lunedì 26 Luglio 2021

Il Governo esce allo scoperto sui rinnovi contrattuali con la carità pelosa!

palazzochigiDalle dichiarazioni della Ministra Madia prende forma il quadro che il Governo intende disegnare per il pubblico impiego: pochi soldi, solo ad alcuni, e la “performance” a premiare “il merito”.

In più nessun segnale di procedure straordinarie di stabilizzazione e ordinarie di assunzione.

Sono state sbloccate col PNR risorse per la ricerca, ma se saranno destinate a percorsi e processi segnati dalla discontinuità, si correrà il rischio, come diciamo da tempo come UIL RUA, di incentivare “la ricerca che non c’è” uccidendo “la ricerca che già c’è”, e sulla quale hanno lavorato precari dalla oramai consistente anzianità.

Il processo di delegificazione del pubblico impiego, che ha sbloccato retribuzioni e carriere, viene annullato da decine di deleghe che riportano sotto la discrezionalità di vertici e burocrazie materie come l’organizzazione del lavoro, riducendo quell’autonomia e pieno riconoscimento delle parti che ha consentito un miglioramento deciso delle condizioni di vita e di lavoro dei dipendenti pubblici.

Inoltre, le dichiarazioni della Ministra fanno ipotizzare uno scenario in cui il sindacato sarà comunque “colpevole”: sfidati sulla riduzione dei comparti, i sindacati hanno sottoscritto un accordo che da 11 comprime i comparti a 4 (riducendo il danno di un UNICO comparto “della Repubblica”, come ipotizzava l’ARAN all’inizio del confronto), accettando anche nuove regole sulla definizione della rappresentatività.
Ora la nuova provocazione è sedersi ad un tavolo con un atto di indirizzo che già determina l’obbligo di remunerare solo i redditi più bassi, oppure non sedersi giustificando così decisioni e premialità definite unilateralmente per legge. Un vero e proprio scaribarile!

Come UIL RUA rivendichiamo la giusta applicazione per tutti i lavoratori della sentenza della Consulta, che ha definito l’illegittimità del blocco della contrattazione a partire dal luglio 2015.

Riteniamo scellerato proseguire in un braccio di ferro che tende a silenziare le ininterrotte proteste dei lavoratori pubblici, impegnati da anni con importanti manifestazioni – nascoste dai media – a richiamare l’attenzione sulla necessità di rilanciare il lavoro pubblico.

In particolare condanniamo l’indifferenza e rivendichiamo la “rimessa al centro” della politica i settori dell’Alta formazione e della Ricerca, motori dello sviluppo lasciati senza benzina (risorse umane ed economiche) e mortificate da troppe scelte spregiudicate: milioni di euro trovati per finanziare fondazioni private come IIT (e Human Technopole), mentre il massimo ente di ricerca, il CNR, in 20 anni è stato costantemente privato di risorse, rimanendo ciononostante sempre al top in ambito scientifico a livello internazionale.
Se è pur vero che ci vogliono riforme per una semplificazione sempre cercata e mai raggiunta, è ormai innegabile il bisogno di stabilità per i precari, di investimenti stabili, di certezze e azioni condivise.

ANCHE PER QUESTO VA FORTEMENTE SOSTENUTO LO SCIOPERO DEL 20 MAGGIO

Ci vedremo nelle piazze, dove dovremo essere visibili, numerosi e rumorosi!

La Segreteria Nazionale

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