domenica 26 Settembre 2021

Assegnate le risorse per la stabilizzazione agli enti di ricerca

simboli-comparti ricercaRoma, 17 aprile 2018
In data 11 aprile 2018 è stato firmato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di assegnazione agli EPR delle risorse per la stabilizzazione dei precari.

Il DPCM da’ seguito alle previsioni inserite nell’art. 1, comma 668 della Legge 205/17 (Legge di Bilancio per il 2018). Tale Decreto individua in particolare i criteri di ripartizione del fondo appositamente costituito per la stabilizzazione (complessivamente pari a 13 mln di euro per il 2018 e ed a 57 mln di euro per il 2019) e quindi definisce le specifiche risorse destinate agli Enti Pubblici di Ricerca beneficiari (si veda tabella 1 allegata al DPCM):

Area di Ricerca Scientifica e Tecnologica di Trieste – Area Science Park, CNR, Istituto Italiano di Studi Germanici, INAF, INFN, INGV, Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS, INRIM, Museo Storico della Fisica e Centro Studi e Ricerche “Enrico Fermi”, Stazione Zoologica “Anton Dohrn”, INDIRE e ISPRA.

Tale ripartizione delle risorse tra questi EPR conferma in buona sostanza quanto preannunciato dal Governo nelle diverse interlocuzioni avvenute con le Organizzazioni Sindacali. A ciò si aggiunge che, secondo quanto previsto dall’art. 1, comma 671 sempre della Legge 205/17, i suddetti Enti destinano al percorso di stabilizzazione “risorse proprie aventi carattere di certezza e stabilità”, nel rispetto dell’art. 9 del DLGS 218/16 in materia di fabbisogno e “in misura pari ad almeno il 50 per cento dei finanziamenti ricevuti”.

Il DPCM stabilisce che gli EPR ricompresi nella ripartizione del fondo dovranno trasmettere entro il 31/12/18 alla Funzione Pubblica ed al MEF i dati concernenti il personale assunto e la spesa annua lorda a a regime effettivamente da sostenere per il trattamento economico complessivo, in base al costo medio annuo per ciascuna qualifica di personale ai sensi di quanto previsto dal DLGS 218/16. Tale previsione supera modifica a nostro avviso i contenuti della Circolare n. 1 della Funzione Pubblica, in particolare per quanto concerne il trattamento accessorio.

La Funzione Pubblica ed il MEF provvederanno alla ripartizione di eventuali economie derivanti da mancato o parziale utilizzo delle risorse destinate ai singoli EPR, applicando una nuova ripartizione secondo il medesimo regime di proporzionalità definito nel DPCM.

Va ricordato che il DPCM non si applica per l’ISS, l’ISTAT, il CREA e l’INAPP, Enti già destinatari di misure e risorse specifiche in materia di stabilizzazione del personale precario (rispettivamente, DL 244/16, convertito dalla Legge 19/17, e commi 673 e 811 dell’articolo 1 della della Legge 205/17) e che, “tra l’altro, non hanno fornito i dati richiesti con la nota del Dipartimento della funzione pubblica del 25 gennaio 2018, n. 6046”.

Nella ripartizione del DPCM non sono inoltre ricompresi l’INDAM (avendo tale Ente comunicato “di non avere personale in possesso dei requisiti di cui all’articolo 20 del decreto legislativo n. 75 del 2017”), l’ASI, l’INVALSI e l’ENEA, avendo questi ultimi Enti “risorse disponibili già sufficienti a far fronte alle esigenze di superamento del precariato di cui all’articolo 20 del decreto legislativo n. 75 del 2017”.

Alla luce di quanto previsto dal DPCM dell’11 aprile 2018, riteniamo quindi necessario operare affinché le Amministrazioni procedano in modo tempestivo ad avviare ed attuare il processo di stabilizzazione negli EPR, definendo tutti gli opportuni atti previsti dalla legge e assicurando un costante e fattivo confronto con il Sindacato.

La Segreteria Nazionale

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