lunedì 26 Luglio 2021

Lettera ai GAU – Covid-19 – Fase 2 – Linee Guida

Carissime, Carissimi,
la grave Pandemia da Covid 19 che ha colpito il nostro Paese ha rivoluzionato le nostre vite sia sotto il profilo personale che lavorativo. In questo contesto i nostri settori hanno dato conferma del grande senso di responsabilità e senso del dovere riuscendo a garantire con spirito di abnegazione tutti i servizi. Un ringraziamento particolare a tutti le nostre colleghe e colleghi che lavorano nelle aziende ospedaliere e policlinici universitari, in prima linea per combattere questo nefasto virus.

Con la nostra azione sindacale siamo tutti noi riusciti a stare accanto virtualmente a tutte le lavoratrici e lavoratori dei nostri settori, vigilando sulla corretta applicazione delle misure governative previste a tutela e garanzia del diritto alla salute.

Dobbiamo continuare su questa strada prestando la massima attenzione a quella che viene definita LA FASE 2. Dobbiamo interagire con le amministrazioni per chiedere e monitorare che siano rispettate le misure di sicurezza e garantire una graduale riprese del servizio in presenza. Ricordiamo che la sicurezza è materia di contrattazione e che anche il Protocollo di Accordo per la prevenzione e la sicurezza dei dipendenti pubblici in ordine all’emergenza sanitaria da “COVID 19” sottoscritto dai Sindacati Confederali con il Ministero della Pubblica Amministrazione, prevede che le amministrazioni promuovano modalità di comunicazione e confronto con le rappresentanza sindacali al fine di condividere informazioni e azioni svolte a contemperare la necessità del personale e dell’utenza, con quella di garantire l’erogazione dei servizi pubblici essenziali e indifferibili.

Abbiamo pensato anche per la FASE 2 di condividere attraverso delle linee guida, i principi fondamentali a cui rivolgere la nostra azione e le misure a tutela e sicurezza della salute dei dipendenti da prevedere nelle nostre sedi di lavoro.

Grazie per il vostro lavoro.

Federazione UIL SCUOLA RUA
“Ricerca Università Afam”
Il Commissario straordinario
Antonio Foccillo

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AMBITO GENERALE

Sostenere il principio di fondo secondo cui solo la sicurezza attuale potrà garantire la ripresa dello sviluppo futuro a tutti i livelli.

Il nostro assunto di base deve essere lo stesso sostenuto dai migliori scienziati del Paese ovvero la “garanzia di distanziamento sociale fino alla fine dell’emergenza”.

Fondamentale mantenere, fino alla fine dello stato di emergenza, il lavoro agile quale attività ordinaria di lavoro, così come anche definito dal D.L. 18/2020, dalla direttiva 2/2020 e dalla circolare 2/2020 della Funzione Pubblica.

È necessario evitare una ripresa incontrollata di presenza fisica sui luoghi di lavoro poiché potrebbe costituire direttamente o indirettamente veicolo di nuovi contagi e o focolai.

Le attività dei servizi pubblici, ivi comprese quelle dei presidi culturali e scientifici come quelle dei servizi infrastrutturali essenziali e quelle delle produzioni indispensabili, fatto salvo il contributo che la Comunità Accademica accreditata e i ricercatori rendono all’azione istituzionale di controllo, monitoraggio, indirizzo e cura del covid-19, possono continuare ad essere svolte a distanza.

Il lavoro agile consentirà di limitare la presenza nelle sedi del personale.

Ribadire con forza, che le linee di indirizzo ed i criteri per la garanzia e il miglioramento dell’ambiente di lavoro, per gli interventi rivolti alla prevenzione e alla sicurezza sui luoghi di lavoro siano oggetto di contrattazione integrativa, come previsto nel CCNL 2016/2018: all’art. 42, comma 3, lettera i) per il settore Università; all’art. 68, comma 4, lettera k) per il settore Ricerca; all’art. 97, comma 3, lettera a/a1 a livello nazionale e lettera b/b5 a livello di istituzione per il settore Afam.

L’Organismo paritetico per l’innovazione, costituito per l’Afam al MUR (ex MIUR) e per gli Enti di Ricerca a livello nazionale, dovrà essere coinvolto in fase progettuale e organizzativa sugli interventi di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro con il preciso intento di ottenere il pieno rispetto reale delle garanzie di tutela della salute di tutti i lavoratori.

