lunedì 26 Luglio 2021

ENEA: A tarallucci e vino

Nel nostro sindacato, in particolare nella nostra categoria, siamo abituati a dire decisamente si o no ma sempre con convinzione e spesso con entusiasmo, non ci piace assumere comportamenti e posizioni ambigue che troppo spesso ci sembrano caratterizzare, invece, alcuni rappresentanti di altre sigle in ENEA.

E’ per questo, che con convinzione, abbiamo aderito alla manifestazione dello scorso 5 maggio presso il Ministero dello Sviluppo economico, non l’abbiamo organizzata perché non ci convinceva la sede, avremmo preferito contestare la “politica dei tagli” presso la sede centrale dell’Agenzia o presso il ministero dell’Economia, ma abbiamo ascoltato il personale e “gli organizzatori” e ci siamo convinti che quella doveva essere solo la prima azione di un piano di mobilitazione che convincesse l’ENEA a recuperare altrove le risorse che venivano sottratte ai servizi .

La buona riuscita della manifestazione incoraggiava altre iniziative soprattutto perché nell’Agenzia diventava operativo un piano di assoluto rigore ai danni del personale che cominciava, in particolare, a subire un disagio crescente nell’utilizzo del trasporto aziendale pressoché in tutti i centri.

L’ENEA, peraltro, convocava i sindacati lo scorso 6 giugno, per confermare che “al momento non c’è neanche un euro disponibile”, anzi per tutto agosto e buona parte di luglio il trasporto aziendale rischia di essere praticamente azzerato a Frascati ed in Casaccia, dopo che lo è stato in altri centri.

Comunque, a parte la rivendicazione di “primogenitura” da parte di qualche “uomo qualunque” che, finalmente, si era ritagliato, con la manifestazione, un piccolo ruolo, le iniziative, fino a questo momento, erano state sorprendentemente unitarie e, avremmo auspicato una ripresa delle stesse,  invece niente…!

Il 5 maggio insieme a Napoleone è sembrato defunto anche l’impeto organizzativo di chi ha fatto di quella manifestazione “lo scopo” per dimostrare la propria esistenza piuttosto che il mezzo per convincere l’ENEA a cambiare strategia nella gestione del personale.

Noi riteniamo che oggi più che mai sia importante riprendere l’iniziativa, purtroppo apprendiamo , che persino le risorse economiche residue raccolte in Casaccia per finanziare trasporto e striscioni per la manifestazione, sarebbero finite in un rinfresco all’interno della “riunione sui referendum promossa della cgil”, destinate da un membro RSU Casaccia che si autoproclama di volta in volta , comitato organizzatore, capo popolo o giustiziere, assumendo i comportamenti e le decisioni del ruolo assegnatosi,  tra il disappunto degli altri colleghi della RSU.

Insomma i tagli sui servizi sono sempre più pesanti, il contratto integrativo è stato inghiottito dalle sabbie mobili ministeriali,  il disagio tra il personale è crescente ma c’è chi ha pensato, evidentemente, di risolvere tutto, anche questa volta a  tarallucci e vino.

Marcello Iacovelli

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