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giovedì 13 Maggio 2021

CREA: richiesta di incontro urgente sul processo di costituzione del C.R.E.A.

CREAEgregio Signor Ministro,
sono 18 mesi che è stato costituito il neo ente di ricerca denominato CREA, sottoposto alla vigilanza del Suo dicastero. Tante sono le questioni di diretto interesse dei lavoratori ancora aperte con i vertici istituzionali (sviluppo professionale, consistenza fondi accessori, trattamento accessorio TD e altri istituti contrattuali mai applicati) e permane, come dimostra il recente monitoraggio effettuato dall’ente, una complessa e pesante situazione rispetto alla qualità e alla dimensione assunta dalle forme di lavoro flessibile che caratterizzano ancora oggi una quota significativa dei rapporti di lavoro, sia nell’area scientifica che tecnico-amministrativa.

Abbiamo ritenuto che i sacrifici chiesti, in questo lungo periodo, ai lavoratori potessero essere compensati dalle prospettive di rilancio del nuovo ente, assicurate dalla vastità dei temi rilevanti per il sistema agroalimentare che Crea è in grado di affrontare, ma anche dalle dimensioni e dall’unicità del nuovo ente, che, siamo certi, lo rende interlocutore privilegiato del ministero vigilante e potenziale player di peso sul mercato delle commesse pubbliche nazionali e internazionali e che potessero essere giustificati dall’attenzione che la struttura commissariale ha sempre detto di voler rivolgere al ruolo dei lavoratori nel processo di riordino e rilancio dell’ente, evitando possibilmente loro disagi e intraprendendo scelte condivise in materia assunzionale di breve e medio periodo. Dobbiamo purtroppo constatare che sono stati emanati bandi prima di mobilità e a seguire per concorsi pubblici senza nessuna condivisione e casualmente il giorno dopo una lettera unitaria di richiesta di modifica dei titoli di studio, in rispetto del CCNL, per la partecipazione!
Questo sicuramente comporterà che buona parte del personale già CREA attualmente inquadrato nei profili di Ricercatore e Tecnologo non potrà nemmeno partecipare alla selezione, seppur formato all’interno della struttura e legittimamente candidabile alla professionalità richiesta per non parlare poi del numeroso personale precario che, per professionalità ed esperienza, potrebbe ambire alla partecipazione dei suddetti concorsi.
Di conseguenza aumenta la preoccupazione per la prossima emanazione di bandi per il reclutamento di ricercatori/tecnologi per il livello iniziale in quanto se ripresenta una situazione analoga a quanto descritto si rischia già di precludere in partenza la possibilità di partecipazione dell’attuale precariato presente nell’Ente.
Tutto ciò in un contesto che, oltre a rappresentare per i singoli lavoratori una condizione difficile e di continua estrema incertezza, rischia di condizionare pesantemente anche i processi futuri di rilancio dell’attività scientifica . Condizioni che durano ormai da troppi anni e che a fasi alterne, dentro una sequenza ravvicinata di accorpamenti, hanno di fatto già espulso centinaia di lavoratrici e lavoratori mortificando MERITO e COMPETENZA di chi ha contribuito comunque a garantire un significativo ruolo di questa istituzione pubblica a supporto del settore.
Su questo punto riteniamo non più rinviabile l’assunzione di iniziative straordinarie in grado di valorizzare e non più disperdere professionalità e competenze per le quali sono state investite già ingenti risorse.
Chiediamo pertanto, prima dell’avvio di ogni forma di mobilitazione del personale tutto, l’avvio urgente di un confronto per condividere soluzioni adeguate.
Distinti saluti.

FLC CGIL
Francesco Sinopoli
FIR CISL
Alessandro Castellana
UIL RUA
Sonia Ostrica

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