venerdì 22 Ottobre 2021

Enti di Ricerca: L’attacco scellerato continua

Anche con il Governo Monti il disegno di smantellamento degli Enti pubblici di ricerca continua ad essere riproposto in modo pervicace. Dopo la fase del 2010, che ha visto ISPESL, ISAE, ENSE, IISG, INSEAN e IAS sciolti o confluiti in realtà anche disomogenee, arriva ora una nuova serie di tentativi di fusioni o scioglimenti assolutamente irrazionali ed inaccettabili.

Da tempo la UIL RUA sta contrastando la politica miope di riduzione di investimenti e di svilimento delle professionalità della ricerca. Le stabilizzazioni iniziate nel 2007 sono state bruscamente interrotte, con la conseguenza che il precariato – a cui non si è messo mano in maniera strutturale – continua a crescere: oggi tra tempi determinati, CoCoCo ed altre forme ancor meno “regolari”, i precari inseriti negli EPR in attività ordinarie rappresentano all’incirca al 40% dei lavoratori di ruolo. A ciò si aggiunge che il blocco del turn over sta impedendo il ricambio generazionale e che a tutt’oggi il DPCM autorizzativo per l’utilizzo del turn-over 2009 è ancora fermo (da oltre tre mesi) al MEF per l’ultimo visto.

In questo quadro drammatico, vengono delineate ipotesi di trasformazione dell’ISPRA in una Agenzia, di creazione di una Agenzia in cui inserire l’ISFOL ed Italia Lavoro, di accorpamento degli enti di ricerca in Agricoltura. In alcuni casi, tali progetti sembrano addirittura nascere su proposta delle forze di “centro – sinistra” ora al Governo, in perfetta continuità con quanto fatto dal precedente Governo Berlusconi. Il tutto, senza che venga fornita alcuna informazione e senza la richiesta alcun parere al sindacato e alla stessa comunità scientifica.

In un silenzio assordante si sta tentando di liquidare la ricerca pubblica, non considerando il suo valore strategico per lo sviluppo e l’innovazione del Paese. Va denunciato con decisione che il disegno di eliminare gli Enti di ricerca rappresenta un attacco al sistema democratico “dei pesi e contrappesi” e alla stessa possibilità di indagini e verifiche terze sulle politiche del Governo, peraltro in settori fondamentali. Ieri si è messo il bavaglio alla ricerca in materia economica (ISAE) e per la prevenzione e sicurezza sul lavoro (ISPESEL), oggi si vuole negare la ricerca nel campo ambientale ed agricolo (ISPRA e CRA), nella formazione e nel mercato del lavoro (ISFOL).

Alla luce degli stati di agitazione già indetti in alcuni Enti, in occasione della manifestazione prevista per il prossimo 12 aprile presso il MIUR, la UIL RUA chiederà al Ministro Profumo di fare chiarezza sulle logiche di questi provvedimenti dissennati. Parallelamente, è necessario sollecitare tutti le forze politiche ad intervenire per evitare lo smantellamento della ricerca pubblica, per risolvere i problemi del precariato, per lo sblocco del turn over e per riavviare la contrattazione.

In questo quadro, la UIL RUA intende impegnarsi per evitare che i provvedimenti inseriti nei disegni di legge ora all’esame del Parlamento possano determinare ulteriori soppressioni degli Enti di ricerca, magari con il pretesto di risparmi che mai si verificheranno, ovvero per soddisfare l’appetito di qualche burocrate e politico di turno, che pensa di candidarsi a Presidente o Direttore di qualche nuova Agenzia.

UIL RUA
Alberto Civica

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