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lunedì 19 Aprile 2021

Le “favole” del Ministro Gelmini (e i tagli di Brunetta e Tremonti…): i limiti del decreto sullo sviluppo e della manovra economica

Il 5 maggio 2011 il Consiglio dei Ministri ha varato il decreto legge su “provvedimenti urgenti per lo sviluppo”.

A nostro giudizio la strategia economica del Governo per il periodo 2011 – 2013 penalizza pesantemente i nostri settori e trascura il problema del precariato di Università, Ricerca e Afam.

Diciamo subito che sarebbe errato limitarsi alla considerazione di quest’ultimo decreto legge (che speriamo comunque non si risolva in una misura prettamente elettorale) per giudicare gli effetti complessivi della manovra economica. E’ invece opportuno richiamare l’attenzione dei lavoratori di Università, Ricerca e Afam soprattutto sul Programma Nazionale di Riforma, sul Documento di Economia e Finanza 2011 e sul Programma di Stabilità: atti sui quali il Senato ha votato nelle ultime ore e che adempiono agli  impegni assunti nel “Patto per l’Euro” siglato dal Consiglio dei Capi di Stato e di Governo UE il 24/25 marzo u.s.

Sappiamo tutti, infatti, che lo sforzo degli attuali governanti è quello di “vendere” al meglio le misure recentemente varate in tema di semplificazioni fiscali e burocratiche, interventi questi che hanno già visto una positiva ed al tempo stesso tiepida accoglienza da parte del mondo imprenditoriale.

Anche il credito di imposta per progetti di ricerca scientifica finanziati dalle imprese e svolti negli Atenei o negli Enti Pubblici di Ricerca (disciplinato nell’art. 1 del decreto, ma di cui ancora non si conosce la copertura finanziaria effettiva per il 2011 e 2012) è stata una richiesta degli industriali, diretta alla incentivazione delle sinergie pubblico – privato.

Trascuriamo ogni considerazione (ambientale ed economica) sulle misure riguardanti i “distretti turistici” limitandoci ad una battuta: a questo Governo piace più agevolare i concessionari degli stabilimenti balneari  piuttosto che i ricercatori!

Formuliamo invece un giudizio di totale insufficienza di queste misure sia dal lato dello sviluppo (la crescita prevista del PIL per i prossimi anni sarà al massimo dello 0,4% su base annua), sia soprattutto dal lato degli effetti occupazionali: il provvedimento stesso non prevede interventi riguardanti la disoccupazione giovanile, il cui tasso per l’Italia rimarrà anche nei prossimi anni tra i più elevati del vecchio continente.

Per quanto riguarda il precariato sottolineiamo che ai significativi interventi per la Scuola non corrispondono parallele misure riguardanti i settori di Università, Enti Pubblici di Ricerca e AFAM. Precariato per il quale la UILPA RUA continua a concentrare i suoi sforzi  di elaborazione e di proposta, senza però ricevere sin qui la giusta attenzione dalle istituzioni e dal sistema politico.

Infine: assenza totale delle agevolazioni fiscali per il lavoro dipendente e delle misure tese a contenere “i costi della politica”, così come richiesto con insistenza dalla UIL in questi anni a tutti i Governi. A ciò si aggiunge la completa mancanza di coraggio nella selettività dei “tagli” operati o messi in cantiere, così come giustamente suggerito dal Capo dello Stato (con specifico riferimento alla salvaguardia dei settori della alta conoscenza e competenza).

 La Segreteria Nazionale UILPA RUA

In allegato sono riportate le schede di sintesi del decreto legge su “provvedimenti urgenti per lo sviluppo”, con particolare riferimento alle tematiche di maggiore interesse per i nostri settori.

Allegato 1: pubblico impiego
Allegato 2: università
Allegato 3: ricerca
Allegato 4: afam

 

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