domenica 1 Agosto 2021

Parole controvento

A seguito della relazione della Corte dei Conti sul costo del lavoro pubblico, dopo letture parziali e mirate, ricominciano le invettive giornalistiche sui pubblici dipendenti e sui loro sindacalisti utilizzando i soliti luoghi comuni che caratterizzano coloro che non approfondiscono, ma vogliono comunque fare notizia, scandalizzare, aizzare l’opinione pubblica e sviarla dalla realtà.

Non vogliamo fare confronti, alzare (od abbassare) il tiro chiamando a render conto i giornali tendenziosi, i giornalisti prezzolati, i politici e gli amministratori corrotti, i dirigenti strapagati, ecc. Sarebbe scontato nasconderci dietro il discutibile ed evidente operato di chi costa cifre spropositare o di chi sperpera denaro pubblico.

Vorremmo, però, che i “predicatori”, oltre ad essere d’esempio, venissero nei nostri luoghi di lavoro, e qui non si parla delle istituzioni, ma proprio dei laboratori, delle corsie, delle aule, delle biblioteche, degli uffici, delle segreterie dove i Dipendenti delle Università, degli Enti di Ricerca, delle Accademie, dei Conservatori, lavorano e garantiscono al Paese quel Sapere e quello Sviluppo (ormai non più sovvenzionato) che garantiscono crescita, civiltà e formazione.

Tutto quell’assenteismo sbandierato, non c’è e chiunque avesse voglia ed occhi per guardare non lo vedrebbe.

Mentre fuori la campagna di vergogna continua, dentro si lavora!

Mentre si dileggia il sindacalismo, non si conosce l’arroganza e la prevaricazione dei vertici che, lasciati senza controparte, annullerebbero tutte le prerogative contrattuali e sociali dei Lavoratori.

Lo sbando è dietro le porte e Brunetta è stato il portinaio che ha fatto entrare il paradigma dell’iniquità, basti dire che ai Dipendenti statali, quando s’ammalano davvero, vengono prelevati dei soldi dallo stipendio!

Lo stesso ex ministro (risultato essere molto assenteista) nelle leggi che oggi meritano sostanziali modifiche ha decretato, che il salario accessorio deve essere barattato con la dignità.

L’inapplicabilità delle norme brunetta, si è resa immediatamente evidente ed anche l’attuale ministro Patroni Griffi se n’è reso conto.

Fare di tutt’un’erba un fascio tagliato per di più con una miope accetta non può portare nessun miglioramento.

Noi vogliamo trasparenza, partecipazione, condivisione, equità e dovrebbero essere le stesse amministrazioni a pretendere questo modello.

La UILRUA, come sempre, è pronta ad affrontare le sfide con i propri Rappresentanti che nel territorio dimostrano quotidianamente che il Sindacato c’è e ci deve essere.

La Segreteria Nazionale

stampa

Il Punto del Segretario Generale

Ultime news