell’elemento perequativo, quantificate in 219,67 milioni (0,43 per cento sul monte salari 2018) con un incremento a regime del 4,21 per cento.

CA 2018
Oneri riflessi al 38,38% per Scuola e Afam e al 37% per Università e Ricerca

Le risorse di cui sopra sono state destinate all’incremento degli stipendi tabellari, al conglobamento nello stipendio tabellare dell’elemento perequativo ed ai conseguenti effetti sugli altri istituti contrattuali, all’incremento di alcune indennità e compensi come risulta dalla tavola 2.

Gli incrementi sui tabellari sono stati previsti in tre tranche per i tre anni, ognuna con decorrenza 1° gennaio. Gli incrementi sono comprensivi della cosiddetta “indennità di vacanza contrattuale”, ovvero l’anticipazione erogata in applicazione dell’art. 47-bis, comma 2, del d.lgs. n. 165/2001.

In termini generali, si osserva che la parte prevalente dell’incremento (3,8 per cento) è stata destinata alla parte fissa della retribuzione, mentre solo lo 0,22 per cento è stata riservata alla rivalutazione dei trattamenti accessori, cui però saranno destinate le ulteriori disponibilità previste dalla Legge di Bilancio 2022 e i residui delle risorse contrattuali.

Le sequenze contrattuali successive avranno a disposizione, a decorrere dal 2022:

  1. le risorse destinate alla contrattazione 2019-2021 non integramente utilizzate da tale Ipotesi;
  2. le risorse derivanti dall’art. 1, co. 612 della Legge di Bilancio 2022 (0,55%), non utilizzate nell’Ipotesi all’esame, pari a 36,9 milioni per il personale ATA, 11,2 milioni per l’Università e 8,7 per gli Enti di ricerca (ASI compresa);
  3. le risorse per la valorizzazione del personale tecnico-amministrativo delle università statali, stanziate dall’art. 1, comma 297, lett. d della Legge di Bilancio 2022, pari a 50 milioni;
  4. le risorse destinate al personale Afam, pari a 8,5 milioni, di cui all’art. 1, comma 309 della Legge di Bilancio 2022;
  5. le risorse destinate al personale tecnico-amministrativo ed ai ricercatori e tecnologi degli Enti di ricerca dall’art. 1, comma 310, lett. b e c della Legge di Bilancio 2022, pari, rispettivamente, a 20 e 30 milioni;
  6. le risorse per la valorizzazione dei docenti delle istituzioni scolastiche statali, stanziate dall’art. 1, comma 327 della Legge di Bilancio 2022, pari inizialmente a 300 milioni, ridotti, con successivi interventi normativi, a 220,8 milioni nel 2022 e rideterminati in 257,5 nel 2023.

La tavola 3 dettaglia le ulteriori disponibilità previste dalla Legge di Bilancio 2022, per tutti gli enti del Comparto, con l’evidenza di quelle che si potranno utilizzare nel prosieguo delle trattative.

Si allega il testo della delibera n. 11/SSRRCO/CCN/2023 della Corte dei conti.

La Segreteria Nazionale

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