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lunedì 19 Aprile 2021

Lettera ai GAU: Direttiva n. 3/2020 Ministero Pubblica Amministrazione – Modalità di svolgimento della prestazione lavorativa nell’evolversi della situazione epidemiologica da parte delle pubbliche amministrazioni

È stata emanata la direttiva n. 3 a firma della Ministra della Pubblica Amministrazione con la quale si forniscono ulteriori indicazioni in merito alle modalità di svolgimento della prestazione lavorativa nell’evolversi della situazione epidemiologica da parte delle pubbliche amministrazioni (FASE 2).

Vi riportiamo un’analisi delle disposizioni contenute nella direttiva e per un maggiore approfondimento vi trasmettiamo il documento completo.

Analisi della Direttiva 3/2020

La direttiva richiama le disposizioni dell’art. 87 del Decreto Legge n. 18/2020, convertito con modificazioni, in Legge n. 27/2020, e il DPCM 26.04.2020 che, nel definire le misure per il contenimento del contagio da COVID -19 nella cosiddetta Fase 2, fa salvo quanto previsto dal soprarichiamato art. 87 che tra l’altro definisce il lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni fino alla fine dello stato di emergenza , ovvero fino ad una data antecedente stabilita con DPCM su proposta del Ministro della Pubblica Amministrazione.

Se la direttiva conferma anche per questa FASE 2 che la disciplina normativa applicabile alle pubbliche amministrazioni continua a rimanere quella contenuta nell’articolo 87 rileva altresì che la normativa deve essere letta alla luce delle misure di ripresa della fase due introdotte dal DPCM 26 aprile 2020 che ha ampliato il novero delle attività economiche (Ateco) non più soggette a sospensione.

Infatti si prevede che le pubbliche amministrazioni nel proseguo delle attività fino ad oggi garantite possono rivedere le attività indifferibili, ampliando la serie di quelle individuate nella prima fase, e quelle da rendere in presenza anche per assicurare il necessario supporto all’immediata ripresa delle attività produttive, industriali e commerciali secondo quanto disposto dal citato DPCM 26 aprile 2020 e dalle future misure normative. Inoltre alla luce delle misure necessarie ad assicurare la ripresa, tra i procedimenti amministrativi da considerare urgenti ai sensi dell’articolo 103 del decreto-legge n. 18 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, rientrano quelli connessi alla immediata ripresa delle citate attività produttive, industriali e commerciali rispetto alle quali le pubbliche amministrazioni, per quanto di competenza, ricevono e danno seguito alle istanze e alle segnalazioni dei privati.

Si conferma la possibilità di svolgere le attività che devono essere garantite sia nella sede di lavoro – anche solo per alcune giornate, nei casi in cui il dipendente faccia parte del contingente minimo posto a presidio dell’ufficio – sia con modalità agile.

Le amministrazioni dovranno altresì valutare se le nuove o maggiori attività possano continuare a essere svolte con le modalità organizzative fino ad oggi adottate ovvero se le stesse debbano essere ripensate a garanzia dei servizi pubblici da assicurare alla collettività.

Qualora le eventuali riaperture dei settori e delle attività economiche – anche nei termini che saranno definiti con le prossime misure – rendessero necessario un ripensamento delle modalità organizzative e gestionali al fine di potenziare il ruolo propulsivo delle amministrazioni, dovranno avvenire nel rispetto della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.

Si dovranno definire modalità di gestione del personale duttili e flessibili, affinché il supporto alla progressiva ripresa delle attività sia adeguato e costante tale da assicurare comunque la ragionevole durata e la celere conclusione dei procedimenti. Le amministrazioni pubbliche sono invitate a comunicare, con ogni mezzo idoneo, le modalità di erogazione dei servizi al fine di garantire la massima e tempestiva informazione dell’utenza.

Con questa direttiva inoltre si pone l’accento su come, nell’ottica di accelerare l’innovazione organizzativa come presupposto per incrementare il ricorso al lavoro agile nella fase successiva all’emergenza, ciascuna amministrazione è chiamata ad implementare azioni di analisi organizzativa, di monitoraggio e di semplificazione delle procedure, oltre a quelle di investimento nelle tecnologie informative e di sviluppo delle competenze.

Le amministrazioni dovranno quindi mettere a regime e rendere sistematiche le misure adottate nella fase emergenziale, al fine di rendere il lavoro agile lo strumento primario nell’ottica del potenziamento dell’efficacia e dell’efficienza dell’azione amministrativa.

Si fa inoltre leva sulla attività formativa come strumento di accompagnamento del proprio personale nel processo di trasformazione digitale dell’amministrazione e di diffusione della capacità di lavorare in modalità agile per il raggiungimento degli obiettivi assegnati, limitando al massimo il rischio di stress correlato alle nuove modalità di lavoro e garantendo il diritto alla disconnessione.

Relativamente alle misure organizzative di prevenzione e protezione dell’articolo 87 del d.l. 18/2020 in materia di prestazione lavorativa le pubbliche amministrazioni, in relazione al rischio specifico ed anche sulla base dell’integrazione al documento di valutazione dei rischi, identificano misure organizzative, di prevenzione e protezione adeguate al rischio di esposizione a SARS-COV-2, nell’ottica sia della tutela della salute dei lavoratori sia del rischio di aggregazione per la popolazione, coerentemente con i contenuti del documento tecnico “Ipotesi di rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione” approvato dal CTS nella seduta n. 49 del 09/04/2020 e pubblicato da INAIL.

Resta fermo per le pubbliche amministrazioni la misura di diffusione in tempo reale o comunque con la massima celerità tra i propri dipendenti, anche utilizzando gli strumenti telematici di comunicazione interna (come ad esempio: sito internet, intranet, newsletter, messaggistica per telefonia mobile), le informazioni disponibili, con particolare riferimento alle misure di protezione personale rinvenibili sul sito del Ministero della Salute, verificandone costantemente gli aggiornamenti. Infine, è fondamentale che le amministrazioni realizzino un’incisiva ed efficace attività di informazione e formazione, con particolare riferimento al complesso delle misure adottate cui il personale deve attenersi

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