domenica 26 Giugno 2022

ASI: Comunicato al Personale

In particolare in epoca di pandemia e di emergenza nei rapporti internazionali le spinte alla centralizzazione dei poteri si sono fatte sempre più forti.

Nessuno, però, può chiedere a un sindacato come la UIL – e tanto meno alla UIL-RUA che opera nei settori nei quali la valorizzazione dell’ autonomia dovrebbe costituire principio basilare – di assuefarsi, mesti e silenti, ad un decisionismo tutto politico e che si sta spingendo ora fino a minare le fondamenta, già molto precarie, della “governance” del nostro sistema di ricerca pubblico extra-universitario.

In concreto: le disposizioni contenute nel DL Legislativo n. 36 del 30 aprile 2022 varato dal Governo in attuazione delle misure M1C1 – M1C2del PNRR volte al sostegno della “digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella P.A e competitività del sistema produttivo” se da un lato possono essere interpretate come un atto che valorizza il ruolo di alcuni importanti Enti Pubblici di Ricerca (v. Istat, Iss, Enea, etc.) come veri e propri “organi dello Stato” anche nelle materie come lo sviluppo della digitalizzazione/innovazione in ambiti trasversali fondamentali dall’ altro, nel metodo e nel merito, costituiscono un vero e proprio “vulnus” all’ autonomia del settore, all’unità del comparto, alla governance ed al ruolo di coordinamento e vigilanza svolto dal MUR.

Avevamo chiesto, fin dall’ inizio del percorso di approvazione delle linee del PNRR, il forte coinvolgimento delle competenze esistenti negli Enti Pubblici di Ricerca nella gestione del Piano. Ma ritenevamo (e riteniamo) che ciò dovesse (debba) avvenire innanzitutto attraverso la partecipazione diretta degli EPR e del proprio personale nello sviluppo progettuale e programmatico delle misure del PNRR, e con uno stravolgimento di regole e ruoli istituzionali. Invece – come è abitudine oramai consolidata del nostro Paese, senza interlocuzione alcuna con la comunità scientifica interna e tanto meno con le rappresentanze sociali – si coglie l’occasione del PNRR per le incursioni, di nuovi e vecchi “dicasteri”, nel sistema di governo delle istituzioni scientifiche pubbliche.

E lo si fa anche attraverso “riforme” – che seguono a non molta distanza i riassetti attuati ad inizio anni 2000 – che hanno un unico e vero connotato: l’invasione ulteriore dei poteri politici sul sistema della ricerca pubblica, la creazione di pratiche e sovrastrutture che rischiano di alimentare i costi di nuovi apparati burocratici senza con ciò garantire efficienza di gestione e valorizzazione della risorsa umana.

Le disposizioni di cui all’ art. 30 di detto decreto – che ora passa al vaglio del Parlamento ed il nostro auspicio ed impegno sono che esso esca modificato e migliorato – avviano il percorso di una profonda “riforma” dell’Agenzia Spaziale Italiana. Le stesse assumono il carattere di un vero e proprio “fulmine a ciel sereno” nella vita istituzionale dell’Agenzia ed ancor più per i suoi programmi di sviluppo per la valorizzazione del suo ruolo e del suo personale.

Con il DL in questione, infatti:

  • la “vigilanza” dell’attività dell’ASI passa dal MUR alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (e sostenere che al MUR rimangono le proprie prerogative per quanto attiene in senso stretto alle attività di ricerca scientifica appare poco più che un “beffardo eufemismo”);
  • il nuovo Direttore Generale dell’ASI (oggi il DG non è un organo dell’Agenzia ed in base al disposto dell’art.6 del DL 128/2003 esso è di nomina del Consiglio di Amministrazione) sarà designato dal Consiglio dei Ministri (dunque nomina esposta al cambiamento dei “venti” della politica e dell’“alternanza”) e costituirà, con buona pace degli altri “organi”, una sorta di vero e proprio “plenipotenziario- commissario-controllore-facitore per conto dei poteri politici” dell’Agenzia stessa;
  • i poteri della Presidenza del Consiglio si estendono, con pervicace coerenza, alla designazione dei membri del futuro Consiglio di Amministrazione e del collegio dei revisori (gli attuali organi resteranno in carica fino al maggio 2023…) realizzando così una “governance” totalmente etero diretta dalla politica con il mantenimento di compiti solo residuali al MUR; appare peraltro evidente il forte rischio di “antinomie” e contrapposizioni tra “organi” con un C.d.A. il cui peso diverrebbe pressoché ininfluente, soprattutto a fronte delle prerogative tutte politiche proprie del COMINT (Comitato Interministeriale per le politiche dello Spazio e della Ricerca Spaziale);
  • si interviene in profondità anche sull’ attività di valutazione che viene sottratta all’ autonoma organizzazione dell’Agenzia e sottoposta all’ Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR)(sic!!!);
  • anche il Piano Triennale di Attività (PTA) – vero e proprio fulcro programmatico dell’Agenzia – dovrà trovare l’approvazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri (con ciò non solo vengono fortemente limitate le prerogative del MUR ma anche messi a serio rischio i programmi di sviluppo, anche occupazionali, già varati da ASI);
  • per quanto riguarda il sostegno finanziario pubblico l’ ASI esce dal FOE (MUR) e per l’ Agenzia è prevista la costituzione presso il MEF di un apposito Fondo per la copertura delle spese di funzionamento sotto la delega dell’ Autority deputata alle politiche spaziali ed aerospaziali; tutto il meccanismo rischia di comportare una fortissima riduzione della disponibilità effettive di ASI per il proprio funzionamento, mettendo così anche da questo punto di vista in forte discussione il piano di sviluppo (e di rafforzamento occupazionale) già varato da ASI e con esso gli stessi meccanismi di tutela e valorizzazione contrattuale del personale;
  • i nuovi regolamenti interni avranno un percorso diverso di attuazione e saranno sottoposti al controllo e all’ approvazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri in coerenza con le procedure e le modalità di cui all’ art.4 del DL n. 218/2016;
  • verrà ceduto, a titolo gratuito, il pacchetto azionario di ASI in CIRA, il che potrebbe anche costituire un “sollievo” dal punto di vista organizzativo- gestionale per l’Agenzia se non fosse che ciò potrà comportare oltre che una perdita di ruolo anche un indebolimento dal punto di vista dello sviluppo di competenze in tecnologie sempre più fondamentali.

Torneremo con impegno di approfondimento e di forte “vigilanza” sul percorso del provvedimento, certi di tre cose: che il MUR debba fare di più per tutelare e valorizzare il patrimonio di risorse istituzionali, scientifiche ed umane cui è demandata la sua “vigilanza”; che ci opporremo con tutta la nostra forza al tentativo di indebolire e minare l’unità contrattuale ed istituzionale degli EPR e del settore; che chiederemo al Governo ben altre misure di sostegno della ricerca pubblica, extra universitaria ed universitaria, connesse o no al PNRR, ma che esso tarda ancora colpevolmente ad avviare.

Il Segretario Generale
Attilio Bombardieri

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