Chiedere, anche nella definizione (che non può essere unilaterale ma partecipata e condivisa) delle cosiddette attività indifferibili, di limitare (e meglio ancora impedire/vietare) la naturale (e già presente) spinta di “scienziati” ed “accademici” alla partecipazione anche in questa fase critica ad attività che comportano mobilità, ingressi, missioni, tirocini, attività di monitoraggio esterno, congressi etc.).

Valorizzare al massimo il lavoro dei nuclei che garantiscono le attività di comunicazione remota, i collegamenti telematici e telefonici indispensabili per la estensione ed ottimizzazione del lavoro agile.

I riflessi sulla qualità del lavoro e sulla professionalità delle innovazioni tecnologiche e dei processi di informatizzazione inerenti i servizi amministrativi e di supporto dell’Ateneo, dell’Ente e delle Istituzioni, sono oggetto di contrattazione integrativa ai sensi del CCNL 2016/2018 come previsto: all’art. 42, comma 3, lettera o) per il settore Università; all’art. 68, comma 4, lettera o) per il settore Ricerca; all’art. 97, comma 3, lettera b/b6 a livello di Istituzione per il settore Afam.

Garantire che le misure di salvaguardia siano estese a tutto il personale precario al quale, nella maggior parte dei casi, la presenza in servizio è resa obbligatoria.

Attenersi scrupolosamente alle disposizioni normative al fine di ottenere una linea di azione preventiva, rigida su tutto il territorio italiano, consentendo che:
• nelle regioni centro-settentrionali vengano ridimensionati i numeri dei nuovi contagi e dei decessi;
• nelle regioni del centro-sud per evitare il diffondersi dell’epidemia.


MISURE DI PREVENZIONE

L’Amministrazione dovrà fornire un’adeguata dotazione di dispostivi di sicurezza:

a) mascherina filtrante FFP2 senza valvola almeno una al giorno o mascherina chirurgica almeno due al giorno;
b) guanti monouso in lattice o vinile o nitrile almeno tre al giorno.

Inderogabile uno screening di massa e test per i lavoratori prima del rientro a garanzia personale, collettiva e dell’utenza in genere.

Dotazione di apparecchiature idonee alla misurazione a mezzo scanner della temperatura per la necessaria verifica prima dell’accesso di tutto il Personale e dell’utenza degli Enti di Ricerca, degli Atenei, degli istituti Afam. In nessun caso è ammessa l’autocertificazione della misurazione della temperatura per l’accesso alle strutture lavorative.

Divieto di circolazione all’interno dei centri sprovvisti di DPI.

La turnazione/rotazione del Personale al fine di contingentare la presenza e gli accessi del Personale stesso, con il preciso intento di diminuire al massimo i contatti e garantire il rispetto della distanza sociale minima di due metri.

Sanificazione giornaliera svolta da ditte specializzate e certificate e/o dal personale interno addetto alle pulizie formato all’utilizzo dei prodotti di sanificazione, degli ambienti di lavoro, delle mense, delle scale, degli ascensori, delle porte, delle aree di passaggio comune, dei servizi igienici, ecc., attraverso 3 distinte fasi di sanificazione eseguite inderogabilmente prima dell’orario di apertura degli uffici/servizi:
a) Pulizia ordinaria con detergenti di uso comune;
b) Pulizia con prodotti antibatterici e disinfettanti;
c) Pulizia con Etanolo al 70% (alcol) o prodotti similari.

Sanificazione e verifica degli impianti di ventilazione da ripetere periodicamente.

Messa a disposizione di detergenti per la pulizia delle mani in quantità adeguata.

Aerazione ambienti almeno ogni ora degli uffici e dei luoghi di aggregazione comuni.

Formazione dipendenti su utilizzo DPI e relativo smaltimento da effettuarsi obbligatoriamente a tutto il personale in modalità e-learning prima dell’inizio fase 2 se non si usano correttamente i dpi possono essere fonte di infezione.

Dotare le portinerie di microfoni e schermo protettivo (vetro o plexiglass) e di tutti i dispositivi di protezione previsti dalle normative.

Contingentare gli accessi e le uscite per evitare possibili momenti aggregativi e di affollamento ai rilevatori di presenza, sia in entrata che in uscita, attraverso lo scaglionamento degli orari di ingresso e uscita dei lavoratori.


