giovedì 29 Luglio 2021

ENEA: Caccia al tesoro (ovvero zoom sull’inquadramento dei giovani ricercatori)

Dopo un fitto calendario di incontri “tecnici” tra ENEA ed OO.SS. che hanno portato alla riunione del 3 novembre u.s. (leggi comunicato UIL del 4/11 u.s) registriamo una pericolosa situazione di stallo verso la definizione del contratto integrativo 2006-09 e delle tabelle di equiparazione ENEA-EPR.

Ricordiamo sempre che il tempo non gioca a nostro favore e che per gli effetti della lg.122/10 potremmo trovarci nel paradosso di avere i soldi ma di non poterli spendere se non si arriva ad una “chiusura certificata” della trattativa immediatamente.

Al di là delle questioni tecniche e di qualche parere contrastante tra Organizzazioni sindacali, il vero motivo dello “stallo” sta nella mancata interlocuzione dell’ENEA con Funzione Pubblica e Tesoro, interlocuzione ripetutamente cercata dall’agenzia, che però non sembra, sino ad ora, godere di grande ascolto presso i due dipartimenti ministeriali.

Questa dovrebbe essere la settimana buona anche perché ci risulta, finalmente, l’intervento diretto del Commissario a sollecitare l’incontro .

Solo una volta ottenuto il “semaforo verde” da parte degli organi di controllo, si potranno sciogliere i vari nodi ad un tavolo di trattativa “idoneamente composto”, dando per scontato che tutti lavorino nell’interesse di tutto il personale e che nessuno voglia operare nell’illegittimità.

Di alcuni problemi aperti di interesse di tutto il personale abbiamo trattato nel nostro ultimo comunicato ma va ulteriormente evidenziato che se il pieno inserimento nel comparto di ricerca si realizza attraverso la rigida applicazione di norme, rischieremmo di penalizzare i ricercatori più giovani, tanto più che queste norme sono state definite in base a rapporti di forza tra fasce di dipendenti in un contesto che giovane non è.

Tracciando, allo stato attuale, una curva che consideri le risorse  disponibili e l’età anagrafica (o di servizio), risulterebbe una distribuzione di spesa da azienda in chiusura o in fase di suicidio!
L’ingresso nel comparto degli EPR sarà ancora più penalizzante per tutti i ricercatori se non saranno considerate le esperienze maturate precedentemente all’assunzione a tempo indeterminato in ENEA.

Il rischio, al momento, è che “alla fine del giro” un ricercatore potrebbe risultare “molto giovane” ed inserito in una fascia retributiva iniziale perché gli sarà stato cancellato :

a) il dottorato (mai considerato)
b) anni di lavoro documentati, magari all’estero (considerati quasi come fastidio)
c) anni di reiterati contratti a tempo determinato o assegno di ricerca (annullati)
d) anni con contratto a tempo indeterminato (anzianità abbattuta di 1/3)

si rendono quindi indispensabili, alcuni opportuni accorgimenti, che, tra gli altri, sotto forma di norme transitorie e di primo inquadramento  consentano :

a) Passaggio al livello II di comparto EPR ai ricercatori con anzianità di servizio di almeno 9 anni.
b) Riconoscimento ai fini del primo inquadramento  dell’anzianità maturata con contratti a  TD.
c) Valutazione del curriculum da parte di una commissione per il possibile riconoscimento di ulteriore esperienza lavorativa pregressa.

Porteremo in trattativa queste richieste, unitamente a quelle già trattate per gli altri profili professionali, sempre che l’ENEA riesca a chiudere subito e positivamente la sua personale caccia al tesoro (inteso come dipartimento).

UIL Ricerca Università e Afam
Marcello Iacovelli
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