mercoledì 28 Luglio 2021

Incontro con la Ministra MIUR

ministero istruzioneIeri pomeriggio si è svolto un incontro delle OO.SS. rappresentative con la Ministra Fedeli, convocato per “esaminare le principali tematiche d’interesse del comparto Università e Ricerca”.

La delegazione pubblica era molto significativa, evidenziando la volontà di confronto che la stessa Ministra ha voluto ribadire, e che non abbiamo mancato di apprezzare.

La UIL RUA ha rappresentato le tante criticità, elencando con competenza e professionalità le troppe questioni irrisolte.
Per gli enti di Ricerca, abbiamo segnalato:
– La necessità di procedere a nuove assunzioni, che partendo da una prima stagione, transitoria e straordinaria, di stabilizzazioni proceda con la messa a norma di sistema ordinario di reclutamento a regime. Abbiamo consegnato una sintetica nota che evidenzia la relativa esiguità del precariato dichiarato negli enti al 31 dicembre 2016 (vedi allegato), evidenziando che l’impegno economico per la soluzione sia decisamente meno impegnativo rispetto ad altri settori. Abbiamo anche avanzato la proposta che si possa procedere ad assunzioni anche a tempo indeterminato a valere sui progetti europei, attraverso una modifica normativa;
– La necessità di integrare i finanziamenti ordinari per tutti gli enti, di cui molti (citati) sopravvivono solo attraverso le risorse attratte attraverso progetti e commesse esterne, e non sono in grado di sviluppare al massimo le proprie capaci potenzialità;
– La necessità di procedere a sostanziare una “governance” della politiche della ricerca che sia unitaria tra tutti i vigilanti, in particolare col MEF, sfruttando al meglio gli input derivanti dalla recente “delega Madia” 218/16;
– La richiesta di riequilibrare le risorse di un PNR che abbiano sostenuto essere troppo sbilanciato verso obiettivi privati, restituendo alle istituzioni pubbliche maggior ruolo e centralità;
– L’esigenza di assicurare agli enti vertici riconosciuti dalla comunità scientifica, attraverso procedure di nomina veloci e trasparenti, e rispettose dei criteri adottati;
– L’istanza di ripensare alla composizione dei comparti di contrattazione, che ha schiacciato gli enti in un mondo troppo differente, e che potrebbe portare enormi difficoltà in sede di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro in un contesto già di forte contrazione dell’uso degli strumenti previsti di progressione economica e di carriera del personale.

Per le Università, per cui abbiamo ribadito le difficoltà contrattuali collegate al comparto unico, abbiamo rappresentato:
– Identica necessità di procedere a percorsi di reclutamento prima straordinario e poi ordinario, con l’aggravante di norme che hanno vanamente fatto sperare in una velocizzazione dei processi.
– Più volte abbiamo citato la necessità di fermare l’ingerenza normativa e di procedere invece ad una revisione della legge 240/10, a partire dai ricercatori “a e b” fino ad arrivare a ridurre la autoreferenzialità dei vertici, che ha stravolto l’autonomia garantita dalla costituzione.
– La necessità di assicurare maggiori finanziamenti prestando attenzione soprattutto al divario nord-sud che resta nonostante i riequilibri e scarica soprattutto sugli studenti i crescenti disagi;
– La opinabilità, in un contesto così critico, di finanziare direttamente alcuni dipartimenti, operata attraverso la legge di bilancio;
– La inderogabilità di affrontare l’annosa questione delle Aziende Ospedaliere Universitarie, il cui rimpallo di responsabilità tra Aziende e regioni rischia di portare al collasso le attività di ricerca e didattica;
– La richiesta di sapere a che punto era l’iter per l’inserimento dei Co.coco. ed assegnisti nei progetti Horizon 2020. Al riguardo abbiamo ricevuto subito dal capo dipartimento Prof. Mancini la conferma che entro il prossimo mese di febbraio arriverà conferma che l’Europa ha completato il percorso necessario.

La Ministra, appena rientrata da una audizione di cui si è impegnata a trasferirci la documentazione, ha esordito ricordando che siamo a fine legislatura, il che rende difficile modificare scelte ed impianti già in stato avanzato. Ha confermato l’impegno a ri-mettere al centro della discussione politica i settori Ricerca ed Università in quanto valori generali del Paese che attraverso le scelte formative qualificheranno le classi dirigenti di domani. L’obiettivo della qualità è già all’interno dell’obiettivo 4 sviluppo sostenibile in agenda 2030.
Si è impegnata a discutere sui diversi provvedimenti, rappresentando però che ciò che è stato già fatto non è modificabile, mentre si può agire su alcune contraddizioni.
In merito ad es. all’atto di indirizzo da emanare per l’avvio della fase di rinnovo dei contratti nazionali, ha ribadito che intende puntare sulla qualità, che può essere il veicolo per articolare le differenze anche in termini di professionalità e competenze.
Ha ribadito il valore del documento sottoscritto per il P.I. lo scorso 30 novembre, che ha manifestato il forte intento di riequilibrio tra legge e contratto.
Anche il Prof. Mancini ha voluto rappresentare il valore del confronto con le OO.SS., ricordando che è stato già fruttuoso in occasione della definizione della delega Madia. Ha ricordato che il Miur avrà il privilegio di poter delineare le linee guida per tutti gli enti per l’adeguamento degli Statuti al D. Lg.vo 218/16.
Ha ricordato gli sforzi già fatti per riequilibrare le risorse: sono attesi 25 ml nel FOE 2018, sono già stati previsti dal CIPE 26 ml per incrementare le risorse di alcuni enti (16 ml al CNR, 4 all’ INFN, 4 all’INGV, 2 all’Anton Dohrn) e che anche per le Università ci sono stati segnali di inversione di tendenza, seppur timidi, attraverso l’incremento che ha portato a 7,4 mld l’FFO rispetto ai precedenti 6,9mld.
La premialità delle eccellenze deve essere la chiave per poter leggere il finanziamento di 60 ml per la ricerca direttamente nei dipartimenti, ma è stato anche affermato che viene accolta la richiesta di ripensare al ruolo dell’ANVUR.
L’incontro si è concluso con l’impegno a continuare nei confronti.
A margine riferiamo che la richiesta da noi posta al Ministro di spendersi per un 5° e specifico comparto per EPR, Università ed AFAM, anche in occasione della prossima definizione del testo unico del P.I., è stata condivisa da quasi tutti i sindacati, tranne uno che ha espressamente ritenuto la questione chiusa.
Siamo sicuri che un confronto di questo tenore negli anni già passati di legislatura avrebbe potuto fare la differenza, come confermato in parte dai risultati ottenuti sulla delega Madia relativamente all’innalzamento della base di riferimento per il calcolo dell’80% come rapporto tra risorse e costi del personale.
Ci auguriamo che ci siano spazi sufficienti per poter agire nel breve periodo rimasto alla legislatura vista l’importanza delle partite aperte; per quanto ci riguarda, non lasceremo nulla al caso.

La segreteria nazionale

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