martedì 3 Agosto 2021

L’IMU: L’imposta che infiamma la campagna elettorale. A cura dell’Osservatorio UIL Servizio Politiche Territoriali

imuDALL’ISI ALL’IMU UNA RICOSTRUZIONE STORICADELL’IMPOSTA PIU’ CONTROVERSA
A CURA DELL’OSSERVATORIO UIL SERVIZIO POLITICHE TERRITORIALI

PREMESSA
L’IMU sulla prima casa, come prevedibile, è stata messa al centro dell’agenda della politica e sta infiammando la campagna elettorale: chi ne difende l’impianto generale e propone degli aggiustamenti; chi la vuole abolire e lasciarla solo per le case cosiddette di “lusso”; chi punta a rendere più equa l’imposizione sulla prima casa esentando dal pagamento chi paga tra i 400/500 euro.
Ha detto la sua sull’IMU anche l’Unione Europea che vorrebbe fosse un’imposta progressiva.
Per questo l’Osservatorio della UIL Servizio Politiche Territoriali ha elaborato un’analisi di ricostruzione partendo dall’ISI del 1992 per arrivare all’IMU nel 2012, con dati e tabelle riferiti ai costi complessivi e medi dell’imposta negli anni, al numero degli immobili e con i riferimenti legislativi.
ISI
In principio – correva l’anno 1992, con il Governo Amato (Decreto legge n.333/1992) – era l’ISI (Imposta Straordinaria sugli Immobili).
L’aliquota era del 2 per mille per l’abitazione principale e del 3 per mille per gli altri immobili sulle rendite catastali rivalutate con moltiplicatore pari a 100 per le abitazioni (prima e seconda casa) e le loro pertinenze.
Venivano esentati gli edifici di culto, i fabbricati di proprietà delle Santa Sede, i fabbricati appartenenti agli Stati esteri, gli immobili utilizzati per scopi socio assistenziali.
Il costo medio – calcolato in euro – era di 91 euro, con punte di 214 euro Roma e di 200 euro a Milano, mentre l’introito allora fruttò 11.500 miliardi di vecchie lire (5,9 miliardi di euro).

Il Punto del Segretario Generale

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