LAVORO AGILE

Come più volte richiamato il lavoro agile deve continuare ad essere l’ordinaria modalità di lavoro fino alla fine dello stato di emergenza.

Dovrà essere garantito, ove le attività lo prevedano, il lavoro agile 5 giorni su 5:
a) per le persone affette da disabilità certificate ex L. 104/92 (art. 3, commi 1 e 3) o art. 26 D.L. 18/2020 o patologie e immunodepressioni;
b) per i Genitori che hanno figli o parenti a carico affetti da disabilità certificata ex L. 104/92 (art. 3, commi 1 e 3 o art. 26 D. L. 18/2020 o patologie e immunodepressioni;
c) per i Genitori che hanno figli di età fino ai 12 anni (estendere fino ai 14 anni – ultimo anno della 3ª media);
d) per i servizi di cura e assistenza agli anziani fornita dai familiari.

Alla luce delle criticità riscontrate a seguito dell’avvio repentino in alcune sedi di lavoro in assenza di una precedente regolamentazione, si rende urgente e necessario un confronto con le amministrazioni per la definizione di alcune misure quali le forme ed i tempi di monitoraggio dell’attività prestata in remoto (reportistica).

Garantire almeno che il 50% dei lavoratori, che non rientrano nelle casistiche di cui sopra, resterà comunque in telelavoro o lavoro agile (turnazione).

I regolamenti interni non potranno porre limiti al numero di giorni/mese in Smart Working (comunque non meno di come previsto dalla norma) e potranno prevedere, in deroga ai contratti, l’esonero dal rientro per i telelavoristi nei giorni di rientro programmato.

Ai lavoratori in telelavoro e lavoro agile sono garantiti tutti gli strumenti contrattuali e servizi previsti dal CCNL e dai rispettivi contratti integrativi compresa l’indennità sostitutiva mensa (o ticket restaurant).


RIENTRO GRADUALE (quando sarà prevista la ripresa)

Il rientro dovrà essere graduale e, a nostro avviso, in una prima fase e solo dopo il via libera del Ministro della Pubblica Amministrazione, dovrà riguardare esclusivamente i lavoratori le cui conoscenze e abilità lavorative siano ritenute indifferibili e non eseguibili in remoto.

Nella seconda fase e sino alla conclusione dello stato emergenziale, fermo restando il massimo utilizzo della modalità lavorativa in remoto attraverso il lavoro agile, potranno essere chiamati in presenza presso il proprio ufficio o il proprio laboratorio, tutte le lavoratrici ed i lavoratori le cui attività non consentono il ricorso al lavoro agile.

Nel programmare la ripresa delle attività lavorative, dovranno essere garantite:
a) Incentivazione della flessibilità oraria in entrata ed uscita con il preciso intento sia di evitare momenti aggregativi e di affollamento alle macchinette timbratrici, sia per evitare l’utilizzo contemporaneo dei mezzi di trasporto pubblici;
b) Rispetto di tutte le norme di prevenzione e protezione previste dalla normativa, in presenza di servizi ristoratori presso i plessi dell’Ente.

Anche in queste situazioni, si raccomanda in ogni caso, di tener conto dei seguenti parametri:
a) Esclusione dal rientro in servizio, dei lavoratori “fragili” ovvero di quei lavoratori con immunodepressione innata o acquisita (certificata) o che hanno figli o parenti a carico affetti da disabilità certificate ex L. 104/92 (art. 3, commi 1 e 3) o art. 26 D.L. 18/2020 o patologie e immunodepressioni;
b) Esclusione dal rientro in servizio dei lavoratori che, nell’ambito del proprio nucleo familiare, hanno familiari conviventi con situazioni di immunodepressione innata o acquisita (certificata);
c) Rientro graduale in servizio dei lavoratori in fascia di età considerata a minor rischio;
d) Rientro graduale in servizio dei lavoratori forniti di mezzo di trasporto proprio garantendo idonei spazi di parcheggio (gratuiti);
e) Organizzazione di postazioni e spazi di lavoro in maniera tale da garantire sempre il rispetto della distanza di minima di due metri, pianificando il rientro in modo tale da far lavorare i lavoratori in stanza singola.

Il Punto del Segretario Generale

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