lunedì 26 Luglio 2021

ENEA: Accanimento (non propriamente) terapeutico

Non ci si crede!!!

Dopo due mesi precisi dall’accordo con i sindacati, è stata emessa la circolare commissariale sull’orario di lavoro. Purtroppo i due mesi di “spremitura di meningi” degli addetti ai lavori non hanno prodotto, a nostro avviso, il risultato atteso.

Intanto ci si chiede perché sia il Commissario a firmare un atto di questo tipo che dovrebbe attenere alla disponibilità della Direzione del personale, ma poi entrando nel merito i problemi ci sembrano ancora più seri.

  1. Sul metodo, ma anche sul merito dobbiamo constatare che alcune decisioni in materia di orario di lavoro sono state prese autonomamente dall’agenzia senza un confronto sindacale, parliamo ad esempio della scelta di “cassare” la voce “ritardo pullman” non presente sul contratto EPR ma neanche su quello ENEA ma ormai consolidata consuetudine. La decisione  potrebbe configurarsi come violazione delle prerogative sindacali da parte    dell’Amministrazione, passibile, a nostro giudizio, di denuncia ai sensi dell’ex art. 28 lg.300/70.
  2. 2. La circolare esamina tutte le tipologie di permessi ma, guarda caso, non cita l’art. 8 del CCNL EPR 1998-01, mai disapplicato che prevede forme di permesso retribuito.
  3. Si è concordato sulla riduzione dell’intervallo mensa ma nessuno ha condiviso la riduzione dell’orario di funzionamento della stessa che comporterà lunghe code nei centri maggiori.
  4. Non si specifica che le ore lavorate in eccesso, secondo gli accordi, possono essere utilizzate anche per le chiusure centro già avvenute.
  5. Ci è stato riferito che l’ufficio normativa, attraverso la sua responsabile, ha fornito agli uffici del personale dei centri, interpretazioni personali e (come al solito)  restrittive degli accordi sottoscritti e delle legittime applicazioni che hanno disorientato gli utenti.

Insomma, si rischia di trasformare un accordo positivo e vantaggioso per i dipendenti dell’Agenzia nell’ennesimo restringimento, l’ennesima piccola vessazione ai danni degli stessi.

E’ un problema di mentalità ma anche di persone:

  • ricordiamo, ad esempio, la festa nazionale del 17 marzo, con la circolare che inopinatamente, invitava a prendere un giorno di ferie.
  • Ricordiamo i giorni di calamità naturale mai scontati ai dipendenti assenti.
  • Ci viene alla mente la circolare retroattiva sull’utilizzo del mezzo proprio per spostamenti di servizio (unico esempio in tutti gli EPR) e
  • temiamo per la prossima circolare sul trattamento di missione (già in bozza) che, per quanto a nostra conoscenza, tratterà i ricercatori ENEA come gli  “attendenti” di quelli del CNR.

Ma purtroppo dobbiamo ricordare, anche, in materia di gestione del personale che oggi il tempo medio per un trasferimento “normale” nell’agenzia è di un anno , mentre sei mesi sono passati (sin ora) per correggere con le matite rosse e blu, un regolamento sulla mobilità esterna.

Sul fondo per il salario accessorio del 2011 ancora in alto mare, stendiamo un velo pietoso mentre sulla politica relativa alle future assunzioni vorremmo maggiore chiarezza, anche a nome dei 118 vincitori di concorso che aspettano il loro turno tra speranze e disillusioni.

E’ora di cambiare registro!

Chiediamo maggiore equilibrio nella gestione di tutte le questioni legate al personale, in particolare chiediamo di evitare l’accanimento negativo che sembra caratterizzare alcuni uffici del terzo piano.

Siamo disponibili sin d’ora ad un incontro per risolvere positivamente alcuni problemi generati dall’ultima circolare e per stabilire nuove regole che rendano migliore il clima da “tutti contri tutti” che si respira in molti Centri dell’Agenzia che la scarsa concertazione, le lunghe attese di decisioni e alcune recenti meschinerie interpretative  hanno ulteriormente alimentato.

UIL Ricerca Università Afam
Marcello Iacovelli
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